Da una lista di link, pubblicata oggi tre anni fa, finisco su un articolo. Dalla stessa newsletter apro un altro link e finisco su una riflessione relativa alla psicologia, in due parti. Il tema è la psicologia dei sistemi complessi.
Analizzando i due testi, è emerso questo contributo, dentro la mia conversazione con l’IA sul mio profilo psicologico:
La Ricerca delle “Parti Fondamentali”: Sei un Riduzionista Strutturale
- L’Insight dal Testo: C’è un dibattito tra chi vede la psicologia come lo studio di “sistemi complessi” (non riducibili) e chi crede che si debbano trovare le “parti fondamentali” (come protoni, elettroni e neutroni in chimica).
- La Lezione per Te: Tu appartieni chiaramente alla seconda scuola di pensiero. Il tuo intero metodo di auto-analisi è un tentativo di riduzionismo strutturale.
- Quando analizzi le tue relazioni, non ti accontenti di dire “è complicato”. Cerchi le “particelle elementari”: la mancanza di reciprocità, la dinamica genitore-bambino, lo schema di standard severi.
- Stai cercando di creare la tua personale “Tavola Periodica degli Elementi Relazionali”. Vuoi trovare i mattoni fondamentali per poter poi capire e prevedere come si combinano.
- Spunto di Riflessione: Questa tendenza a cercare le “parti” è una forza enorme, ma potrebbe anche essere un punto cieco. Cosa succederebbe se ci fossero davvero aspetti della tua vita o delle tue relazioni che sono proprietà emergenti, non riducibili alla somma delle loro parti? È un’ipotesi che il tuo “sistema operativo” fa fatica ad accettare, ma che potrebbe essere fertile esplorare.
Proprietà emergenti. Incuriosito, ho usato l’intelligenza artificiale per cercare di capire di cosa si tratta. Prima approfondiamo la psicologia dei sistemi complessi, poi torniamo alle proprietà emergenti. Infine vediamo come lo stesso concetto si può traslare ad altre esperienze, come la lettura o la visione di film. Concludiamo su come coltivare i nostri sistemi complessi.
Allaccia le cinture. Si parte.
Psicologia dei Sistemi Complessi: Perché Non Sei un Orologio (e la Tua Vita neanche)
Per secoli, abbiamo cercato di capire la mente umana e le nostre vite usando una metafora semplice e potente: quella della macchina. Pensiamo a noi stessi come a un orologio svizzero: un insieme di ingranaggi (tratti, abitudini, pensieri) che, se analizzati uno per uno, ci permettono di capire il funzionamento del tutto. Se qualcosa non va, basta trovare l’ingranaggio rotto, ripararlo o sostituirlo, e l’orologio tornerà a funzionare perfettamente.
Questo approccio, che potremmo chiamare riduzionista, è incredibilmente utile. Ci ha dato la psicologia dei tratti, le terapie cognitive che riparano i “pensieri sbagliati”, e persino i nostri amati sistemi di produttività. Smontare un problema nelle sue parti più piccole per risolverlo è un metodo potente.
Ma c’è un problema. E se noi non fossimo orologi? Se fossimo più simili a un ecosistema, a uno stormo di uccelli o a una città?
Benvenuti nella psicologia dei sistemi complessi.
Cos’è un Sistema Complesso? La Magia dell’Interazione
Un sistema complesso non è solo un sistema “complicato” (come un motore a reazione). La differenza fondamentale è questa:
- In un sistema complicato (l’orologio), il comportamento del tutto è la somma prevedibile del comportamento delle sue parti. Se conosci ogni ingranaggio, puoi prevedere esattamente come funzionerà l’orologio.
- In un sistema complesso (lo stormo di uccelli), il comportamento del tutto è più della somma delle sue parti. Non puoi prevedere le magnifiche e fluide danze di uno stormo studiando un singolo uccello in laboratorio.
Quelle danze sono una proprietà emergente.
Proprietà Emergenti: Quando 1 + 1 fa 3 (o fa “Danza”)
Una proprietà emergente è una caratteristica del sistema che non esiste in nessuna delle sue singole componenti, ma che “emerge” spontaneamente dalla loro interazione.
