Questo in corso è il mio cinquantesimo anno. Tra poco comincerà il cinquantunesimo. Prima di toccare quota 50, l’obiettivo era uno: dare libero sfogo alla mia identità nomade, al viaggio come conoscenza diretta del mondo. Così è stato, nella prima metà del 2025.

Non voglio fare bilanci precisi, ma come scrissi 13 anni fa, anche questo semestre ho trascorso molto tempo in viaggio, soprattutto negli ultimi mesi. Zero trasferte di lavoro, perché il mio periodo sabbatico continua, ma a Torino e Trento ho avuto il piacere di rivedere persone con cui ho lavorato in passato.
Il mio cammino mi ha portato in giro per l’Italia, tra Milano, la Toscana (con Firenze, la Via Francigena e un weekend termale), Roma, il Trentino, Torino, Padova e Venezia. All’estero, ho esplorato lo Sri Lanka, Lipsia, Bilbao, Parigi, Londra, Manchester, Budapest e la Grecia, tra le Cicladi e Atene. Ho aggiunto un nuovo paese alla lista, il numero 68. L’idea di arrivare a 70 entro i 50 anni mi piaceva, ma l’appuntamento è solo rinviato.
È stato un anno di scoperte sensoriali e culturali. Ho visitato mostre d’arte, ho camminato su spiagge del Mediterraneo e dell’Oceano Indiano e ho percorso sentieri con lo zaino in spalla. Sono stato in ammollo alle terme, ho partecipato a eventi e ritrovato amici lontani. Ho viaggiato in aereo, treno, tuk-tuk, autobus e traghetto, ma soprattutto a piedi, da solo e in compagnia. Ho assaggiato sapori nuovi, apprezzando la cucina singalese, thailandese, indiana, greca e vietnamita, oltre a quella italiana (e sicuramente dimentico qualcosa). Ho scoperto nuovi artisti, ammirato opere note e visitato per la prima volta la Biennale d’Architettura di Venezia, lasciandomi incantare da panorami, tramonti e paesaggi unici.
Sono grato a chi ha viaggiato con me, a chi mi ha supportato e a chi è stato fonte di ispirazione e incoraggiamento.
