Vai al contenuto

Nido di vipere: i titoli di coda

A settembre esce in Italia Nido di vipere (Beasts Clawing at Straw è il titolo originale), film coreano molto coinvolgente. Lo consiglio agli amanti del thriller/crime a incastro. Le storie di vari personaggi si intrecciano, con un finale scoppiettante.

Nel video sopra gli originali titoli di coda animati.

Riflessioni fuori stagione

La consapevolezza di avere valori, abitudini, comportamenti diversi e lontani dalla massa è qualcosa che ho sviluppato negli anni. Probabilmente è qualcosa che fa parte di me, del mio modo di affrontare la vita, di vedere il mondo, di relazionarmi con gli altri. L’essere diverso non mi genera disagio: lo prendo come un dato acquisito su cui non ci sono domande da porre o alternative da valutare. Così è. Così sono. Punto.

Leggi tutto

La premessa è per dire che sono stato in viaggio a maggio, a giugno e lo sarò ancora a settembre e ottobre, ma non a luglio, non ad agosto e neanche in queste settimane centrali del mese, quando la narrazione dominante è che tutti siano in ferie (o che chi non lo è, in realtà non stacca mai dal proprio lavoro, considerandolo la propria vita. L’assenza di sollecitazioni, come in altri periodi dell’anno in cui il lavoro va in secondo piano per i più, permette di avere più tempo per pensare, per riflettere, per creare, per immaginare, per ripensare, per pianificare, per fermarsi e per ripartire con una visione nuova e con idee rinnovate. Un vero e proprio lusso di questi tempi, in cui o si è immersi nel flusso costantemente o si evade dalla realtà per un weekend o per una settimana: in entrambi i casi per non pensare.

Non pensare al proprio stile di vita, sul piano delle relazioni, dell’impatto ambientale, dell’efficacia, della soddisfazione. Non pensare alla salute, che spesso è meno curata di quel che dovrebbe essere). Non pensare ai problemi irrisolti. Non pensare alle dipendenze e al perché le abbiamo sviluppate. Non pensare all’insoddisfazione della quotidianità, ingabbiati in relazioni (di coppia, professionali) che ci impediscono di esprimerci per quello che valiamo. Non pensare al tempo che passa. Non pensare alla traiettoria delle nostre vite, carriere a parte. Non pensare agli scenari futuri, ambientali, previdenziali, politici, geopolitici.

Lo capisco. Per molti le due settimane d’agosto sono l’unico periodo dell’anno, tolte le vacanze di Natale che hanno un altro significato, per i figli e per la famiglia, in cui rallentare, cambiare orizzonte, divertirsi, pensare ancora meno del solito, viaggiare, vivere vite parallele, sognare, liberarsi della zavorra che ci portiamo dietro ogni giorno. Per me non è così perché la vita che mi sono creato e che ho avuto la fortuna di crearmi, non senza impegno e sacrifici, è un’altra vita, in cui posso scegliere quando viaggiare e quando stare a casa, quando lavorare e quando divertirmi, quando sognare e quando stringere i denti, quando riflettere e quando distrarmi. Il lato positivo della medaglia dell’essere single, autonomo, in salute, riflessivo, indipendente, concreto, anticonformista, minimalista.

In queste ultime settimane, in cui il caldo non è stato asfissiante, ho avuto modo di dedicare molto tempo all’approfondimento, allo studio, alla ricerca, alla lettura. Per affinare il sistema con cui prendo appunti e li rielaboro, il sistema con cui traccio le mie giornate (journal), il sistema con cui mi informo e riequilibrare il tempo passato a filtrare informazione, consumare contenuti, sintetizzare concetti e pubblicare contenuti rielaborati su tutto ciò che mi appassiona. Ho dedicato tempo a valutare la mia vita sociale, aggiungendo ulteriore consapevolezza sul fatto che quando un’amicizia si sfilaccia c’è semplicemente da prenderne atto e lasciare che succeda ciò su cui non hai controllo. Mi sono esercitato nel non frustrarmi quando le cose non vanno come vorrei andassero e accettare il risultato finale, qualsiasi esso sia. Sono riuscito senza sforzo, anche col caldo, ad andare a letto alle 22 e svegliarmi alle 6 per passeggiare al mare quando non c’è quasi nessuno, senza aver bisogno di dotarmi di aria condizionata. Sono riuscito a pensare meno al lavoro e più alla ricerca e allo studio, non necessariamente finalizzati a raggiungere un obiettivo professionale. Sono riuscito a perdere 2 Kg presi in un viaggio recente, tornando al mio peso forma, con pazienza e con applicazione. I miei pensieri ricorrenti – lo noto leggendo il journal scritto un anno fa in questi giorni – sono molto diversi, meno orientati all’esperienza quotidiana e più rivolti all’investimento nell’immediato futuro. Non senza sforzo sono riuscito a ridurre il tempo dedicato all’informazione generalista, tornando a leggere libri con più energia e più passione. Sto sperimentando qualche nuovo metodo per gestire meglio il tempo e concentrarmi di più.

