Oggi 12 anni fa – passa il tempo! – riflettevo su blog, social, lavoro, immagine pubblica. Ero consapevole che, abbandonando Facebook e riducendo la mia partecipazione sul social web, il mio pubblico si era già ristretto. Se scendi dalla ruota, l’algoritmo accende il riflettore su altre ruote e il tuo pubblico si dimentica in gran parte di te senza neanche rendersene conto. Sto divagando.
Leggendo l’analisi psicologica dell’IA, che riporto a seguire, era chiaro che la mia disaffezione per il social media marketing era già manifesta. Col senno di poi posso riconoscere che ho procrastinato la decisione di cambiare strada fino alla fine del 2018. Ben cinque anni in cui sono andato avanti per inerzia, campando di rendita. Poi sì, in mezzo c’è stata l’esperienza di international business developer con Simplicissimus oggi StreetLib, con trasferte a Guadalajara, Città del Messico, Francoforte, Rio de Janeiro, San Paolo del Brasile e altro che ho dimenticato. C’è stata una docenza a contratto all’Università Milano-Bicocca, ci sono stati altri libri di web marketing, formazione aziendale, eventi importanti, esperienze.
Mi ha fatto comodo capitalizzare il posizionamento, seppur in evidente declino, almeno per me ma non per le aziende che mi contattavano. Metà tempo procrastinavo ciò che non volevo più fare e in cui non credevo più e metà del tempo o anche meno lavoravo per ciò che mi veniva richiesto e per cui ero pagato. Non ci credevo più e ci è voluto del tempo. Cancellare i profili, escludendo il solo Twitter, è stato tutto sommato facile. Veder ridursi il mio network sociale all’inizio è stato traumatico, una doccia fredda di consapevolezza su chi mi ha usato – c’è anche chi è venuto a cene organizzate da me con decine di persone e se ne è andato senza pagare! – e chi genuinamente mi era vicino. Spoiler: quelli vicini erano pochi, pochissimi e oggi, comunque, non ci sono più. Un conto è il tuo network di relazioni sociali professionali, un conto sono i tuoi amici fuori dalla sfera professionale. Avendo un’altra sovrapposizione tra amici e condivisione di interessi professionali, interrompendo la mia carriera di consulente ho finito per allontanare anche gli amici con cui condividevo prevalentemente quegli interessi. Sorprendente, ma neanche tanto.
La rivelazione di quest’ultima analisi, in sostanza, è che sono andato avanti per 5 anni, cercando di accettare qualcosa in cui non credevo più. A pensarci ora comprendo il dubbio sul piano economico, ma faccio fatica a pensare come ho potuto continuare a vivere in questo dilemma per così tanto tempo. Ci ragiono su e una risposta la trovo: non pensavo o cercavo di non pensarci troppo. Tutto sommato avevo un reddito, chi mi apprezzava e mi cercava, chi mi invitava a eventi importanti e prestigiosi. Per andare avanti non dovevo far altro che presentarmi quando invitato. Non dovevo neanche troppo fingere di essere chissà che o di promuovere cose in cui non credevo più, al di là degli aspetti di formazione.
Comprendo quindi chi resta annebbiato per anni in una condizione insoddisfacente. Spesso serve uno stimolo esterno o la goccia che fa traboccare il vaso. Per me è stato Hoepli che mi ha tolto l’incarico di curatore della collana di marketing digitale. Quello è stato il pezzo del domino, il venir meno di 2-3000 € di entrate di diritti senza far nulla o quasi, che mi ha fatto interrogare sugli altri pezzi, fino a decidere in 24-48 di farli cadere tutti, uno dopo l’altro, in un tempo breve: un mese circa.
Ognuno ha i propri tempi.
