Il più semplice e il più efficace atto di amor proprio

Questa settimana ho avuto una illuminazione. In quest’era digitale dove potremmo starcene in casa, lavorare, farci consegnare cibo, interagire con gli amici, intrattenerci nei modi più disparati, fare attività fisica, il tutto senza uscire di casa e grazie al digitale, sentiamo da più parti l’invito e la necessità di dare un po’ di sale alla vita attraverso attività manuali. Giardinaggio, creazione di oggetti, manipolazione in altri ambiti. Che fare se non hai un giardino e se non ti senti particolarmente creativo? L’uovo di Colombo: dedicarti alle pulizie di casa.

Uno sforzo necessario

Chiunque sia in qualche modo responsabile degli spazi in cui vive è chiamato a contribuire alla loro pulizia. C’è chi si può permettere di assumere qualcuno allo scopo. C’è chi vive nella sporcizia ed è più felice di un maiale nella propria porcilaia. Tutti gli altri sanno che sono chiamati a questo compito e svolgono questa attività limitandola nel tempo e nello spazio, con varie strategie. C’è chi cerca di intrattenersi con la tv accesa, con la musica, con un podcast o un audiolibro. C’è chi lo prende come un gioco (gamification). C’è chi procrastina fino al giorno del giudizio, quando il limite della (propria) decenza è superato o quando entrano in gioco terzi. E se ci fosse un’altra via?

Da parte mia posso dire di essere sempre più ordinato che pulito. L’ordine prima della pulizia. Pulizia non perfetta (alla faccia degli schemi da standard severi da cui sarei affetto!), usando la tecnica di sporcare il meno possibile. Concetto del good enough (buono abbastanza) per minimizzare il tempo dedicato alle pulizie, a favore di altre attività più gratificanti. Sono andato avanti così per tutti i 16 anni da quando sono andato a vivere da solo. Ultimamente ho cominciato a cambiare atteggiamento.

Un atto d’amore verso sé stessi

Come per tante attività necessarie – la pulizia è necessaria per evitare batteri, insetti e l’insorgere di malattie che renderebbero l’esperienza del vivere più difficile e meno appagante – il modo migliore per affrontarle è cambiare atteggiamento e punto di vista. Non più un male necessario e una perdita di tempo ma un atto di amor proprio. Un modo, insieme ad altri, di volersi bene. Mi voglio bene e di conseguenza voglio vivere in un ambiente sano, confortevole, pulito, piacevole da abitare. Lo faccio, come tante altre attività, non perché è un dovere, non perché lo devo per gli altri che mi vengono a trovare (motivazione estrinseca) ma per me (motivazione intrinseca). Questo cambio di prospettiva, apparentemente banale, cambia tutto.

Il tempo dedicato alle pulizie, soprattutto a quelle rinviate e a quelle straordinarie, che quindi richiedono un maggiore sforzo e maggiore energia, fisica e mentale, passa dall’essere un peso, all’essere un volersi bene. Può essere anche un gioco, ma un gioco che non è fine a sé stesso e in cui non si vince nulla. Non è una tecnica di autoinganno, ma un atto di consapevolezza. Il tempo dedicato diventa un investimento e vale di più di molte altre attività alternative. È uno sforzo, ma uno sforzo utile e appagante. Usi le mani per raggiungere un obiettivo concreto..

Cosa aiutare a fare la differenza?

Il cambio di mentalità è il primo passo, poi ne interviene un secondo: il metodo e i mezzi. Nessuno nasce imparato. C’è chi ha un genitore o degli amici da cui ha imparato l’arte della pulizia. C’è chi non è così fortunato e ha usato Internet e l’intelligenza collettiva per aggiornare metodi e strumenti. Non è necessario investire risorse inutili in prodotti mirabolanti. Spesso basta dotarsi di bicarbonato di sodio, aceto di vino bianco e qualche prodotto industriale. Detersivo per lavastoviglie, per lavatrice, per i piatti, più uno sgrassatore e qualche altro prodotto. Non serve molto. A seconda poi del livello di sporco accumulato, vale la pena usare un prodotto più aggressivo o una maggiore quantità di prodotto, per più tempo o per cicli ripetuti. Usare il prodotto sbagliato è una delle ragioni più frequenti di fallimento e di frustrazione o di spreco di energia che fa venire meno la voglia di pulire.

