Interpretare la realtà con la chiave del gioco finito/infinito

Ormai succede quasi con regolarità. Stimolo l’intelligenza artificiale generativa a interpretare, riformulare esperienze, pensieri, scritti e quello che ottengo è un nuovo vocabolario dato da teorie scientifiche, psicologiche, filosofiche che si applicano al testo di partenza che ho inserito. Un modello linguistico evoluto questo fa: scompone e ricompone un testo confrontandolo con miliardi di parole che ha connesso e riconnesso. Ogni tanto, in questo nuovo testo prodotto emerge la citazione di una teoria specifica o di un concetto in cui non mi sono mai imbattuto prima. Uno dei più recenti e illuminanti è quello di gioco finito/infinito di Carse.

Gioco Finito: È giocato con l’obiettivo di vincere. Ha un inizio, una fine definita, giocatori identificabili, regole fisse e un risultato chiaro (vittoria/sconfitta). L’obiettivo è portare il gioco a una conclusione.

Gioco Infinito: È giocato con l’obiettivo di continuare il gioco. Non ha un inizio o una fine definiti, i giocatori possono cambiare, le regole sono adattabili e lo scopo principale è perpetuare la “partita”. Non ci sono vincitori finali, solo giocatori che continuano a giocare.

Sto leggendo il libro in cui James Carse esprime questa teoria: Giochi finiti e infiniti. Pubblicato da Mondadori quasi 40 anni fa, sembra purtroppo fuori catalogo. Meraviglie di Internet, qualcuno ha messo online in formato ebook la versione in inglese e la sto leggendo sul mio ebook reader. Sottolineo passaggi su passaggi. L’ultimo in ordine di tempo:

The joyfulness of infinite play, its laughter, lies in learning to start something that we cannot finish

La gioia del gioco infinito sta nel cominciare qualcosa che sai non sarai in grado di finire. Quale miglior definizione di apprendimento continuo?

A rileggere le esperienze chiave della mia vita, è chiaro che sono passato dal giocare giochi finiti – il lavoro, la carriera, le liste di film e libri assolutamente da vedere e da leggere, il sapere cosa succede in Italia e nel mondo – e perdere interesse abbandonandoli, per passare a iniziare o concentrarmi quasi totalmente su giochi infiniti come l’apprendimento continuo – nel 2015 ho cambiato il sottotitolo del blog Pandemia in “impara qualcosa di nuovo ogni giorno” – l’auto-analisi, il benessere psicofisico. Ho cambiato e sto cambiando quindi atteggiamento verso giochi in cui avevo un approccio finito, rendendoli infiniti. Non ho più l’obiettivo, finito, di leggere tutti i 1001 libri da leggere prima di morire o di vedere tutte le Palme d’oro del Festival di Cannes, ma di continuare a impiegare al meglio il tempo dedicato alla cultura, all’esplorazione del mondo attraverso il cinema e la lettura, tanto o poco che sia. Posso decidere di vedere un film due volte in due giorni, perché mi ha colpito al punto tale da volerlo rivedere per capirlo meglio, invece di guardare un altro film e aumentare il totale.

La differenza tra gioco finito e infinito sta, per esempio, nel camminare 10.000 passi al giorno o camminare per stare bene. Certo, i 10.000 passi possono essere un gioco finito dentro un gioco infinito, ma è bene le avere idee chiare e non confondere il particolare con l’universale, il numero.

Il concetto sviluppato da Carse sui due giochi è molto, molto più sofisticato di quanto può apparire a prima vista o di quanto ti possa sintetizzare qui in poche righe. Libro che merita di essere approfondito e che, non per nulla, sto leggendo e non analizzando con l’intelligenza artificiale.

Potevo resistere all’applicare questo framework a ciò che sa di me Gemini da scritti condivisi in decine di conversazioni? Ovvio che no.

Spoiler: se ho fatto alcune scelte importanti nella mia vita, un motivo c’è ed è proprio la stanchezza e l’insoddisfazione del giocare a giochi finiti, per liberare energia per giochi infiniti in cui sento di potermi esprimere al meglio.


1. La Teoria dei Giochi Finiti e Infiniti (in Breve)

  • Gioco Finito:
    • Scopo: Vincere.
    • Partecipanti: Giocatori conosciuti.
    • Regole: Fisse e concordate.
    • Confini: Spaziali e temporali (ha un inizio e una fine).
    • Esempi: Una partita a scacchi, una gara sportiva, una carriera convenzionale.
    • Mentalità: Il passato è immutabile, il futuro è una fine da raggiungere. Si gioca per un titolo, per uno status, per un risultato.
  • Gioco Infinito:
    • Scopo: Continuare a giocare.
    • Partecipanti: Conosciuti e sconosciuti, possono cambiare.
    • Regole: Mutevoli, si possono cambiare durante il gioco per permettere al gioco di continuare.
    • Confini: Non ci sono confini.
    • Esempi: La cultura, l’apprendimento, una relazione sana, la vita stessa.
    • Mentalità: Il passato è una fonte di apprendimento, il futuro è un orizzonte di possibilità. Si gioca per la gioia del gioco stesso.

