Hong Kong – Taiwan: Day 7

Gran giornata oggi. Solo qualche appunto veloce come segnaposto.

Esco dopo aver bevuto una sorta di bevanda all’avena e una specie di caffè e latte al caramello trovato in ostello. Provo ad approcciare una pasticceria per qualcosa di solido ma alla cassa mi chiedono contanti che non ho. Mannaggia! Desisto, ma domani gli tocca. Camminata verso il grande memoriale del leader nazionale morto nel 1975. Scopro le prove della parata che ci sarà domani, 10/10, chiamato anche doppio dieci, considerato il compleanno della nazione. Grandi festeggiamenti. Operazione di confronto/contrasto con la Cina madre patria. Storia controversa. Domani proverò a farci un salto, anche se si prevede una folla oceanica e non ho alcuna intenzione di alzarmi alle 6 per prendere un posto a margine della parata. Prendo quel che viene.

Oggi ho fatto due pasti normali, apparentemente senza conseguenze. Che stia finalmente riprendendomi dalla colonscopia? Finalmente! Sandwich e frullato per pranzo, broccoli e pasta alle vongole per cena. Merenda in un locale trash per indigeni, ma con un nascosto menù in inglese. Frullato alla papaya e torta black forest. Altro test, per ora a esito positivo.

Meglio non strafare. Giro al giardino botanico veloce e poi a casa a fare un sonnellino, perché sto bene sì, ma mi sento stanco e sono 32 gradi con alto tasso di umidità e sole. Riposo.

Museo MOCA. Arrivo e mi chiedono solo contanti, che non ho. Mi decido a fare un prelievo di contante, che volevo evitare. Per premiarmi mi fermo alla già detta merenda vicino allo sportello ATM. Torno al museo, alla fine con poche opere, ma di notevole originalità e livello. Fotografate insieme a qualche video, perché sono quasi tutti in movimento o con video. Veramente sorprendente. Felice di averci speso un’oretta del mio tempo a Taipei.

Opto per un giro in un altro mercato notturno dove è pieno di chioschi che vendono tutti i cibi fritti, grassi, carne e pesce dell’altro mondo. Un insieme di odori da nausea, ma stasera non mi fanno effetto, ma neanche appetito. Avrei probabilmente evitato di sperimentare qui anche se fossi stato bene e non fossi stato vegetariano. Troppo, per me.

Sono stanco. Torno indietro. Ho voglia di qualcosa di semplice e ho fame, a differenza di ieri sera. Mi riappare sulla mappa il finto italiano, giapponese, già sperimentato a Osaka, con raccapriccio di M. e D.. In questo momento è quello che mi ci vuole. Comfort food sotto controllo. Faccio la fila, prendo un tavolo, metto la felpa (maledetta aria condizionata!) e mangio soddisfatto. Torno alla base.

Ero tentato, considerando che è a due passi, di bermi il bubble tea con le perle di tapioca per cui la gente fa la fila, ma per stasera meglio non esagerare. C’è tempo. Domani o uno dei prossimi giorni. Rientro all’ostello e il contapassi segna quasi 28000 passi e oltre 200 minuti di movimento, cosa che non facevo su questi ritmi dalla via francigena a fine giugno. Segno che l’energia mi è tornata… e non ho dormito neanche in modo particolarmente riposante, ma santo sonnellino!

Mi trastullo un po’ online e, considerando che sono quasi le 22, meglio chiudere i boccaporti. Domani sarà un altro bagno di folla impegnativo, test per la mia capacità di resistenza agli eventi affollati. Se tra casino e folla mi stanco, torno in pasticceria, mangio qualcosa e mi guardo la parata in streaming nel lounge ghiacciaia dell’ostello, per riemergere solo nel pomeriggio. Non me l’ha ordinato il dottore e cose da fare non mi mancano.

Avanti così.