Un atto di igiene mentale

Darsi all’ordine e alla pulizia ha un benefico effetto indiretto. Ci dà un senso di scopo e un senso di soddisfazione nel momento in cui raggiungiamo il risultato auspicato, la pulizia. Permette di guadagnare in autostima (o di arrestarne l’emorragia in giorni difficili in cui è sotto attacco) e in senso di auto efficacia (high agency). Siamo capaci di fare, di agire e di ottenere un risultato con le nostre mani. Ti pare poco? L’ambiente più pulito (e ordinato) ha come altro effetto collaterale un indiretto ordine e pulizia mentale. Ci aiuta a sgombrare la mente dai pensieri negativi. Vedere la casa, l’auto, il balcono, i bidoni della spazzatura, la cucina, il bagno, i piatti puliti ci dà serenità. Consuma energia fisica che ci aiuta a dormire meglio.

Da quando ho cambiato prospettiva sulle pulizie – quest’ultima settimana è stata decisiva – non vedo quasi l’ora di alzarmi la mattina per intervenire su una parte della casa dove si è accumulato sporco da troppo tempo. Ognuno che non passa tutti i weekend a pulire regolarmente sa cosa voglio dire. Non si tratta di una ossessione, al contrario. Non è una urgenza che non ti fa dormire. È un’attività aperta che ti permette di dare un senso alla giornata, soprattutto nei periodi in cui ti alzi e fai fatica a vedere un senso nella tua vita. Non è una ossessione per la pulizia, non è un disturbo ossessivo compulsivo. Se quell’angolo, la doccia, il garage, il giardino, il bagno, la parte sopra gli armadi sono rimasti sporchi/impolverati per giorni, settimane, mesi, anni, significa che non c’è alcuna ossessione per la pulizia. Ci sarebbe se hai finito ieri di pulire ogni singolo angolo di casa e pensi già che domani devi ricominciare tutto da capo, quando ancora si sente l’odore di pulito. Non è il mio caso.

Risultati di una settimana

Solo questa settimana, complice uno stimolo in più, ho pulito a fondo 4 bidoncini su 5 della raccolta differenziata, tra cui quello del vetro che credo di non aver lavato almeno da 5 anni. Ho cambiato lampadine che attendevano mesi e altre che ora mi permettono di risparmiare anche il 90% di energia elettrica rispetto alle lampadine precedenti. Ho pulito e spolverato un lampadario come non ho mai fatto in 16 anni. Ho capito che l’inefficienza dalla lavastoviglie, oltre all’età, è probabilmente dovuto al calcare accumulato sulla resistenza che scalda l’acqua per i programmi che richiedono più forza pulente; in aggiunta la parte rotante da cui esce l’acqua in pressione non girava più perché alcuni semini si erano accumulati al suo interno (!!!!). Un insieme di cicli e un intervento manuale ha ridotto parzialmente il problema. Ho tolto il calcare da alcuni rubinetti in bagno in cui si era accumulato in anni. Ho controllato la lavatrice e sperimentato con nuovi cicli e nuovi prodotti. Ho pulito i filtri della cappa dove il grasso si era accumulato in anni di utilizzo. Comprato un nuovo prodotto per pulire in modo efficace e semplice il lavandino e il banco della cucina. Su consiglio di un amico più esperto di me.

La pulizia di casa è un’arte

Voglio lasciare questa traccia esattamente per tornare qui tra qualche mese, un anno o in un futuro prossimo e vedere se questo cambiamento avrà generato degli effetti duraturi o si sarà fatto travolgere da qualche altra urgenza successa nel frattempo.

Ho capito che investire tempo nel migliorare metodo, prodotti utilizzati e pulire è qualcosa che può generare piacere e avere effetti positivi sulla salute mentale e fisica. Non è un peso, ma una valida alternativa diurna – con la luce naturale è più facile agire e notare gli effetti della pulizia – ad altre attività intellettuali o digitali, con grande se non maggiore soddisfazione. Amo il cinema e stare sul divano a guardarlo, come amo scrivere, studiare alla scrivania o leggere un libro (digitale) in poltrona. Sfidarsi e pulire/spolverare/ordinare può essere altrettanto piacevole, divertente.

Ti lascio perché ho ancora da riordinare dopo alcune ultime, necessarie, grandi pulizie. Altre rimangono aperte, ma per oggi ho dato e domani è un altro giorno.