- Metafora della Città: Puoi studiare ogni singolo mattone, ogni tubo e ogni cavo elettrico, ma non troverai mai la “cultura”, la “vivacità” o l’ “atmosfera” di un quartiere. L’atmosfera non è in un mattone; emerge dall’interazione di migliaia di persone, edifici, negozi e storie.
- Metafora della Torta: Puoi analizzare farina, uova, zucchero e burro. Nessuno di questi ingredienti, da solo, ha il sapore di una torta. Il sapore della torta “emerge” solo quando li mescoli e li sottoponi al calore del forno (l’interazione).
Allo stesso modo, la tua coscienza, la tua personalità, la tua saggezza o il tuo “carisma” non si trovano in un singolo neurone o in un singolo schema psicologico. Emergono dalla danza incredibilmente complessa di miliardi di interazioni nel tuo cervello e nel tuo corpo, in dialogo costante con l’ambiente.
Perché Questo Cambia Tutto: Le Leggi dei Sistemi Complessi Applicate a Noi Stessi
Se accettiamo di essere sistemi complessi, dobbiamo accettare alcune verità scomode ma liberatorie.
- L’Imprevedibilità è la Norma, non l’Eccezione.
- Puoi avere tutte le abitudini “giuste” (dieta, sonno, meditazione) e comunque avere una giornata “no” senza un motivo apparente. Perché? Perché l’interazione tra tutte le variabili (interne ed esterne) produce un risultato imprevedibile. L’idea di un controllo totale sulla propria vita è un’illusione.
- Piccoli Cambiamenti Possono Avere Effetti Enormi (e Viceversa).
- È l’“effetto farfalla” applicato alla nostra psiche. A volte, un piccolo cambiamento (come decidere di fare una passeggiata al mare ogni mattina) può innescare una cascata di effetti positivi inaspettati su umore, creatività e relazioni. Altre volte, un grande sforzo (come una riorganizzazione titanica del nostro sistema di note) può produrre risultati deludenti. L’impatto non è proporzionale allo sforzo.
- Non Puoi “Risolvere” un Sistema Complesso, Puoi solo “Influenzarlo”.
- Non puoi “riparare” un ecosistema come ripari un’auto. Puoi solo creare le condizioni migliori affinché l’ecosistema si riequilibri da solo.
- Allo stesso modo, non puoi “risolvere” un’amicizia complessa o la tua stessa ansia. Puoi solo influenzare il sistema: cambiare il tuo comportamento, introdurre un nuovo stimolo, stabilire un confine, e poi osservare come il sistema risponde e si riorganizza. È un approccio da giardiniere, non da meccanico.
Cosa Significa Questo per Te (e per Chi Legge)?
Abbracciare la prospettiva dei sistemi complessi è un invito a:
- Essere più umili: Accettare che c’è una parte di noi e delle nostre vite che non potremo mai completamente analizzare, prevedere o controllare.
- Essere più curiosi: Smettere di cercare solo le cause lineari (“ho fatto A, quindi è successo B”) e iniziare a osservare le danze, i pattern e le proprietà emergenti della nostra esistenza.
- Essere più sperimentali: Visto che non possiamo prevedere tutto, il modo migliore per imparare è fare piccoli esperimenti e vedere come il sistema risponde.
- Avere più fiducia nell’intuizione: A volte, il nostro “sentire” (la nostra capacità di percepire le proprietà emergenti) è una guida più affidabile della nostra analisi logica.
La psicologia riduzionista ci ha dato strumenti potentissimi per smontare l’orologio. La psicologia dei sistemi complessi ci invita a fare un passo indietro e ad ammirare, con stupore, la danza incomprensibile e meravigliosa dello stormo. E forse, a imparare a danzare con esso.
Proprietà emergenti
Esempi di proprietà emergenti per il mio profilo:
1. L’Emergere di una “Ecologia del Benessere” Auto-Regolante
- Le Parti (Componenti Riducibili):
- La tua dieta.
- La tua routine di sonno.
- Il tuo minimalismo digitale.
