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Cultura

Cose che succedono la notte e Tempi eccitanti

Leggere narrativa può essere fonte di grande soddisfazione. Non è la prima volta che lo scrivo. Ultimi due esempi.

Cose che succedono la notte

Peter Cameron è uno dei miei autori preferiti e questo è il suo ultimo libro. Letto a scatola chiusa, senza neanche sapere la trama, mi ha un po’ spiazzato.

Rientra nel genere di libri che ti proiettano in un mondo completamente diverso dal tuo, per non dire simbolico e surreale, od onirico. Vale la pena ogni tanto confrontarsi con questo genere di libri, che di solito non amo, per uscire dalla propria zona di comfort. La scrittura è sempre piacevole, anche quando ciò che viene descritto sembra avere poco senso. Il fatto che sia non sia eccessivamente lungo gioca a suo favore.

Cose che succedono la notte: una recensione.

Tempi eccitanti

L’avevo visto segnalato nel mondo anglosassone nei mesi scorsi ed è stato … Continua a leggere

Simulmatics: L’influenza politica degli algoritmi 50 anni fa

Un libro, IF THEN di Jill Lepore, racconta come nell’America di Kennedy e dei primi super computer grandi come una stanza, un’azienda ha immaginato di ordinare gli americani in 480 diverse categorie e promuovere messaggi politici su misura.

What seemed frightening and even immoral fifty years ago we now mostly take for granted. We shouldn’t. Facebook places its billions of customers into many more than 480 categories, based not on voluntary surveys but on pervasive surveillance. Machine-learning techniques intuit cultural “affinities” and political preferences. The algorithms sort users by location, education level, languages, financial standing, property ownership, occupation, age, gender, sexual preference, and relationship status. They track almost everything you buy, read, or watch. Facebook knows who is connected to, related to, and interested in whom.

I commentatori dell’epoca si scandalizzarono. Nessuno si scandalizza di come Facebook permetta la stessa categorizzazione, in modo estremamente più … Continua a leggere

Rest of the world, per conoscere l’impatto del digitale oltre i tuoi confini

Coltivare una pluralità di fonti, che raccontano il mondo visto con occhi diversi, da latitudini diverse, è l’unico modo per aumentare la consapevolezza sugli effetti del digitali nella nostra società, positivi o negativi che siano.

A questo scopo rest of the world è una fonte informativa, di approfondimento, essenziale. Racconta di Tinder in Pakistan, di Telegram in Ucraina per il traffico di droga, dell’impatto del commercio elettronico in Africa.

Alcune di queste storie raccontano di come cambierà l’Italia di domani o di come altri paesi, che consideriamo poveri o pochi sviluppati, usino già il digitale in maniera più efficiente di quanto facciamo io e te.

Il sito è finanziato dalla figlia dell’ex presidente di Google. Il sito non sembra avere un’agenda, se non quella di raccontare il mondo con occhi diversi, senza problemi di far quadrare i conti, perché l’editore ha le spalle larghe e se … Continua a leggere

Prendere decisioni in uno scenario di radicale incertezza

Comprendere che il mondo in cui viviamo è complesso (vero Davide?) ci aiuta a prendere decisioni in modo diverso. Una differenza sostanziale è non puntare alla soluzione migliore in assoluto, quella più conveniente, ma la soluzione che ci permette di avere le condizioni migliori, tenendo conto di più ampi fattori di rischio e di incertezza.

When making decisions, instead of asking ourselves which option will give us the best results, we should be asking which option will give us good-enough results under the widest range of future states of the world. Instead of trying to maximise return on investment in our retirement account, we should be setting a financial goal and then choosing investments that will allow us to achieve that goal under the widest set of future financial circumstances. Instead of looking for the ‘best’ job, we should be looking for a job that will be good enough
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