Dire addio ai propri sé potenziali

Nell’opera di manutenzione è compreso anche l’atto di riduzione di ebook, che al momento ammontano a circa 9000 in italiano e 4200 in inglese (di cui 1150 classificati come letti).

Ci ho riflettuto su. Curioso, triste, consapevole dei benefici, autoriflessivo. Questo lavoro mi fa sentire in vari modi. Gli ebook che sto cancellando dalla mia biblioteca virtuale sono ebook non letti, che ho cercato, curato, conservato. Per cui ho dedicato, impiegato, perso tempo. Libri non letti che, dopo mesi, anni, oggi ho deciso di cancellare.

Perché continuare a tenerli? Sono arrivato a una nuova consapevolezza e ho trovato un nuovo coraggio. Non leggerò mai la maggior parte dei titoli che parlano di cinema, perché il cinema preferisco vederlo e semmai analizzarlo dopo averlo visto, film dopo film. Non studio cinema. Ho cancellato libri di storia, storia del clima che cambia, storia di altro, perché non li leggerò mai. Ambivo a leggerli, ma non li leggerò.

Non leggero 4000 libri in inglese e 8000 libri in italiano che ho nell’archivio, non letti. Meglio ridurre. Far emergere le gemme. Tenere qualcosa come reference e dimenticarmelo finché non mi serve. Gli oggetti che possiedi, ti possiedono. Non fa differenza il fatto che siano, in questo caso, immateriali. Cercarli, trovarli, scaricarli, classificarli per poi conservarli in più copie su più dischi. Tempo investito e che non avrai mai un ritorno.

Ho capito, nel ragionarci su, del perché di questi sentimenti ambivalenti.

Curiosità

La curiosità deriva dalla ri-scoperta. Perché ho quel titolo nella mia collezione? Chi me lo ha suggerito? Come l’ho scaricato? Chi era la persona a cui aspiravo nell’averlo e potenzialmente leggerlo?

Un processo eccitante e stimolante. Rivivere l’esperienza come un insieme di ricordi. Un puzzle da rimettere insieme per comprendere il me di quel momento.

Tristezza

La tristezza viene dal decidere di dire addio ai miei potenziali sé che non sarò nel futuro. Accettare che il mio percorso mi ha portato nel punto in cui sono. Ho davanti a me varie strade ancora da percorrere, ma con questo atto accetto quali non percorrerò. Non farò il critico cinematografico e quindi non ho bisogno di circondarmi di saggi sul cinema. Non comprenderò la genesi e la storia di x condizioni della società moderna – cambiamento climatico, crisi palestinese, fine dell’imperialismo, storia di vari oggetti di uso comune, genesi di vari comportamenti sociali – e quindi non sarà né un sociologo, né uno storico che approfondisce varie curiosità accumulate negli anni fino a oggi. Inutile quindi continuare a tenere sullo scaffale tutti i titoli correlati. Mi sono già disfatto da tempo, per lo stesso motivo, di tutti i libri che riguardano la seconda guerra mondiale, il nazismo, l’olocausto. I temi sono importanti ma non ho alcuna reale attenzione di investire ulteriore tempo per approfondirne i singoli elementi.

Senso del beneficio

So che eliminare significa far emergere ciò che resta. Per raggiungere questo obiettivo ho ancora molto da lavorare. Come un archivista che si trova ad aver scoperto una frazione della biblioteca di Alessandria centinaia di anni dopo la sua scomparsa e cerca di capire cosa ancora è rilevante tra i libri che ha appena trovato. Eliminare significa concentrarsi su ciò che rimane. Meno è meglio. Il tempo per leggere è finito. Far emergere il meglio per me oggi significa aumentare la soddisfazione dalla lettura presente e futura.

Autoriflessione

Questa riflessione è l’effetto di questa riduzione. Oramai è diventata quasi una nuova abitudine quella di condividere esperienze con l’IA e vedermi allo specchio, analizzando il mio comportamento. Prima ancora di attivare il processo rifletto sul significato, a cui l’IA aggiunge parole e teorie sottostanti. Non è una scoperta nel senso letterale del termine ma un affinamento del pensiero che ho già sviluppato grazie all’iterazione di questo esercizio. Riesco a dare un significato alle mie emozioni quasi in tempo reale. Un lavoro di auto ascolto prezioso. Un modo per connettermi con il mio sé emergente, sempre più in profondità.

Igiene esistenziale. Mi piace questo concetto.


Sotterraneo c’è un atto di ribaltamento del concetto di antibiblioteca che ho combattuto e poi cavalcato. Il sapere del non sapere, espresso attraverso il filtro dei libri conosciuti, posseduti e non letti, caro a Umberto Eco. In questa fase della mia vita sento dover attuare un ribilanciamento. L’idea di Umberto Eco mi convince ancora, ma all’atto pratico forse non è più necessaria. Con Internet, i libri digitali, gli archivi online, i sistemi di intelligenza artificiale, trovare il libro giusto al momento giusto non è un atto semplificato dall’avere una antibiblioteca di decine di migliaia di titoli (Eco ne aveva 30.000, cartacei, che non so che spazio occupassero e chi manutenesse al suo posto). Si può ottenere lo stesso risultato con un riferimento nel proprio PKM e un veloce download online estemporaneo. I tempi cambiano e i concetti legati alla conoscenza pure, caro Umberto Eco.

Quest’ultimo concetto merita in sé un post. Prossimamente.