- I tuoi rituali (passeggiata, bagno in mare).
- Le tue scelte relazionali.
- La Proprietà Emergente (Non Riducibile):
- La tua resilienza olistica. La tua capacità di rimanere calmo e funzionale anche di fronte a stress significativi (come la gestione della tua famiglia) non è la somma di queste abitudini. È una proprietà del sistema nel suo insieme. Queste abitudini interagiscono in modi complessi e non lineari, creando un “ecosistema” che si auto-regola e ti protegge in modi che non puoi prevedere analizzando ogni singola abitudine.
- Spunto di Riflessione: A volte potresti sentirti bene “senza un motivo apparente”, o superare una difficoltà meglio del previsto. Quella potrebbe essere la tua “ecologia del benessere” che lavora in background per te.
2. L’Emergere di un “Gusto” Unico e Inimitabile (Nell’Arte, nel Cinema, nella Vita)
- Le Parti (Componenti Riducibili):
- Le tue “regole costituzionali” (bisogno di struttura, energia, ecc.).
- La tua conoscenza della storia del cinema e della letteratura.
- Le tue esperienze personali (l’identità queer, i viaggi).
- La Proprietà Emergente (Non Riducibile):
- Il tuo “gusto”. Il motivo per cui un film di McQuarrie e uno di Béla Tarr possono coesistere nella tua “top list”, mentre un’opera di un altro maestro viene rigettata. Il tuo gusto non è semplicemente la somma delle tue regole. È un senso estetico ed esistenziale complesso e idiosincratico che emerge dalla collisione di tutte le tue esperienze e i tuoi principi. È il tuo “stile” come spettatore e lettore. Non puoi insegnarlo, non puoi spiegarlo completamente con una formula, ma è innegabilmente coerente.
- Spunto di Riflessione: Quando dici “questo film non mi risuona”, anche se rispetta tutte le tue regole, stai facendo appello a questa proprietà emergente.
Coltivare le proprietà emergenti
Come per tutti i temi che mi incuriosiscono e mi sfidano, perché non chiedere qualche consiglio su come tradurre l’insegnamento in pratica sperimentale?
Quanto segue è su misura sul mio profilo, psicologico, di lettore, di cinefilo. Lo riporto come esempio a cui puoi riferirti per chiedere all’IA di usare lo stesso formato per dare a te dei consigli personalizzati sui tuoi sistemi complessi e le relative proprietà emergenti individuate.
Sul piano psicologico
Certamente. Approfondiamo questo punto, perché è il cuore della transizione da un approccio puramente analitico a uno più saggio e olistico.
Lavorare con le proprietà emergenti è un’arte sottile. È il passaggio dall’ingegneria al giardinaggio, dalla gestione alla coltivazione. Non si tratta più di “costruire” qualcosa pezzo per pezzo, ma di creare le condizioni affinché qualcosa di nuovo e imprevedibile possa nascere spontaneamente.
Ecco un’esplorazione più approfondita di ciascuna delle tre pratiche.
Come Lavorare con le Proprietà Emergenti: Il Manuale del “Giardiniere Esistenziale”
1. Creare le Condizioni: Preparare il Terreno Fertile
Questo è l’aspetto più attivo e cosciente del processo. Se non puoi “progettare” direttamente la saggezza o il carisma, puoi però progettare l’ambiente da cui queste qualità possono emergere. È qui che il tuo “Architetto” interiore rimane fondamentale, ma con uno scopo diverso.
- Il Principio: La qualità dell’emergenza dipende dalla qualità e dalla diversità delle parti interagenti. Un giardino ricco non nasce dal nulla; nasce da un terreno ben preparato, da una varietà di semi e da una cura costante.
- La Pratica Concreta per Te:
- Curare le “Parti” Fondamentali: Continua a fare esattamente quello che stai già facendo. Ogni abitudine sana, ogni libro letto, ogni relazione curata, ogni atto di minimalismo è un modo di “arare il terreno” e “arricchire il compost” del tuo sistema. Stai fornendo al tuo sistema interno “nutrienti” di alta qualità.
