I sogni muoiono all’alba

Oggi sono due mesi esatti da quando sono stato dimesso dall’intervento di rimozione del colon cieco e sono tornato a casa. Avevo qualche stupida aspettativa per oggi. Pensavo, complice il cambio del cerotto settimanale, che sarebbe stata una ottima occasione per farmi la prima doccia da quando sono tornato a casa. Pensavo anche che, col barbiere egiziano aperto di domenica, avrei potuto andare a tagliare e sistemare i capelli, dopo oltre due mesi dall’ultimo passaggio. Illuso. Non è successo niente di tutto questo.

La ragione per cui niente è successo è che ho passato una delle notti peggiori da quando ho iniziato la chemioterapia a fine novembre. Il mio fitness tracker parla da solo:

Come la notte precedente, in cui il braccialetto non è riuscito ad attribuirmi un punteggio, anche quest’ultima notte non ho sostanzialmente dormito. Perché? Per la somma di tre dolori fuori scala e fuori copertura della mia attuale terapia del dolore: dolori addominali muscolari conseguenza del risveglio a 10 giorni dall’interruzione dell’uso della pancera, dolori addominali viscerali soliti e un mal di schiena che si è intensificato, causa limitata mobilità. Se soffro dormo poco, se dormo poco ho poca energia, se ho poca energia sono più seduto/sdraiato durante il giorno. Niente di misterioso.

Domani ho un nuovo prelievo del sangue, comprensivo di indicatore dell’andamento della chemioterapia sulle metastasi. Martedì e mercoledì una nuova sessione di chemioterapia. Coglierò l’occasione per chiedere all’oncologa un consulto chirurgico per l’addome e un aggiornamento della mia terapia del dolore. La qualità della mia vita è scesa ormai a livelli minimi. Non dico da suicidio, ma da allarme. Il problema non è nella mia mente, ma nel mio corpo.

Cambiare terapia del dolore rallenterà nell’immediato il percorso di guarigione? A questo punto non soffrire e dormire diventano la mia priorità numero uno. Del resto non mi interessa più niente. Il fatto è che, quando vedrò l’oncologa, una parte di me combatterà per minimizzare, pazientare, non creare problemi o conflitti. La parte razionale che non vuole compromettere la cura. Questa parte però al momento è minoritaria nel mio dialogo interiore e continuerà a esserlo se non riuscirò a dormire le prossime notti.

Avrei veramente voluto scrivere un post diverso, con qualche prospettiva positiva e un tono diverso, ma questo è. Inutile indorare la pillola o negare la realtà.