Sabato ho avuto la buona idea di tornare al pronto soccorso per un altro dolore fuori controllo. La visita mi ha fruttato una radiografia al torace, che ha generato una TAC e una visita chirurgica. La visita chirurgica, pur confermando la precarietà della mia condizione, ha reputato non necessario un intervento chirurgico per bypassare la sub-occlusione. Ho vinto un periodo di osservazione alla sussidiaria del pronto soccorso, ovvero l’Osservazione Breve Intensiva (OBI), da dove ti sto scrivendo.
Pur essendo seguito, l’ultima notte in particolare ho continuato a soffrire fuori controllo. Una dose di morfina, approvata last minute, mi ha dato un po’ di respiro. Un’altra questa mattina dopo colazione mi ha rimesso al mondo. In questo momento l’effetto sta svanendo e sto tornando ad avere fastidio nel quadrante addominale destro.
Stamattina mi ha chiamato l’oncologa, dopo una mia email di ieri in cui di fatto ipotizzavo di interrompere anticipatamente la terapia se questa si è rivelata inefficace, senza attendere l’ultima sessione della settimana prossima e la TAC programmata per il 23/2. Nella conversazione mi ha anticipato che la TAC del 31/1 è sufficiente per rilevare come la malattia non è regredita e che di conseguenza la terapia va cambiato, passando a una seconda linea di difesa. In sostanza ho perso terreno sul campo, a vantaggio della malattia, ed è giunto il momento di cambiare strategia, con una nuova terapia. Non mi sono scomposto neanche per un attimo, anzi mi sono rallegrato.
La terapia non funziona, è certificato, e sono contento? Sono contento perché mi sono risparmiato un mese di tribolazione, che temevo molto di più. Il programma non è più quindi di fare la sesta sessione, attendere due settimane, fare la TAC e poi la stessa settimana una settimana sessione extra, prima di decidere quale terapia attuare e iniziarla. Il nuovo programma è di cominciare direttamente la prossima settimana con la nuova terapia, che l’oncologa mi illustrerà appena esco da questo ricovero.
A differenza delle precedenti visite, questa al pronto soccorso è stata meno felice. Ho trovato anche qui personale particolarmente attento e umano. Purtroppo però, per limiti organizzativi e di procedure mediche, mi sono trovato a non dormire quasi mai, neanche qui. Oggi è prevista una rivalutazione della terapia del dolore, a cui si aggiungerà una terapia dell’umore, per contribuire a tirarmi su.
Mi fermo qui perché per scrivere queste poche parole ho consumato già molte energie e ho bisogno di riposare.
Al prossimo aggiornamento.
