A settembre non sono andato da nessuna parte ma ho viaggiato tanto, grazie al cinema. Mi piace andare in giro per il mondo, tra presente e passato. Mi piace confrontarmi con culture diverse (vedi multiculturalismo cognitivo) e non fruire dello stesso comfort food mentale e visuale. Segue un elenco sommario, in ordine sparso, dei viaggi e dei film.
Giappone
Cloud
Film attuale il cui protagonista vive di dropshipping, ovvero compra oggetti che pensa abbiano un valore maggiore (spesso falsi) per poi rivenderli online a prezzo maggiorato. Critica sociale alla società giapponese. Una scala di valori ribaltata in cui contano più i soldi e il lusso delle relazioni.
Jiro Dreams of sushi
Documentario suggerito da Gemini che ho apprezzato come esempio negativo. Il Jiro protagonista del film ha un ristorante in cui serve sushi a più di 200 euro a pasto e ha 3 stelle Michelin. Grande esempio di dedizione al lavoro, se non che si intravedono le crepe nel racconto: i genitori lo hanno di fatto abbandonato da piccolo e ciò che la sua vita è diventata è solo e unicamente il lavoro. Non c’è stato spazio per altro, tanto che si è ritirato solo nel 2023 a 98 anni. Da non ripetere.
Corea del Sud
Old Days
Avevo scaricato il documentario su Old Boy con tanto entusiasmo e poi, vedendolo, ho capito che non ero così appassionato al film. Mollato. In attesa però dell’ultimo film dello stesso regista, in uscita a fine anno.
Svizzera
L’ultimo turno
Un turno di un’infermiera in cui è evidente che lavora per tre. Niente che non hai già visto in altri medical drama, se non forse per il set svizzero, dove mi sarei aspettato più attenzione per il lavoratore. La paga forse è elevata ma lo stress non la compensa. Ode all’infermiere con un gran senso di colpa collettivo.
USA
Nickel Boys
Mi aspettavo un gran film, avendo letto il gran libro da cui è tratto e invece tutto il contrario. La scelta registica di virare sul poetico lirico non mi ha coinvolto. Occasione persa, se non forse per chi ama quel genere di film, critici inclusi. Non me.
Weapons
Successo di critica e di pubblico, meritato, per un horror che parla di bambini e di trauma collettivo. Perfetta metafora per la società americana oggi. Ottima fattura.
Rosemary’s Baby
Dimostra tutti i 60 anni che porta e non è invecchiato bene. Di paura poca. Satanismo quanto basta. Mi aspettavo di meglio. Utile a vedere che in 60 anni la posizione della donna nella società moderna non sia poi evoluta più di tanto, almeno sotto certi aspetti.
Bijou
Sta per ragioni dimenticate nella mia watchlist. Cercato, trovato, visto. Un film porno artistico anni ’70 americano. Niente di eccitante.
My Dinner with André
Questo è il cinema americano che apprezzo. Sì, i protagonisti sono bianchi maschi benestanti eterosessuali americani, ma i discorsi che fanno sono ciò che rende il film eccezionale.
Idiocracy
Altro suggerimento di Gemini che non avrei visto altrimenti. Commedia un po’ leggera americana di 19 anni fa. Niente di che, se non che si rivela profetica nell’immaginare una democrazia in cui l’idiozia diventa un’arma elettorale che favorisce poi la vittoria di un certo tipo di politici. Meritava di essere conosciuto e visto.
Heretic
Altro horror in cui il tema approfondito è la religione. Perché crediamo? Due ragazze che fanno proselitismo entrano in casa di Hugh Grant e vengono messe alla prova. La componente horror è solo lo specchietto per attirare il pubblico. Dentro c’è molta filosofia pratica. Visto due volte con amici diversi perché è un film che si presta molto a essere dibattuto, soprattutto con un pubblico credente.
Saw
Classico dell’horror visto con un amico che me lo ha proposto. Da premiare per ciò che gli autori sono riusciti a mettere insieme con un budget molto limitato. Quando si dice che conta l’idea. Idea che ha fruttato bei quattrini e una serie che è arrivata al decimo episodio. Tanto di cappello.
Danimarca
Sauna
Aspettative mal riposte. L’unica cosa buona di un film, altrimenti mediocre, è la rappresentazione genuina della tribolazione della transizione per una donna transgender, pur in un paese progressista come la Danimarca di oggi. L’attore è una donna trans. Ottimo casting. Peccato che la sceneggiatura alla base non sia poi granché.
Spagna
Riunione di condominio (Votemos)
Altra incursione (rara) nella commedia, anche se poi lo definirei più un dramedy che una commedia vera e propria. Ottima rappresentazione del pregiudizio e dello stigma sociale verso la malattia mentale, con un tono leggero ma fermo. Amara, ma realistica e coinvolgente. Non mi sorprenderei se fosse usata come remake per film in giro per il mondo, Italia inclusa.
Cina
Lust, Caution
Ang Lee ci ha vinto un Leone d’oro, non per niente. Molto sensuale, passionale, curato nei dettagli, introspettivo. Produzione di un certo livello, anche se alla fine è propaganda cinese. Fosse stato meno politica e meno lungo, sarebbe stato anche più efficace.
Regno Unito
Bird
Indagando sul perché questo film non mi è piaciuto ho capito che esiste un genere, il kitchen sink drama, una sorta di realismo sociale che mostra la vita di degrado, emarginazione sociale e disagio della società inglese. Bird lo reinterpreta in chiave queer. Ho capito che lo stile della regista non fa per me.
Francia
Sans Soleil
Film cult, a mio avviso senza motivo. Forse nel 1982 il diario di viaggio montato in modo ritmato aveva un senso ed era innovativo, magari anche avanguardia di quello che poi è oggi internet, YouTube, tiktok. A me ha detto veramente poco, ma è sempre positivo confrontarsi con i classici cult per criticarli a ragion veduta.
Norvegia
Dreams (Sex Love)
Ottima chiusura della trilogia di Oslo, iniziata con Sex e poi Love. Tre gioiellini. Uno meglio dell’altro. Il mio preferito resta Sex, seguito da Love. Tutti e tre da vedere.
Con dedizione e disciplina sono riuscito finalmente a smaltire la mia coda di download e a liberare spazio sul mio disco. Ora la coda di film pronti è scesa a zero. Sul mio client torrent ho altri 29 film che attendono un click per essere scaricati, ma per ora mi prendo una pausa, o forse no. Ho qualcosa da vedere al cinema e un viaggio imminente da preparare, ma chissà che non ci infili in mezzo qualche film girato a Hong Kong o a Taiwan? Vediamo.
Se da inizio anno ho visto oltre 140 film, circa 15 al mese, è anche per la scelta di non vedere serie TV. Scelta che confermo. Quest’anno voglio chiudere a zero.
Il viaggio continua.
