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Politica

-47 Il capitalismo fossile in cui siamo immersi

Trovo il London Review of Books una rivista capace di farmi pensare ogni volta che la sfoglio. Sull’ultimo numero mi cade l’occhio su un articolo che parla di cambiamenti climatici. Come tutti (o quasi) gli articoli della rivista, lo spunto viene da uno o più libri su un argomento, recensiti e commentati. Questo articolo prende spunto da White Skin, Black Fuel di Andreas Malm e un collettivo.

Il libro disegna un’associazione tra i negazionisti del clima e l’estrema destra (fascista). La tesi è che il capitalismo fossile, ovvero il capitalismo basato sui combustibili fossili, abbia un’anima fascista alla base. Da qui l’ascesa del fascismo fossile, ovvero quell’ideologia (Harari la chiamerebbe religione) che promuove il suprematismo bianco e altri tipi di nazionalismi, grazie al potere economico e sociale dato dallo sfruttamento dei combustibili fossili, nella storia recente e oggi.

La citazione che segue mi ha fatto riflettere, perché tocca due … Continua a leggere

-54 Il cambiamento comincia oggi, a volerlo veramente

“In base a un recente rapporto della Johns Hopkins University sul ruolo dell’alimentazione nel controllo climatico: «Se il consumo di carne e latticini a livello globale proseguirà secondo l’andamento attuale, è probabile che l’aumento della temperatura media globale supererà i 2 gradi centigradi anche riducendo drasticamente le emissioni nei settori non agricoli».”

Jonathan Safran Foer, Possiamo Salvare Il Mondo, Prima Di Cena

Readwise fa riemergere oggi questa citazione da un libro uscito due anni fa e scritto anche prima. Casca a fagiolo con le tante chiacchiere della COP26. Fiumi di parole sugli impegni da prendere o non prendere al 2030, al 2050 o al 2070. Bello, bellissimo, fantastico, ma è tutto troppo tardi. Cosa pensi valga un impegno di un politico di oggi che certamente non sarà al governo né nel 2030, né nel 2050, né nel 2070? Non è lui che dovrà rendere conto del mancato raggiungimento degli obiettivi. … Continua a leggere

-91 La casa è ancora in fiamme

Se casa vostra avesse bisogno di riparazioni, anche notevoli, sarebbe coraggioso abbandonarla per una nuova casa? E se la nuova casa fosse di gran lunga meno ospitale e lontana da tutto quello che conoscete? Anziché viaggiare al di là dell’orizzonte, potremmo avventurarci nelle nostre coscienze e colonizzare parti ancora disabitate del nostro paesaggio interiore. Anziché metterci a fantasticare su come trasportare gli animali su altri pianeti con le astronavi, potremmo cominciare subito, adesso, ad allevarne meno sullo straordinario pianeta che già abbiamo.

Jonathan Safran Foer, Possiamo Salvare Il Mondo, Prima Di Cena

Greta torna sulle prime pagine dei giornali italiani, ma il tempo passa e cosa stiamo facendo? Non abbastanza. L’Unione europea, l’area geopolitica più illuminata sul piano dei cambiamenti climatici, promette di azzerare le proprie emissioni entro il 2050. Troppo tardi. Anche le politiche illuminate di alcuni grandi aziende tech contano di arrivare a zero emissioni entro il 2030. … Continua a leggere

Non abbiamo imparato niente su come prevenire le infezioni in ambito domestico

Considerando quello che ho passato nell’ultimo mese, mi fa un po’ rabbia leggere un post che avevo scritto un anno fa:

Xiao Ning, ricercatore del Chinese Center for Disease Control and Prevention, intervistato da BNN Bloomberg, sito canadese, dice che l’Italia dovrebbe seguire il modello cinese per l’isolamento dei malati lievi: non a casa, ma in strutture dedicate e sorvegliate. Nell’articolo si cita uno studio cinese che affermerebbe che l’80% dei contagi sarebbe causato da chi è in isolamento domestico.

L’isolamento domestico dei malati lievi non è la soluzione

I COVID Hotel sono stati pochissimi e largamente insufficienti. Diciamo le cose come stanno: abbiamo deliberatamente ignorato il problema e non abbiamo voluto trovare una soluzione, che avrebbe creato problemi logistici e di gestione dei malati. Se lo avessimo fatto, è facile prevedere che avremmo enormemente ridotto il numero totale di contagiati e avremmo certamente salvato … Continua a leggere

Il prossimo lockdown di Natale e altre verità che non vogliamo sentirci dire

Il Governo ha varato un nuovo DPCM domenica, che ha scontentato sia chi non vuole nuove restrizioni per ragioni economiche, sia chi ne vorrebbe di più per ragioni sanitarie. Se conciliare tutti gli interessi è quasi impossibile, ciò che reputo un Governo dovrebbe fare è dire la verità o almeno dire come stanno le cose, a costo di essere impopolari nel breve termine. Purtroppo dire la verità in politica è considerato un lusso, se non uno svantaggio in termini di consenso. Senza verità non c’è fiducia e senza fiducia non si governa. La situazione del COVID-19 è drammatica e lo sarà ancor di più nelle prossime settimane in Europa. L’unica cosa da fare è limitare i danni e prepararsi al peggio, finché siamo in tempo. Gli ospedali non sono ancora pieni e nemmeno i reparti di terapia intensiva. Qualcosa si può ancora fare, ammesso che si voglia fare qualcosa.… Continua a leggere