Da ieri sono ad Andros. Isola anche troppo grande per i miei gusti. Ho preso una stanza/appartamento a mezz’ora circa a piedi dal porto. Arrivo alla reception ieri, nonostante un appuntamento per venire a prendermi, e non c’è nessuno. Attendo, anche se il vento e il sole mi hanno un po’ esaurito. Il gestore arriva, si scusa, mi porta in camera. Solo la sera sentirò qualche auto arrivare e qualche rumore di passi.

Me la prendo comoda, esco alle 8 passate. In giro non c’è letteralmente nessuno. Sì, un camion o due. Un’auto o due sulla strada principale. Niente altro. A piedi nessuno. I greci hanno ritmi dilatati: pranzano tardi, cenano tardi e quindi presumo si alzino anche tardi. Sono in luogo di vacanza. Comprensibile. Vado in spiaggia e letteralmente non c’è nessuno. Eppure c’è il sole, la temperatura è gradevole. C’è vento sì, anche troppo, ma sulle isole greche è normale ce ne sia un po’.
Una signora passeggia fino all’estremo della spiaggia dove mi sono posizionato. L’acqua è fredda come il Mar Adriatico a fine aprile. Impraticabile, per me. Sarà il rimescolamento continuo dato dal vento? Alle 11 ne ho abbastanza. Della sabbia, del vento e anche del sole. Stare all’aria aperta e al sole non significa bruciarsi la pelle. In più l’invecchiamento (della pelle) è dato al 90% dall’eccesso di raggi UV, quindi è ora di andare a comprare qualcosa per il pranzo ed eventualmente la cena.
Rifaccio la spiaggia a piedi nella direzione opposta. Incrocio una coppia a passeggio, una coppia in uno stabilimento balneare, un bagnino di salvataggio. Non arrivo fino in fondo dove ci sono altri due stabilimenti, ma a vedere da lontano non ci sono più di 3-5 persone. Vado alla panetteria. Qui ci sono due uomini anziani a parlare, seduti, e a bere un caffè. Una giovane coppia si presenta dopo di me alla cassa. Ieri, alle 14, c’era una coppia (la stessa?) seduta a mangiare qualcosa. Esco a vado al supermercato, prima di prendere la traversa alla via principale che mi porta a casa. A fare spesa un’altra signora alla cassa. Il minimarket è vuoto e sono le 11,30 circa. Camminando ho incrociato un’altra famiglia (3 persone) fuori da un altro negozio. Qualche auto e qualche camion di passaggio. Fine.
Non ho fatto il conto, ma dietro la spiaggia, in 3-4-5 file di case, certamente c’è la capacità abitativa di qualche centinaio di persone, almeno. In giro nessuno o quasi. Ho l’impressione che la quasi totalità siano case vacanze, seconde case o appartamenti/stanze come il mio. Senza turisti. La questione della destagionalizzazione colpisce tutti, non solo l’Italia (o Senigallia), evidentemente. In questi momenti mi chiedo come possa essere agosto qui, ma è meglio non saperlo. Va bene così.
Seppur non mi possa assolutamente lamentare della pace, della quiete, del silenzio, della tranquillità, camminare in un ambiente urbano o quanto meno antropizzato senza incrociare nessuno mi fa uno strano effetto. Come sarà qui tra 50 anni, con il calo della popolazione e i cambiamenti climatici? Case abbandonate? Ancora meno gente, anche nei periodi di picco?
Voglio credere che tutto questo cemento, questi servizi esistano e funzionino. Probabilmente, visto lo stile di vita degli isolani e della Grecia, anche due mesi l’anno di turisti sono sufficienti a far vivere l’isola nel resto dell’anno. Voglio crederlo per loro.
In ogni caso l’esperienza di questi giorni è una ulteriore conferma che viaggiare in Europa d’estate, fuori dal picco di stagione, è ancora economico (anche se meno di qualche anno fa), piacevole per l’assenza di folle, riposante per la quiete e la pace. Un altro dei lussi di non avere un lavoro dipendente in cui le ferie sono concentrate nel picco, di non avere figli che devono andare a scuola (con tutti i vincoli relativi), di avere la libertà di decidere del mio tempo.
Oggi è così, domani non lo so. Intanto vivo.
