Hong Kong – Taiwan: Day 2

Il secondo giorno a Hong Kong è cominciato dopo una bella dormita di quasi 9 ore. Effetto tipico del jetlag su di me, quando viaggio verso est: senza sveglia non mi sveglio. Meglio così, nel caso specifico, avendo bisogno di riprendere energie.

Colazione leggera, antidolorifico e pronto per nuove avventure. Il sole splende ed è già caldo umido. Niente di nuovo. Cammino verso il museo M+, senza fretta. Mi imbatto in una pubblicità sul retro di un autobus che ricorda, ahimé e ahinoi, che l’alcol provoca il cancro. A Hong Kong non hanno paura di scriverlo a caratteri cubitali, a differenza dell’Italia, associando tutte le forme di cancro associate, tra cui quella al colon-retto (CRC in inglese). Sono passati già pochi giorni e sono già diventato ipersensibile all’argomento, dopo aver scovato al secondo posto tra i più letti del giorno, sul Guardian di qualche giorno fa, poi sui giornali italiani, la notizia dell’aumento di casi di CRC tra gli under 50. Causa probabile? Diffusione del consumo di cibi ultraprocessati e aumento dell’uso di antibiotici.

Al museo ci arrivo con calma e ci resto fino quasi alla chiusura. La collezione è ampia. Una temporanea sull’arte cantonese.

Nel resto delle mostre trovo anche dei gonfiabili colorati visti un anno fa in un’altra mostra al MAXXI di Roma. Curiosa la vita. Mi fermo per una seconda colazione che diventa quasi un pranzo: muffin ai mirtilli e matcha latte. Pausa benvenuta.

Torno alla visita, mentre mi arrivano avvisi dell’arrivo della tempesta tropicale, che si ferma per oggi al livello 1. Al livello 3 invece la forza del vento. Notare che tutti i luoghi pubblici, notato almeno all’ingresso dei centri commerciali, sono tenuti a esporre l’avviso dell’allerta meteo.

All’uscita dal museo ho preso qualche goccia d’acqua, ma niente di che. I centri commerciali sono ampi e spaziosi, uno anche con una pista di pattinaggio su ghiaccio (!!), e sono collegati tra loro da camminamenti interni o esterni, protetti e sopraelevati così da attraversare anche gli incroci. Niente che non abbia già visto a Singapore, Bangkok, Kuala Lumpur, Dubai, Osaka, Las Vegas. Così è. Il consumo è agevolato. Altra considerazione è che molte tra le città più popolose al mondo (e non sono mai stato in India o in Bangladesh!) sarebbero invivibili senza aria condizionata. Poi dici il cambiamento climatico e il riscaldamento globale…

Cerco qualcosa da mangiare perché sono le 17 passate e non ho ancora toccato altro cibo. Mi addentro in Jordan, zona con molti locali vegetariani, ma finisco in un altro locale, il Kai Kai Dessert, dove la specialità sono zuppe dolci. Il locale è piccolo, vedo una fila fuori e decido di provarlo. Sul menù una quindicina di zuppe diverse. Opto per quella allo zenzero che comprende 9 palline di riso agglutinato. Su tutte le altre zuppe le palline, 3, aromatizzate al sesamo, sono opzionali, come la patata dolce. Ordino, pago (29 $ di HK, circa 3 euro) e apprezzo. Il locale gode per il 2025 (e per altri anni in precedenza) della segnalazione sulla Guida Michelin come esempio di qualità per lo street food. Concordo.

Vado alla ricerca di un ristorante, senza più fretta. Mi tenta un vegetariano cinese, se non fosse che tutto è fritto o saltato. Cercando di ridurre lo stress al mio intestino, preferisco tornare nel locale vegetariano di ieri e prendere una versione grande della bowl che ho preso ieri, con meno insalata e più cereali. Non voglio tornare a casa pesando meno di quando sono partito, anche se di questo passa è probabile che avvenga. Semmai dovesse succedere, meglio più magro e senza gastrite che il contrario.

Il tifone è destinato ad avvicinarsi domani, ragion per cui la previsione è vento forte e pioggia fino ad almeno il tardo pomeriggio. Ho già in mente di visitare un altro museo, questa volta più vicino alla base. La pioggia tropicale, quando sono 28-33 gradi, non è poi una gran tragedia, anche se poi entrare bagnati in un luogo pubblico al chiuso con aria condizionata a manetta non sia proprio salutare.

Domani è un altro giorno. Tempo per un’altra gran dormita.


Due anni fa scrivevo un post dal titolo “Appuntamento con la morte“. Argomento che non è mai stato tabù su queste pagine e continuerà a non esserlo.