Agosto, per me, non è un mese in cui sospendere le abitudini positive per dedicarmi ad altro. La felicità sta nel dedicarti a ciò in cui credi e che ti fa star bene. Non è una grigliata di carne a Ferragosto, né una settimana in villeggiatura, né bere aperitivi o superalcolici fino a tarda notte, né svegliarsi tardi e prendere un cappuccino e brioche in un bar chic, né frequentare ristoranti dove sfoggiare l’abbronzatura o qualcosa di firmato, né farsi un giro in barca in qualche località di moda, né eccedere per riuscire a liberare freni inibitori e rilassarsi sul serio. Ognuno sceglie come impiegare il proprio tempo e le proprie risorse, ad agosto come nel resto dell’anno.

Buon Ferragosto!

Gli obiettivi di 13 anni fa e i risultati raggiunti

Grandissimi spunti dai post pubblicati oggi anni fa. Non mi limito a linkarli, ma preferisco commentarli, perché le riflessioni sono varie.

Innanzitutto 14 anni fa mi intervistava Robin Good. Leggendo ciò che ho detto, posso dire di aver fatto un bel salto in avanti. Coerente con gli obiettivi e puntuale nel perseguirli, almeno in buona parte.

Parto dal primo obiettivo: un ritmo di vita meno stressante. Per quanto faccia delle cose che mi piacciono, mi piacerebbe farle trovando un sistema che mi garantisse un maggiore tempo da dedicare a me stesso. Effettivamente in questo momento ne ho meno di quanto vorrei.

In prospettiva mi piacerebbe invece applicare qualcosa che ho letto sul famoso libro che insegna a lavorare quattro ore alla settimana, non ambisco a tanto, mi accontenterei anche di lavorare dieci ore alla settimana, ma l’obiettivo che voglio raggiungere è quello di viaggiare di più e di lavorare in contesti dove la qualità della vita sia più elevata.

Direi di aver raggiunto pienamente l’obiettivo, ormai da diversi anni. Non perché sia agosto, ma i miei ritmi abitudinari, tutti i giorni con qualche singola eccezione al mese, comprendono tantissimo tempo per me, sotto varie forme: sonno adeguato, tempo per cucinare e mangiare pasti sani, tempo per leggere, tempo per le relazioni sociali, tempo per l’attività fisica, tempo per la riflessione, tempo per viaggiare e tempo per andare al cinema. 14 anni non avevo tutto questo tempo. Me lo sono conquistato, risparmiando e usando le mie risorse con oculatezza.

Sul viaggiare di più, che dire? Non ricordo quanti paesi avessi visitato fino a quel momento, forse 10-15, non di più. Oggi, con due anni di stop per la pandemia, sono a 55 e tra un mese ne aggiungo altri 3. In mezzo ho fatto un viaggio di 8 settimane nel sud est asiatico, sono stato a San Francisco 2 mesi e mezzo nel 2019, sono stato in Brasile 3 volte, di cui la prima per 30 giorni. Ho passato 3 estati a girare tutte le capitali europee. Non mi posso lamentare per niente.

Sul secondo obiettivo:

Il passo successivo è alzarsi la mattina e non pensare di essere a Roma, Seattle o Parigi ma accendere il computer, lavorare e quando finito dire “Oggi sono a Parigi, perché non andiamo a fare un giro alla Torre Eiffel?”.

In questo caso è cambiato l’obiettivo. L’idea del nomade digitale mi ha affascinato per lungo tempo, per poi cadere: l’impatto ambientale delle emissioni? la vita sociale senza ancoraggi? il costo e la qualità della vita? Ho i miei dubbi sul fatto che questa sia ancora la vita che vorrei. Magari ci ripenso e tra altri 14 anni ti scriverò stabilmente da qualche paradiso tropicale. Dubito, ma chi lo sa?

