Cambio di stagione oggi. Quale miglior occasione per dare un nuovo impulso alla mia cultura cinematografica? Libertà non è l’assenza di vincoli, ma la capacità di imporre a sé stessi i propri vincoli. Vincoli che sono il sale della vita, se non il senso stesso della vita. Altrimenti vivere è far scegliere altri della propria vita.
Ho pensato che, con un film al giorno, da metà ottobre a fine anno potrei vedere a casa un massimo di circa 70 film. Togliamone 5 per film che sicuramente vorrò vedere: La ballata del piccolo giocatore di Berger, Frankenstein di Del Toro, il nuovo di Katherine Bigelow, e un altro paio di film Netflix di alta qualità che non voglio neanche ricordare ora. Ne restano 65. Li ho voluti suddividere in 50 non USA e il resto USA. Tutti usciti prima del 2020. Ho imposto l’ulteriore vincolo di attingere alla mia watchlist su Letterboxd che conta al momento 200 titoli.
Ho dato il tutto, vincoli e lista da cui attingere, a una conversazione con Gemini, con l’obiettivo di ottenere una lista finale varia in termini di paesi, registi, periodi storici, privilegiando i titoli che potrebbero attrarmi maggiormente, più qualche sfida.
In questi giorni che mi separano dalla partenza, vedrò di cominciare con i film girati a Taiwan e Hong Kong, così da entrare nel viaggio imminente, prima ancora di partire.
I barrati sono quelli che ho visto dopo aver pubblicato il post.
Aggiornamento 20/10: sono a 12/65
PARTE 1: I 15 FILM STATUNITENSI
I Thriller e i Noir
- The Killers (I gangsters) (1946) – Robert Siodmak
- Ace in the Hole (L’asso nella manica) (1951) – Billy Wilder
- The Spy Who Came In from the Cold (La spia che venne dal freddo) (1965) – Martin Ritt
Klute (Una squillo per l’ispettore Klute) (1971) – Alan J. PakulaThree Days of the Condor (1975) – Sydney PollackAll the President’s Men (Tutti gli uomini del presidente) (1976) – Alan J. Pakula
Gli Studi Psicologici
- Who’s Afraid of Virginia Woolf? (Chi ha paura di Virginia Woolf?) (1966) – Mike Nichols
- Ordinary People (Gente comune) (1980) – Robert Redford
- The King of Comedy (Re per una notte) (1982) – Martin Scorsese
- The Ice Storm (Tempesta di ghiaccio) (1997) – Ang Lee
Le Sfide Formali e Concettuali
- Seconds (Operazione diabolica) (1966) – John Frankenheimer
- The Graduate (Il laureato) (1967) – Mike Nichols
- They Shoot Horses, Don’t They? (Non si uccidono così anche i cavalli?) (1969) – Sydney Pollack
- Being John Malkovich (Essere John Malkovich) (1999) – Spike Jonze
- Primer (2004) – Shane Carruth
PARTE 2: I 50 FILM NON STATUNITENSI
FRANCIA (8)
- The Rules of the Game (La regola del gioco) (1939) – Jean Renoir
- Pickpocket (Diario di un ladro) (1959) – Robert Bresson
Le Trou (Il buco) (1960) – Jacques BeckerPurple Noon (Delitto in pieno sole) (1960) – René Clément- Army of Shadows (L’armata degli eroi) (1969) – Jean-Pierre Melville
Z (Z – L’orgia del potere) (1969) – Costa-Gavras- The Butcher (Le Boucher) (1970) – Claude Chabrol
Le Cercle Rouge (I senza nome) (1970) – Jean-Pierre Melville- The Mother and the Whore (La maman et la putain) (1973) – Jean Eustache
GIAPPONE (6)
- Stray Dog (Cane randagio) (1949) – Akira Kurosawa
- Ugetsu (I racconti della luna pallida vaga) (1953) – Kenji Mizoguchi
- Throne of Blood (Il trono di sangue) (1957) – Akira Kurosawa
- House (Hausu) (1977) – Nobuhiko Obayashi
- Mishima: A Life in Four Chapters (1985) – Paul Schrader
Violent Cop (1989) – Takeshi Kitano
ITALIA (4)
- I pugni in tasca (1965) – Marco Bellocchio
- Arabian Nights (Il fiore delle Mille e una notte) (1974) – Pier Paolo Pasolini
REGNO UNITO (4)
- The Red Shoes (Scarpette rosse) (1948) – Powell & Pressburger
- Peeping Tom (L’occhio che uccide) (1960) – Michael Powell
- The Duellists (I duellanti) (1977) – Ridley Scott
Naked (1993) – Mike Leigh
EUROPA DELL’EST (5)
