Hong Kong – Taiwan: Day 6

Oggi giornata di trasferimento, molto tranquilla. Sveglia puntata alle 8. Chiudo il bagaglio, lascio l’ostello, prendo qualcosa da mangiare (colazione e pranzo!) e da bere e vado ad attendere il bus a un isolato di distanza. Il bus arriva puntuale e puntuale arriva in aeroporto. Salgo usando la Octopus card, il borsellino elettronico che carichi in contanti, come in Giappone (e anche a Taiwan e chissà in quanti altri paesi). Prendo posto, mi godo il panorama del bus a due piani, eredità dell’occupazione britannica. Di britannico ho percepito poco altro a Hong Kong, ormai dominio della Cina dal 1997. Da qualche anno sempre più integrato con la madre patria, anche sul piano del diritto e dell’oppressione dei diritti civili. Questo è.

Aeroporto di Hong Kong ultra efficiente, tra i primi aeroporti al mondo e si vede. Check-in, sicurezza, immigrazione in un batter d’occhio. Per andare al mio gate, 209, tra scale mobili e trenino, ci ho messo veramente un attimo e l’aeroporto è immenso. Ci passerò qualche ora al ritorno da Taiwan, in attesa del volo di rientro per Milano via Pechino. Attendo paziente al gate, visto che sono arrivato con largo anticipo. Procedura di imbarco senza neanche controllo della carta d’imbarco. Il viso è stato associato in precedenza al mio documento, ragion per cui basta passare al tornello con la camera e si apre per magia, senza tirare fuori nulla. Complimenti!

Volo di HK Express senza infamia e senza lode. Ho cercato di dormire, come la ragazza di fianco a me e per metà viaggio di sono riuscito. Le due signore anziane di fronte a me, quando l’aereo non era ancora atterrato, si sono intrattenute con qualche video breve, non sono se online od offline. Ho notato che il telefono, tra video breve, video musicali e giochi è irresistibile a tutte le età. Uomini e donne, giovani e anziani, i dipendenti da smartphone ormai sono forse la maggioranza, almeno a vedere la mia esperienza in pubblico in questi giorni qui. Niente di nuovo per altro. In Italia la situazione non è così diversa.

Sorpresa all’ingresso a Taipei. La procedura prevede l’inserimento dei propri dati in un modulo online, verificato con la propria email. Peccato che a me l’email con il codice di controllo non arriva proprio. Attendo, attendo e alla fine chiedo assistenza. Banalmente mi viene dato un modulo cartaceo da compilare e con quello l’agente registra i dati del mio documento, indice destro e sinistro, immagine del viso e posso finalmente andare. Prendo il bagaglio, seguo le indicazioni per il treno, entro con il tap della carta di credito sul telefono, vado al binario, arriva il treno e salgo. In meno di un’ora sono nel centro di Taipei. Scendo, esco, trovo la strada per l’ostello a due passi, ma prima piccola sosta al Family Mart (kombini come 7 Eleven) per prendere due onigiri, un tè verde e un dolcetto. Mangio perché anche oggi ho un bilancio energetico in negativo. Chissà se il mio metabolismo sta riuscendo a combattere un dimagrimento ormai matematico. Risposta tra una settimana. Vado in ostello.

Ostello super pratico. Tutta la procedura di check in in un totem, compreso il pagamento con la carta di credito. Scendo al piano dove si trova la mia stanza. Sembrano le celle di una prigione, ma i bagni comuni sono più che puliti e c’è anche un lounge con tè e caffè, frigo, tavolo, tv e internet, salottino incluso. Peccato che si congeli con questa cavolo di aria condizionata a manetta! Eppure i cinesi non hanno un granché di adipe addominale! Non so veramente come facciano a considerare questa temperatura vivibile, ma va bene così.

Preso possesso della mia stanza, relax e poi immersione nel quartiere del cibo e dei negozi. Già fuori dall’ostello è tutto un negozio di cibo di tutti i tipi. Peccato che tutti questi odori mi nauseino. Amen.

Pasta!

Cammino fino a stancarmi: ci metto poco. Un’oretta in giro e me ne torno alla base. Per oggi ho dato.

La prima impressione di Taipei/Taiwan è che sia forte l’influenza commerciale di ù Giappone e USA. Molto diffusa la presenza di marchi di questi due paesi, più certamente marchi cinesi che non ho riconosciuto. Clima a tutti gli effetti tropicale, vedi previsioni del tempo dei prossimi giorni di cui sopra.


Sul fronte salute poche nuove, buone nuove. Primo sonno difficile stanotte, secondo sonno straordinariamente positivo. Mi ricordo soltanto che stavo sognando di aver preso un farmaco e di sentirmi stranamente bene. Poi la sveglia ha suonato e mi sentivo bene. Avrei dormito di più, ma mi sono svegliato quasi senza alcun dolore. Potere della suggestione? Tra l’altro ho avuto l’impressione di aver fatto un sogno simile o lo stesso sogno, con lo stesso farmaco, tanto da svegliarmi col dubbio di averlo preso veramente questo farmaco (!). Vediamo la prossima notte e i prossimi giorni. Il dolore addominale intermittente, anche forte, dal punto dell’oggetto misterioso (scherziamoci su, tanto piangere non serve a nulla), continua. Ormai ho acquisito una certa sensibilità rispetto ai segnali del mio corpo, almeno per la zona addominale.

Qua si vive giorno per giorno. Non ho ancora notizie sui prossimi passi. Nell’attesa, domani un po’ d’arte a Taipei. Se leggi queste righe e ti stai preoccupando per me, non farlo. Ti dirò se e quando potrai fare qualcosa e se c’è qualcosa di cui occuparsi. Nel frattempo, carpe diem. Concetto sempre valido.

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