La mia principale frustrazione sul lavoro (e nella vita) è venuta in gran parte meno:

Sapere che ci sono delle persone che nel momento in cui io comunico una cosa, loro la prendono nel modo opposto, da un lato mi frustra perché mi dico che non sono stato capace a comunicare e dall’altro mi chiedo perché non possiamo vivere pacificamente, cercando di prendere il meglio che abbiamo l’uno dall’altro.

Quindi il fatto che la comunicazione non sempre sia positiva e chiara, nonostante tutta la volontà di chi comunica e di chi ascolta, mi rattrista e mi frustra qualche volta.

Sono cresciuto, forse diventato anche più cinico, ma non mi frustra più. Qualche volta, con qualche persona, la frustrazione riemerge, ma so come gestirla. Forse ho semplicemente ridotto le aspettative. Semplicemente per modo di dire. Merito dello stoicismo. Sono sempre più disilluso sulle relazioni, qualsiasi sia il loro genere. È la vita.


Sorrido nel vedere e riconoscere la camicia che portavo nell’intervista. Camicia di ottima fattura, ma già troppo abbondante all’epoca. Dopo aver scelto di diventare vegetariano 8 anni fa, quella camicia, insieme ad altre, è stata donata perché diventata ancora più enorme. Del guardaroba di quel periodo hanno resistito solo alcune polo e t-shirt della giusta misura e niente altro.

Oggi, rispetto a 13 anni, ho uno stile di vita certamente meno stressante e più salutare, nelle abitudini alimentari, nell’attività fisica e non solo. Mi compiaccio del percorso fatto, consapevole che c’è ancora tanta strada da fare.

I film del mese – Luglio 2022

Buon mese luglio, considerando un solo passaggio al cinema a recuperare Tom Cruise. Tre film europei, tre nordamericani, uno sudamericano e uno mediorientale. Buon mix.

#TitoloPaeseVoto
1PleasureSweden10
2The ForgivenUK8
3Crimes of the futureCanada8
4Petrov’s fluRussia5
5The Gray manUSA6
6Top Gun MaverickUSA6
7Errante CorazonArgentina8
8Il male non esisteIran9

Agosto potrebbe essere l’occasione di qualche anteprima a fine mese. Per il resto sfrutterò il picco di stagione per starmene lontano dalla pazza folla e recuperare qualche film a casa.

Negli ultimi giorni ho razionalizzato la coda di visione, che al momento conta 6 titoli, più la coda infinita su Mubi. La qualità e la scelta non mancano.

I libri del mese – Luglio 2022

Luglio di buone letture, anche se ho dovuto mettere da parte qualcosa che mi trascinavo da tempo senza voglia. Allo stesso tempo ho cominciato Lupa nera con entusiasmo per poi dirmi che era meglio passare ad altro: se un libro pensato per evadere non ti prende, meglio lasciar perdere. Ho anche ripreso a camminare, ascoltando un audiolibro. Mi dispiace di aver abbandonato Pollan, che si riaggancia al discorso sull’ayahuasca: lo trovo troppo pesante per questo periodo dell’anno.

Notare poi che metà dei libri sono in lingua, rapporto che dall’inizio dell’anno è 5 a 1 a favore dell’italiano. Ho ripreso anche a leggere/ascoltare non fiction, dopo un periodo quasi solo di leggerezza. Il proseguimento dell’estate a casa richiama concretezza. Mese totalmente sbilanciato sugli autori maschi.

#TitoloAutoreFormatoVoto
1Il gioco della distruzioneChristopher Bollenebook7
2Quattro nuovi messaggiJoshua Cohencarta4
3Lupa neraJuan Gomez-JuradoebookDNF
4Life TimeRussell Fosteraudio8
5Come cambiare la tua menteMichael PollanebookDNF
6If an egyptian cannot speak englishNoor NagaebookDNF
7CloudmoneyBrett Scottebook10
8Acts of ServiceLillian Fishmanebook9
9How to survive the modern worldThe School of lifeebook8
10Le sette morti di Evelyn HardcastleStuart Turtonebook6

Luglio non è ancora finito e si potrebbe aggiungere un altro titolo breve, ma dubito di riuscire. Nel caso, aggiornerò il post.