D + 1 mese: l’intervento, il post operatorio e l’inizio della terapia

Le statistiche sulla sopravvivenza dei malati oncologi vengono calcolate in due modi. In caso di intervento chirurgico di rimozione del tumore primario, quel giorno è considerato il giorno zero. Se invece l’intervento è preceduto dalla chemioterapia, il giorno di inizio della terapia è considerato il giorno zero.

Il mio giorno zero è quindi il 4 Novembre 2025, da cui potrai calcolare quanto le statistiche generali si saranno applicate al mio caso personale. Il paziente mediano rispetto alla macrocategoria del mio caso sopravvive 18-24 mesi. In pratica significa che la metà dei pazienti muore prima di questo intervallo di tempo e la metà lo supera. La macrocategoria è abbastanza eterogenea da significare poco. Dentro ci sono pazienti di tutte le età, soprattutto più anziani di me, con patologie aggiuntive varie in molti dei casi (che io non ho), più o meno dotati di energia (qui parto con l’handicap), con caratteristiche del tumore più o meno aggressive. Fattorizzando elementi pro e contro, l’intelligenza artificiale prevede che io stia nella media generale.

Questo mese è andato tendenzialmente in miglioramento. Altrimenti non sarei qui a scrivere. L’intervento è stato d’urgenza e senza non sarei probabilmente sopravvissuto più di 2-5 giorni. Ci sono arrivato vicino quindi. Pur nell’insieme di fattori critici da recuperare, in una settimana sono stato dimesso e ho continuato la convalescenza a casa. Convalescenza ancora in corso. Sì, non ho più punti, sì la ferita è a posto, sì la canalizzazione del tratto intestinale è regolare. No, devo tenere la pancera ancora fino a tutto dicembre per ridurre il rischio di ernie: il taglio è stato lungo e comprensivo di tutti gli addominali, che richiedono tempo per rafforzarsi. No, la funzione intestinale non si è ancora normalizzata: senza il cieco il mio intestino deve compensare in altro modo il recupero dell’acqua. No, ho ancora dolori addominali di basso livello che mi impediscono di dormire bene, nonostante gli antidolorifici. La mia dieta resta a basso residuo e con meno fibre possibili, per facilitare il recupero. Ho cominciato a introdurre qualche piccola variazione nella dieta, ma il gonfiore persiste e con il gonfiore la pancera tira e mi stanca più di quanto vorrei. No, non ho ancora recuperato pienamente né la funzione polmonare (ho il respiro corto), né la forza di camminare se non per pochi minuti, con comprensibili conseguenze negative sulla peristalsi e sulla digestione. Su questo ci vorrà ancora molto tempo per tornare nella norma, per via della chemioterapia.

Ho iniziato la terapia il 27/11. La prima settimana è stata un nuovo ottovolante. Prima il cortisone mi ha dato una botta di vita quasi da sentirmi normale, seppur per poche ore. Poi l’effetto protettivo del cortisone è venuto meno e ho sperimentato (sto sperimentando) l’effetto stanchezza mortale tipico della chemioterapia. Due giorni stavo sì e no in piedi. Poi è stato un graduale live miglioramento quotidiano e a più di una settimana mi sento decisamente meglio, pur restando più stanco del solito. Al momento senza particolare altri effetti collaterali. Alcuni si manifesteranno più avanti, con le dosi successive. Ho la pressione alta ma sotto controllo.

Un elemento positivo importante è che ho arrestato la perdita di peso e ho ripreso a prendere qualcosa. Processo lento e impegnativo, perché il gonfiore persiste e il mio sistema digerente non è ancora come dovrebbe essere, ma va bene così. Spero di continuare. Ho ancora molto da recuperare rispetto a quanto ho perso.

Altra nota positiva è che ho ripreso a vedere film, anche in lingua originale. Frankenstein, Train Dreams, After the Hunt, Bugonia, Tron: Ares. La mia capacità di concentrazione è aumentata insieme alla mia energia mentale. Ho ripreso a leggere qualche libro nuovo. Mi stanco molto facilmente, ma va meglio di qualche settimana fa.

Lo dico piano, ma sembra che abbia toccato il fondo e stia piano piano risalendo. Il mio focus attuale è migliorare la qualità della mia vita casalinga, per esempio con una nuova poltrona che mi permette di stare comodo seduto o sdraiato, senza usare il letto o il divano. Piccole cose che fanno la differenza. Ho ripreso a godermi qualche piccolo cibo in più. Con l’aumentare dell’energia continuerò a recuperare film e libri. Non ho molto altro a cui tendere all’orizzonte del termine di questo primo ciclo di terapia, previsto per fine febbraio.

L’importante in questa fase è dare tutto lo spazio e l’attenzione alla terapia, perché dia il massimo risultato, supportandola con il contrasto degli effetti collaterali, assecondando i segnali del mio corpo, recuperando peso un po’ per volta.

Sono e resterò in questo tunnel ancora per molto tempo, ma non mi spaventa affatto. Sentirmi leggermente meglio settimana dopo settimana, con molti meno dolori rispetto a un mese fa, un minimo di voglia di fare, è già un gran risultato. Continuiamo così.