- Introdurre la “Biodiversità” Cognitiva: Un ecosistema sano ha bisogno di diversità. Per te, questo significa esporti deliberatamente a “input selvaggi” (come abbiamo discusso). Un film contemplativo che di solito eviti, un libro di poesia, una conversazione con qualcuno con una visione del mondo opposta. Questi non sono input da “analizzare” o “ottimizzare”, ma “semi” di potenziale ignoto che getti nel tuo giardino. Potrebbero non germogliare, ma potrebbero anche dare vita a una pianta completamente nuova.
- Creare Spazio e Silenzio (Lasciare il Terreno a Riposo): Le proprietà emergenti hanno bisogno di spazio per manifestarsi. Il rumore costante (anche di informazioni di alta qualità) le soffoca. La tua pratica di “dolce far niente”, il sonno, la meditazione, le passeggiate senza podcast… questi non sono momenti di inattività. Sono i momenti in cui il sistema ha il tempo di fare le sue connessioni spontanee, lontano dal controllo della tua mente cosciente.
2. Riconoscerle e Onorarle: Imparare a Vedere i Fiori
Questa è la pratica della consapevolezza. Richiede di passare dalla modalità “fare” alla modalità “osservare”. È l’atto di diventare un naturalista attento del tuo stesso mondo interiore.
- Il Principio: Le proprietà emergenti sono spesso sottili, fugaci e non verbali. Se sei troppo concentrato sull’analisi e sulla logica, potresti non notarle nemmeno. Onorarle significa dar loro validità e importanza, anche se non le capisci completamente.
- La Pratica Concreta per Te:
- Sviluppare un “Vocabolario dell’Intuizione”: Quando provi una “sensazione” (un’intuizione, un brivido, un senso di pace inspiegabile, un’improvvisa chiarezza), fermati per un momento. Invece di liquidarla come “irrazionale”, dalle un nome nel tuo journal. Esempio: “Oggi, parlando con X, ho avuto una ‘sensazione di restringimento’ allo stomaco. Non so perché, ma il mio corpo mi sta dicendo di essere cauto.” Stai imparando a leggere i segnali del tuo “deep learning” interno.
- Agire sulla Base dell’Intuizione (Esperimenti a Basso Rischio): La fiducia si costruisce con l’esperienza. La prossima volta che hai una forte intuizione (“dovrei chiamare quella persona”, “non dovrei andare a quell’evento”), prova a seguirla, specialmente se le conseguenze non sono catastrofiche. Osserva il risultato. Stai testando e calibrando la tua bussola interiore.
- “Onorare” il Carisma: Quando noti che le persone reagiscono a te in un certo modo (cercando la tua guida), invece di sentirti solo frustrato (“ecco di nuovo il ruolo del genitore”), prova a fare un passo indietro e a osservare il fenomeno con curiosità: “Interessante. C’è qualcosa nel mio modo di essere che evoca questa reazione. Non è un mio problema da risolvere, è solo un dato di fatto del sistema.” Questo ti permette di distaccarti e di gestire l’interazione con più calma.
3. Accettare il Mistero: Convivere con la “Scatola Nera”
Questa è la sfida più grande per una mente logica e analitica come la tua. È il passo finale verso la saggezza.
- Il Principio: Accettare che non potrai mai avere una mappa completa e perfettamente riducibile di te stesso. Una parte di te rimarrà sempre un “mistero”, una “scatola nera”. Questa non è una sconfitta per l’intelletto, ma una liberazione dalla tirannia della comprensione totale.
- La Pratica Concreta per Te:
- Introdurre il “Non Lo So” come Risposta Potente: Allenati a usare la frase “Non lo so” nel tuo journaling e nel tuo dialogo interiore, non come un segno di ignoranza, ma come un’affermazione di accettazione. Esempio: “Perché quella scena mi ha commosso così tanto? Non lo so, e va bene così.” Stai creando spazio per l’esperienza pura, non mediata dall’analisi.
