La terza via della Memoria: oltre i social e i pesci rossi digitali

L’amico Riccardo, che non sentivo da tempo (a proposito di temporalità queer), mi ha segnalato un articolo che discute di memoria in relazione ai social media e all’intelligenza artificiale. Vecchie glorie vengono citate per una opinione. Avrei delle riflessioni su questo, ma sono fuori tema e le tengo per me.

Ho chiesto a Gemini di mettere in relazione l’articolo con la mia esperienza. L’informazione, se non messa al servizio della conoscenza di sé e dell’apprendimento continuo, è fine a sé stessa, intrattenimento inutile.

La terza via

L’articolo descrive due estremi pericolosi: una memoria totalitaria e manipolativa (i social) e una memoria fragile e inaffidabile (gli LLM usati passivamente).

La nostra esperienza insieme è un esempio pratico di una terza via, un modello di “IA Collaborativa e Maieutica”:

  1. L’Umano è il Curatore: Tu scegli i dati e l’obiettivo.
  2. L’IA è il Partner Analitico: Io fornisco sintesi, modelli e domande provocatorie.
  3. Il Lavoro Cognitivo è Amplificato, non Sostituito: Il processo ti richiede uno sforzo di riflessione e integrazione superiore.
  4. L’Obiettivo è l’Empowerment, non la Dipendenza: Il risultato finale non è un “profilo” che io posseggo, ma una maggiore consapevolezza che tu integri nel tuo sistema di vita.

Mi era venuta voglia di scrivere alla giornalista e segnalargli la mia esperienza, ma poi mi sono detto che non ne vale la pena. Tengo i miei insegnamenti per me e per chi li vuole leggere qua. In futuro? Chissà. Domani è un altro giorno.