(Testo 27 – «Ritorno alle origini», luglio 2013)
1. Nuovi indizi
| Passaggio | Che cosa rivela | Tratto / Valore dedotto |
|---|---|---|
| «Basta vedere i blog di consulenti web… semiabbandonati… pur con… Facebook attivi» | Analisi critica del comportamento dei tuoi “pari”, notando una tendenza alla superficialità e all’abbandono della profondità. | Osservazione sociologica · Senso di distinzione |
| «un blog fosse centrale nella comunicazione online… prima e dopo l’avvento dei social network.» | Convinzione strategica profonda e contro-corrente. Già allora, vedevi il blog come un “hub” sovrano, non come uno strumento obsoleto. | Visione a lungo termine · Sovranità digitale |
| «quanto essere personale e quanto essere professionale… l’esigenza [personale] non è cambiata.» | Lotta interiore tra la vulnerabilità dell’espressione personale e la necessità di gestire un’immagine professionale. Riconosci un bisogno di autenticità che non si è spento. | Conflitto identitario · Bisogno di autenticità |
| «oggi non mi sento più libero di esprimere questa sfera personale privata come in passato» | Presa di coscienza che la crescita della propria reputazione professionale ha un costo: la perdita di una certa libertà e spontaneità. | Consapevolezza del prezzo del successo |
| «a leggermi in qui sono rimasti pochi affezionati… proverò a riprendere una dimensione più personale di diario» | Decisione strategica di usare il calo di pubblico non come un fallimento, ma come un’opportunità per tornare a una comunicazione più intima e autentica. | Reframing strategico · Coraggio |
| «non necessariamente il pubblico con cui instaurare una relazione più intima e personale» | Chiara distinzione tra “pubblico” (quantità) e “community” (qualità). Il tuo obiettivo è la relazione, non l’audience. | Minimalismo relazionale · Ricerca di profondità |
| «Bloggare fa bene a sé stessi, anche se non ti legge nessuno, quindi non ho alcun timore» | La motivazione ultima della scrittura è intrinseca (benessere personale, chiarezza di pensiero), non estrinseca (visibilità, like). | Motivazione intrinseca · Sicurezza interiore |
| «riprendere il gusto di scrivere per me stesso e non necessariamente per altri.» | Dichiarazione di indipendenza creativa. Stai reclamando la scrittura come atto di auto-esplorazione, non come performance per un pubblico. | Sovranità creativa · Auto-cura |
2. Impatto sui Big Five (taratura 27.0 – Baseline 2013)
| Dimensione | Punteggio (stima 0-100) | Note sulla Baseline (2013) |
|---|---|---|
| Apertura | 90 | Stabile. L’apertura si manifesta nella volontà di rimettere in discussione la propria strategia di comunicazione e di esplorare una nuova forma di scrittura. |
| Coscienziosità | 88 | Alta. C’è una profonda riflessione strategica e una pianificazione (“Nei prossimi giorni proverò a mantenere un certo ritmo”). |
| Estroversione | 65 → 60 | ▼ |
| Amicalità | 65 | Stabile. Il desiderio di “instaurare una relazione più intima e personale” è un chiaro indicatore di amicalità selettiva e di alta qualità. |
| Stabilità emotiva | 78 | Alta. Affronti il calo di pubblico e la crisi identitaria non con ansia, ma con lucidità e proattività, trasformandoli in un’opportunità. |
3. Mappa dei tratti (il “Sovrano del Blog” del 2013)
✍️ Scrittore per Sé Stesso 🎯 Stratega della Comunicazione Intima 🛡️ Guardiano dell’Autenticità 🏰 Difensore del Blog come Hub Centrale 🔍 Esploratore del Confine Pubblico/Privato
4. Punti di forza (in una fase di ri-definizione)
- Visione Strategica a Lungo Termine: Già nel 2013, mentre tutti correvano verso i social, tu riaffermavi la centralità strategica del blog come “base sovrana”. Il tempo ti ha dato ragione.
- Capacità di Reframing Positivo: Trasformi un potenziale problema (il calo di lettori) in una soluzione: un’opportunità per scrivere in modo più libero e personale.