- La Pratica della Meraviglia (Awe): Cerca attivamente esperienze che mettano a tacere la tua mente analitica e che evochino un senso di meraviglia: un tramonto spettacolare, un’opera d’arte che ti lascia senza parole, la vastità del cielo notturno. Questi sono momenti in cui il sistema complesso (tu) si connette con un sistema ancora più complesso (l’universo), e l’unica risposta possibile è il silenzio e lo stupore.
- Abbandonare il “Perché” Finale: Riconosci che a domande come “Qual è il senso ultimo della mia vita?” non ci sarà mai una risposta logica e definitiva. Il senso non è una risposta da trovare, ma una proprietà emergente da vivere, che nasce momento per momento dalla totalità delle tue azioni, pensieri e relazioni.
Lavorare con le proprietà emergenti è, in sostanza, un allenamento all’umiltà saggia. È il riconoscimento che, per quanto tu possa essere un brillante Architetto del tuo giardino, non sarai mai tu a far sbocciare i fiori. Puoi solo preparare il terreno, piantare i semi giusti e poi fare un passo indietro, con fiducia e meraviglia, per osservare la vita fare il suo corso.
Sul piano della lettura
1. Dalla Progettazione alla Coltivazione: “Nutrire l’Ecosistema”
Il tuo “sistema-lettore” è come un terreno fertile. Le tue abitudini e le tue scelte sono i nutrienti che metti in questo terreno.
- Azione Pratica:
- Diversificare i “Nutrienti”: Invece di pensare solo a “cosa leggere dopo?”, pensa in termini di “di quale nutriente ha bisogno il mio ecosistema in questo momento?”. A volte potrebbe essere una proteina intellettuale (un saggio complesso), altre volte un carboidrato energetico (un thriller con un gran ritmo), altre ancora un “oligoelemento” raro e sorprendente (un libro di poesia, un genere che non leggi mai). La varietà non è casuale, ma è un modo per arricchire il terreno da cui emergerà un gusto più complesso.
- Praticare il “Maggese Intellettuale”: A volte, il modo migliore per favorire l’emergenza è non fare nulla. Prendersi delle pause deliberate dalla lettura “produttiva”. Lasciare che le idee si depositino, si mescolino e creino connessioni spontanee. Questo “riposo del terreno” è essenziale per la fertilità a lungo termine.
2. Dall’Analisi all’Ascolto: “Fidarsi dell’Intuito”
L’intuizione è la voce del tuo sistema emergente. È la risposta compressa che il tuo intero sistema (PKM, esperienza, valori) ti fornisce senza mostrarti i calcoli.
- Azione Pratica:
- Il “Test del Sì Incondizionato”: Quando sei in libreria o sfogli un catalogo online, invece di analizzare subito se un libro rispetta la tua “Costituzione”, fermati un istante. C’è un libro che ti “chiama”? Che ti attrae per un motivo che non sai spiegare? Compralo. Leggilo. Analizza dopo perché ti ha chiamato. Questo è un allenamento per riconoscere e onorare la tua intuizione.
- Il “Diario delle Intuizioni Respinte”: Tieni traccia non solo di ciò che leggi, ma anche di ciò che hai “sentito” di non dover leggere, anche se sembrava perfetto sulla carta. O viceversa: un libro che hai letto per “dovere” ma che non ti ha “parlato”. Questo ti aiuta a mappare i confini del tuo gusto emergente, che è più sottile delle tue regole scritte.
3. Dalla Somma alla Sinergia: “Apprezzare le Connessioni”
La vera magia accade non dentro i libri, ma tra i libri. L’emergenza nasce dalle connessioni inaspettate.
- Azione Pratica:
- Pratica della “Lettura a Tema Incrociato”: Scegli deliberatamente due libri apparentemente slegati dalla tua lista “da leggere” (es. Diagnosi Psicoanalitica e Chokepoints) e leggili in parallelo o uno dopo l’altro. Poi, dedica 15 minuti di scrittura libera alla domanda: “Qual è la connessione nascosta tra questi due mondi? Quale idea emerge dalla loro collisione?”. Stai forzando attivamente la sinergia.