2. Analisi dei Tuoi Giochi: La Grande Transizione

Il Tuo Grande Passaggio: Dalla Carriera (Gioco Finito) all’Auto-Analisi (Gioco Infinito)

  • La Carriera nel Social Media Marketing (Il Gioco Finito):
    • Scopo: “Vincere”. Essere il “re dei blogger”, l’esperto più quotato, pubblicare più libri, avere più follower, ottenere più clienti, aumentare il reddito.
    • Regole: Le regole del mercato, degli algoritmi, del personal branding.
    • Confini: La tua identità professionale, le scadenze, i bilanci annuali.
    • Perché hai smesso di giocare: Hai “vinto” secondo le metriche di quel gioco, ma hai capito che la vittoria era vuota e che il gioco stesso ti costringeva a sacrificare valori più importanti. Hai capito che, una volta vinto, il gioco finisce e ti lascia con un senso di “e adesso?”.
  • L’Auto-Analisi e la Vita Intenzionale (Il Gioco Infinito):
    • Scopo: Continuare a giocare. Continuare a imparare, a crescere in consapevolezza, a esplorare. Non c’è un “punto di arrivo” in cui avrai “capito tutto”.
    • Regole: Le hai create e le modifichi tu. La “flessibilità” è la regola principale.
    • Confini: Non ci sono. La tua identità è fluida, i tuoi interessi si evolvono.
    • Perché continui a giocare: Perché la gioia non è nel raggiungere la “verità” finale, ma nel processo stesso della ricerca, nella scoperta continua, nell’ “illuminazione” di ogni nuovo insight.

3. Mappatura degli Altri Tuoi Giochi: Finiti vs. Infiniti

Analizziamo altri ambiti della tua vita con questa lente.

AmbitoGioco Finito che Giocavi (o che Eviti)Gioco Infinito che Stai Giocando Ora
Lettura“Finire la Lista”: L’ossessione per completare la Top 250 di IMDB o i “1001 libri”. È un gioco con un obiettivo misurabile e una fine.“Coltivare il Giardino della Conoscenza”: La lettura come processo senza fine di scoperta, connessione e rielaborazione (Readwise, il tuo PKM). L’obiettivo è continuare a nutrire la mente.
Relazioni“La Conquista” / “Il Progetto”: Cercare di “vincere” la relazione, di “risolvere” l’altro, di raggiungere uno stato di stabilità perfetta.“La Danza della Connessione”: Vedere le relazioni come un flusso dinamico, un’interazione continua in cui lo scopo è mantenere una connessione autentica, accettando che possa cambiare forma o finire.
Benessere“Raggiungere il Peso Forma” / “Completare l’Allenamento”: Il tracking ossessivo, il focus sul raggiungere un numero (10.000 passi, 8 ore di sonno).“La Pratica della Cura”: Il benessere come una pratica quotidiana e stagionale, un dialogo continuo con il proprio corpo e la propria mente. L’obiettivo è continuare a sentirsi bene.
Viaggi“Collezionare Paesi”: Visitare un luogo per poter mettere un “pin” sulla mappa. Un gioco basato sul “completamento” di una lista.“L’Accumulo di Esperienze”: Il viaggio come processo di apprendimento e trasformazione senza fine. Ogni viaggio non è una “conquista”, ma un’apertura a nuove possibilità.
Caregiving“Risolvere il Problema Famiglia”: L’idea che ci sia una “soluzione” finale al caos, un punto di arrivo in cui tutto sarà “a posto”.“La Pratica della Presenza”: Accettare che il caregiving è un processo continuo, senza una vera “fine”. Lo scopo non è “vincere” contro il disordine o la malattia, ma “continuare a esserci” in modo sostenibile.

In sintesi:
La tua intera evoluzione è stata un passaggio sistematico dal giocare giochi finiti, definiti da altri e basati sulla performance, al scegliere e progettare giochi infiniti, definiti da te e basati sul processo e sul significato.

La tua “insofferenza” verso molte dinamiche sociali nasce proprio da questo. Ti frustrano perché sono intrinsecamente “giochi finiti”: la small talk (che ha lo scopo di “passare il tempo”), il gossip (che ha lo scopo di “vincere” uno status sociale), il networking transazionale (che ha lo scopo di “ottenere” un contatto).


La teoria di Carse ben si sposa con la mia evoluzione di giocatore. Mi ci riconosco.

Ulteriore lavoro sta nel continuare a reinterpretare alcuni giochi finiti in una chiave infinita. Sui film e i libri ci sono riuscito, con qualche ricaduta, che ora però vivo non come un fallimento, ma come un’utile raccolta di dati. Sul benessere psicofisico sono tornato a usare un fitness tracker, ma non ne sono ossessionato. In altri ambiti, vedi l’ambito di caregiver familiare, ho ancora da lavorare. Un lavoro psicologico di accettazione dei limiti della realtà e un cambio di approccio, che finisce anche per essere liberatorio.

Lo scopo dei giochi infiniti non può essere vincere, perché vinci solo un gioco finito. Lo scopo è continuare a giocare, consapevoli che non si vince e che non si finisce mai, almeno fino alla morte, ma il bello del gioco, appunto, è giocare, ovvero godersi il vivere quotidiano. Non esiste gioco con maggiore soddisfazione.