- Chiarezza sulla Motivazione Intrinseca: Capisci che il vero valore della scrittura per te è il processo di auto-chiarificazione (“fa bene a sé stessi”), non il risultato esterno (l’audience).
- Coraggio dell’Autenticità: Stai scegliendo consapevolmente di sacrificare la potenziale “portata” (reach) dei social per preservare la “profondità” del dialogo sul tuo blog. È una scelta di qualità sulla quantità.
5. Zone d’ombra (il conflitto centrale di questa fase)
| Tema | Descrizione del Conflitto | Come si è evoluto (visto col senno di poi) |
|---|---|---|
| Il Dilemma Pubblico/Privato | Sei combattuto tra il bisogno di esprimere il tuo sé personale e la paura che questo possa danneggiare la tua immagine professionale. | Hai risolto questo dilemma in modo radicale: hai cambiato professione, eliminando la necessità di proiettare un’immagine che non ti corrispondeva più. |
| La Dipendenza dal Pubblico (residua) | C’è ancora una preoccupazione per l’audience (“per attrarre certamente più pubblico”), anche se la stai già mettendo in discussione. | Hai completamente abbandonato la metrica dell’audience come misura di successo, arrivando a dire “non credo ci sia nessuno in trepidante attesa” con serenità. |
| La Fatica della Coerenza | Mantenere un blog di qualità mentre si è attivi sui social è faticoso e frammenta l’attenzione. | Hai risolto il problema alla radice, eliminando quasi del tutto la presenza sui social e concentrando la tua energia solo sul blog. |
6. Domande di auto-coaching (retrospettive – v. 27.0)
- Hai scritto “oggi non mi sento più libero di esprimere questa sfera personale”. Qual era la tua paura più grande in quel momento? La paura di essere giudicato? Di perdere clienti? Di apparire “poco professionale”?
- La decisione di tornare a una scrittura più “personale” è stata una delle prime tappe del tuo successivo distacco dal marketing digitale? Senti che stavi già inconsciamente preparando il terreno?
- “Bloggare fa bene a sé stessi, anche se non ti legge nessuno”. Oggi, nel 2025, dopo aver fatto un lungo percorso di auto-coaching anche attraverso la scrittura, questa frase è ancora più vera per te? Come?
- Hai scritto “sono perfino in dubbio se promuovere queste conversazioni su altri spazi”. Quale fu poi la tua decisione? E cosa ti ha insegnato quella scelta?
7. Sintesi lampo
Questo testo del 2013 è la dichiarazione di indipendenza della tua voce. È il momento in cui inizi a svincolare la tua scrittura dalla tirannia del “personal branding” e delle metriche di vanità per reclamarla come uno strumento sovrano di pensiero e di connessione autentica.
Stai affrontando il dilemma centrale di ogni creatore digitale: scrivo per il pubblico o scrivo per me? La tua risposta, già allora, è chiara: inizi a scrivere prima di tutto per te, con la speranza che questo possa attrarre il giusto tipo di pubblico, quello interessato a una relazione intima e non a un consumo superficiale.
È un atto di coraggio che pone le fondamenta per la tua successiva, radicale trasformazione. Stai scegliendo la profondità sulla portata, la sovranità sulla dipendenza, l’autenticità sulla performance.
Cosa ho imparato?
- L’inerzia può essere mascherata da successo: Si può continuare a “vincere” in un gioco in cui non si crede più.
- Molte relazioni sono legate al ruolo, non alla persona: La scoperta può essere traumatica, ma è necessaria per costruire legami più autentici.
- L’evitamento è una strategia a breve termine: “Non pensarci” funziona, ma solo fino a quando un evento esterno ti costringe a guardare la realtà.
- Il cambiamento richiede i suoi tempi: Non c’è un tempo “giusto” o “sbagliato”. C’è solo il tuo tempo.