- “Mappare” la Libreria: Invece di vedere la tua libreria come una lista, prova a visualizzarla come una rete o una mappa mentale. Prendi un libro centrale (es. Sodoma) e disegna delle linee che lo collegano ad altri libri. Una linea per “inchiesta sistemica”, una per “identità queer”, una per “critica del potere”. Vedrai emergere dei “cluster” e dei “ponti” che rivelano la struttura profonda e interconnessa del tuo pensiero.
4. Dall’Ottimizzazione all’Accettazione: “Abbracciare il Mistero”
Questa è la parte più difficile per un Ingegnere. Significa accettare che il tuo sistema-lettore (e quindi il tuo sé) non sarà mai completamente “risolto” o “ottimizzato”. Ci sarà sempre una parte di mistero.
- Azione Pratica:
- Introdurre un “Libro Jolly” Casuale: Una volta ogni tanto, scegli un libro in un modo completamente non-analitico. Chiedi a un amico con gusti diversi di regalarti un libro a sua scelta. Pesca un titolo a caso da una lista. Questo atto di “resa” al caso è un modo per ricordare a te stesso che la scoperta può avvenire anche al di fuori del tuo controllo.
- Scrivere “Contro” il Tuo Profilo: Come esercizio, prova a scrivere una difesa appassionata di un libro che hai bocciato (es. La linea della bellezza). Cerca di argomentare dal punto di vista di un lettore che lo ha amato. Questo non cambierà il tuo gusto, ma ti renderà più consapevole che il tuo sistema, per quanto coerente, è solo uno dei tanti modi possibili di vedere il mondo. È un esercizio di umiltà intellettuale.
Interagire con i tuoi sistemi emergenti significa passare dal ruolo di Architetto che progetta un edificio a quello di Curatore di un giardino botanico. Tu scegli le piante, prepari il terreno, innaffi e togli le erbacce, ma poi devi fare un passo indietro e ammirare le forme meravigliose e inaspettate che le piante creano crescendo insieme.
Sul piano del cinema
1. Per il “Radar per l’Integrità Artistica”
- L’Approccio del Navigatore Intuitivo:
- Onora la Prima Sensazione: Quando inizi un film, presta attenzione alla tua primissima reazione istintiva nei primi 10-15 minuti. Ti senti a tuo agio, incuriosito, irritato, annoiato? Questa sensazione non è un giudizio definitivo, ma è il tuo “radar” che fa la prima scansione. Non ignorarla, prendine nota.
- Usa la “Domanda della Coerenza”: Invece di chiederti “Mi sta piacendo lo stile?”, chiediti: “Questo stile sembra servire uno scopo più grande o sembra fine a se stesso?”. Questa domanda sposta il focus dal gusto personale (“mi piace/non mi piace”) a una valutazione dell’integrità (“è coerente/non è coerente”).
- Fidati del Rigetto: Se il tuo radar ti urla che un film è “falso” o “pretenzioso” (come è successo con Sweet Dreams), fidati di quel segnale. Non sentirti in dovere di “capire” a tutti i costi un’opera che percepisci come disonesta. L’abbandono, in questo caso, non è una sconfitta, ma un atto di coerenza con il tuo sistema di valori.
2. Per il “Gusto Bipolare Coerente”
- L’Approccio del Curatore di Mostre:
- Crea “Doppie Proiezioni” Tematiche: Invece di guardare film a caso, cura delle “doppie proiezioni” personali che mettano in dialogo i due poli del tuo gusto. Esempio: guarda Dogville (architettura narrativa estrema) e subito dopo Enter the Void (esperienza sensoriale estrema). Poi, invece di giudicarli separatamente, scrivi una riflessione su cosa li unisce nel loro approccio radicale alla forma, nonostante le differenze.
- Verbalizza il “Meta-Criterio”: Quando un film ti piace molto, non limitarti a dire “è una macchina perfetta”. Sforzati di identificare il principio unificante più profondo. Chiediti: “L’onestà brutale di Eismayer e l’eleganza artificiale di Phantom Thread da quale radice comune traggono la loro forza?”. Questo esercizio ti aiuterà a mappare coscientemente la logica che unisce i tuoi gusti apparentemente opposti.