- Ashes and Diamonds (Cenere e diamanti) (1958) – Andrzej Wajda (Polonia)
- Knife in the Water (Il coltello nell’acqua) (1962) – Roman Polanski (Polonia)
- The Firemen’s Ball (Al fuoco, pompieri!) (1967) – Miloš Forman (Cecoslovacchia)
- The Promised Land (1975) – Andrzej Wajda (Polonia)
GERMANIA (3)
- Aguirre, the Wrath of God (Aguirre, furore di Dio) (1972) – Werner Herzog
- Fox and His Friends (Il diritto del più forte) (1975) – Rainer Werner Fassbinder
- The Marriage of Maria Braun (1979) – Rainer Werner Fassbinder
SCANDINAVIA (3)
- Häxan (1922) – Benjamin Christensen (Svezia/Danimarca)
- Scenes from a Marriage (Scene da un matrimonio) (1974) – Ingmar Bergman (Svezia)
- The Celebration (Festen) (1998) – Thomas Vinterberg (Danimarca)
URSS / RUSSIA (3)
- Battleship Potemkin (La corazzata Potëmkin) (1925) – Sergei Eisenstein
- The Cranes Are Flying (Quando volano le cicogne) (1957) – Mikhail Kalatozov
- War and Peace (1967) – Sergei Bondarchuk (URSS)
- Come and See (Va’ e vedi) (1985) – Elem Klimov
ASIA (6)
- Pather Panchali (Il lamento sul sentiero) (1955) – Satyajit Ray (India)
- The Traveler (Mosafer) (1974) – Abbas Kiarostami (Iran)
Taipei Story (1985) – Edward Yang (Taiwan)Terrorizers (1986) – Edward Yang (Taiwan)- A City of Sadness (1989) – Hou Hsiao-Hsien (Taiwan)
- A Brighter Summer Day (1991) – Edward Yang (Taiwan)
- Comrades, Almost a Love Story (1996) – Peter Chan (Hong Kong)
AMERICA LATINA (4)
- The Exterminating Angel (L’angelo sterminatore) (1962) – Luis Buñuel (Messico)
- The Headless Woman (La mujer sin cabeza) (2008) – Lucrecia Martel (Argentina)
- I Am Cuba (1964) – Mikhail Kalatozov (URSS/Cuba)
- Cronos (1992) – Guillermo del Toro (Messico)
AFRICA (1)
- Black Girl (La Nera di…) (1966) – Ousmane Sembène (Senegal)
CANADA (2)
Exotica (1994) – Atom Egoyan- The Decline of the American Empire (1986) – Denys Arcand
Effetto collaterale cercato: riduco l’influenza della stultitia.
Stultitia Cinematografica (dal latino stultitia: stoltezza, stupidità) è una condizione critica e comportamentale in cui un cinefilo, pur possedendo la conoscenza e gli strumenti per accedere al vasto canone della storia del cinema, privilegia in modo compulsivo e indiscriminato il consumo del “nuovo” a scapito dell’approfondimento del “grande”.
Non è semplice curiosità per il contemporaneo, ma una forma di miopia temporale auto-indotta, governata più dall’ansia di rimanere aggiornati che dal desiderio di diventare saggi.
Le Caratteristiche Diagnostiche della Stultitia Cinematografica
- Il Paradigma della Novità: Il valore di un film è giudicato primariamente in base alla sua data di uscita. L’opera appena rilasciata è percepita come intrinsecamente più rilevante di un capolavoro di decenni fa, indipendentemente dalla qualità. Il cinefilo affetto da stultitia opera sotto l’illusione che la “conversazione culturale” del presente sia più importante della conversazione universale che il cinema intrattiene con la storia.
- La Dipendenza dall’Hype (Il Motore Esterno): Le scelte di visione non sono guidate da un percorso di studio personale e curato, ma dal rumore esterno: il marketing, i social media, le polemiche del giorno. Il cinefilo reagisce al flusso, invece di costruirne uno proprio. È un’abdicazione della propria sovranità critica in favore dell’algoritmo culturale.
- La Conseguenza: L’”Analfabetismo Storico” Volontario: Pur avendo accesso a 120 anni di linguaggio cinematografico, chi soffre di stultitia sceglie di parlare fluentemente solo il dialetto degli ultimi 24 mesi. Questo porta a una critica superficiale: si è in grado di confrontare il nuovo film di un regista con il suo precedente, ma non con l’opera di Mizoguchi o di Bresson che lo ha influenzato. Si perde la profondità, il contesto, la genealogia delle idee e delle forme.