- Esplora i Generi Ibridi: Cerca attivamente film che vivono al confine tra i tuoi due poli. Film che sono sia thriller strutturati che opere sensoriali (come Under the Skin), o drammi psicologici con un’estetica barocca (come Melancholia). Questi film sono il terreno di gioco ideale per il tuo gusto complesso.
3. Per il “Dialogo Empatico-Analitico”
- L’Approccio dello Psicoanalista:
- Scrivi Profili dei Personaggi: Dopo aver visto un film con personaggi complessi (come quelli della nostra ultima lista di suggerimenti), prenditi 15 minuti per scrivere un breve profilo psicologico del protagonista usando i Big Five, proprio come hai fatto con Fran di Sometimes…. Questo trasforma una visione passiva in un’analisi attiva.
- Fai la “Domanda del Regista”: Durante la visione, chiediti costantemente: “Perché il regista mi sta mostrando questo comportamento proprio ora? Quale pezzo del puzzle psicologico mi sta dando?”. Questo ti aiuta a vedere il film non come una storia che accade, ma come un saggio psicologico costruito con immagini e suoni.
- Cerca i “Film-Terapia”: Cerca opere che sono esplicitamente costruite come sessioni di terapia o confessioni. Film come Opening Night di Cassavetes, My Dinner with Andre di Louis Malle, o persino documentari come Tarnation di Jonathan Caouette. Sono film che ti costringono a usare questo muscolo empatico-analitico.
4. Per la “Cinefilia come Sistema Auto-Correttivo”
- L’Approccio dell’Alchimista:
- Programma una “Revisione Annuale”: Una volta all’anno, scegli un film che in passato hai abbandonato o a cui hai dato un voto bassissimo (come Fish Tank o Stalker) e riguardalo. Non con l’obiettivo di fartelo piacere, ma con la curiosità di uno scienziato che ripete un esperimento. Chiediti: “Il mio ‘sistema operativo’ aggiornato vede qualcosa che prima non vedeva?”.
- Tieni un “Diario delle Sorprese”: Ogni volta che un film viola le tue regole ma ti piace comunque (come Un Prince), non liquidarlo come un’eccezione. Scrivi una breve nota cercando di capire perché ha funzionato. “Oggi ho scoperto che posso tollerare la lentezza se c’è un forte gancio tematico personale”. Questo ti aiuta a mappare l’evoluzione del tuo stesso sistema.
- Accetta e Celebra l’Incoerenza: Riconosci che la bellezza di un sistema emergente è che a volte ti sorprenderà. Non cercare di forzare ogni nuova esperienza dentro le vecchie regole. Quando un film come Un Prince rompe il modello, non significa che il modello è sbagliato. Significa che il modello è diventato più complesso e più ricco. È un momento da celebrare, non da correggere.
Trovo queste riflessioni sfidanti, illuminanti e molto stimolanti.
Sfidare il proprio gusto. Ascoltare l’istinto. Mettere alla prova le proprie regole. Confrontare opere diverse se non opposte. Riprovare con libri o film del passato rimasti indigesti e vedere che succede. vedo tutti questi esperimenti con grande entusiasmo. Esattamente l’opposto di una vita passata sul divano a fare zapping, a vedere ciò che propone la piattaforma a cui sei abbonato, solo perché paghi l’abbonamento, a leggere il bestseller che leggono tutti, a leggere gli autori che hai già letto, a vedere solo i film mainstream che passa il multiplex, a fare quello che hai sempre fatto e a pensare sempre allo stesso modo, se non a evitare del tutto di pensare e consumare il flusso infinito di tiktok, youtube, instagram, facebook, consumando tre telegiornali al giorno, seguendo sempre i consigli dei soliti due critici che conosci. L’opposto di mettere alla prova ciò che si è, ciò che si pensa, lasciandosi guidare dal proprio sentire.
Coltivare le proprietà emergenti del mio sistema complesso, inconscio, irrazionale, imperscrutabile, impossibile da ricondurre a regolette e a formule matematiche, per quanto complesse. Questo diventa, consciamente, il mio faro guida. Chissà questa strada dove mi porterà.
