Vai al contenuto

Il mio bilancio dell’anno – 2020 ed.

1 commento

Analizzare l’andamento del proprio anno (year in review), ora che si avvia alla conclusione, è un esercizio fondamentale per:

  • ripercorrere ciò che è successo, senza giudicarsi e con onestà;
  • riflettere su cosa è andato bene e cosa è andato male, sugli errori e gli insuccessi, sulle vittorie e sulla crescita personale;
  • trarre delle lezioni per cominciare il nuovo anno, forti dell’esperienza acquisita e metabolizzata

Una visione completa comprende generalmente 9 aree di riferimento, che vado poi a dettagliare del mio bilancio dell’anno a seguire. Per approfondire il metodo e definire il tuo bilancio dell’anno ti rimando a un articolo che ho dedicato a tale scopo su Pandemia, nuova culla del concetto di “saper imparare”.

Le 9 aree di sviluppo del bilancio del proprio anno

Salute & forma fisica

Positività: Il 2020 è stato l’anno in cui ho consolidato alcune buone pratiche che mi hanno fatto stare in salute per quasi tutta la durata dell’anno. Le lezioni di yoga, la palestra fuori dal lockdown, l’esercizio casalingo in 7 minuti che ho ripreso nell’ultima settimana hanno contribuito a mantenermi tonico tutto l’anno. L’alimentazione vegana/vegetariana è diventata la normalità, senza alcuno sforzo, grazie anche all’abitudine ormai quotidiana di cucinare piatti sani secondo lo schema della dozzina del Dott. Greger. Sul piano mentale ho coltivato la meditazione e ultimamente l’ho inserita come prima cosa appena alzato la mattina. Il lockdown prima e il coprifuoco poi sono stati l’occasione per anticipare l’ora del sonno e l’ora del risveglio (22-6), con l’effetto di dormire regolarmente poco meno di 8 ore a notte. Sul piano della nutrizione non ho fatto grandi progressi, perché le buone abitudini c’erano già. L’ultima in ordine di tempo è non bere il tè verde a colazione, ma berlo almeno un’ora lontano dai pasti, per aumentare l’assorbimento del ferro che altrimenti viene inibito. Ultimo esperimento in ordine di tempo è il digiuno intermittente (16 ore consecutive senza mangiare, ogni giorno), che pratico da 3 giorni abbastanza facilmente: vedremo gli effetti tra qualche settimana.

Negatività: pur avendo metodo e determinazione, in alcuni momenti dell’anno non sono stato costante. Il periodo del lockdown ha fatto saltare lo schema della palestra e dello yoga e non sono riuscito a sostituirlo con l’esercizio casalingo, se non nel secondo lockdown soft di novembre. A marzo la mia salute mentale ha subito dei contraccolpi dalla prima fase della pandemia, ma sono riuscito a riprendermi in poche settimane già da aprile, riducendo il consumo di cronaca e notizie. L’estate è stato un gran periodo, ma non sono riuscito né ad andare a letto presto, né a meditare. Non ho ampliato il repertorio di ricette come avrei voluto, limitandomi a capitalizzare sulle ricette che ho acquisito nel corso del 2019, con poche nuove esplorazioni.

Per l’anno nuovo: L’obiettivo diventa quello di mantenere la pratica quotidiana di abitudini che contribuiscono enormemente al mio benessere fisico e mentale. La sfida è trovare il modo di conciliare questa esigenza con quella della socialità, quando dalla primavera saremo idealmente più liberi di uscire, di vedere amici e di tornare al cinema. Un’altra sfida è nel migliorare le ricette per ampliare e ottimizzare il tempo passato in cucina, pur restando nel solco della cucina vegana e totalmente sana.

Lavoro & affari

Positività: La Content è stato il soggetto con cui ho lavorato di più quest’anno e tramite loro ho scritto 12 post a pagamento per il blog di Compagnia Italiana. Questo mi ha permesso di dedicare tempo alla scrittura, approfondire temi che mi stanno a cuore – crescita personale, produttività, salute mentale, salute fisica, alimentazione sana – e generare dei ricavi. Ho lavorato part time come magazziniere e autista per un mese e mezzo e questa esperienza mi ha fatto capire ancora di più come il lavoro intellettuale che ho sempre svolto è da un lato un privilegio e dall’altro richiede un impegno creativo non sempre facile, ma che ripaga molto di più di tanti altri lavori, a parità di sforzo. Dall’autunno ho ripreso a pensare ai miei progetti personali digitali e ho cominciato a fare qualche passo in avanti decisivo, finalmente.

Negatività: Escluso La Content, per gran parte dell’anno non ho voluto concentrarmi sul lavoro, a vantaggio di altre sfere della mia vita personale. È stata una scelta consapevole, non subita, che in alcuni momenti ha creato un conflitto identitario: se non lavoro, chi sono? Sono stati momenti brevi. Un’altra criticità, come per la sezione precedente, è stata la mancanza di continuità. Ho ripreso a scrivere durante il lockdown, ma poi durante l’estate mi sono lasciato completamente andare. Ho ripreso a novembre, ma poi preso da mille idee da riprendere mi sono di nuovo perso.

Per l’anno nuovo: È arrivato il momento di lanciare i nuovi progetti su cui ragiono da un paio d’anni ormai e provare a vedere se il mercato è interessato a pagare per nuovi servizi. Questo significa trovare continuità nella scrittura, nella creazione di contenuti, nel tornare a fare networking, con la sfida di fare a meno dei social network dominanti. So cosa voglio, so cosa devo fare, lo devo fare. Il punto critica sarà, ancora una volta, trovare un equilibrio tra benessere personale, socialità e tempo dedicato al lavoro. Per molto tempo mi sono abituato a pensare a me prima di ogni altra cosa. La nuova sfida diventa mantenere questo benessere, aumentando l’energia e il tempo dedicati al lavoro.

Famiglia & vita personale

Positività: Considerando quello che è successo in Italia e nel mondo quest’anno, devo considerare una positività il mantenimento dello status quo, nella salute e nei rapporti familiari. Cosa da non dare per scontata, perché non lo è stato per tutti, anzi.

Negatività: Dovrei dedicare più tempo ai rapporti con alcuni membri della famiglia, che ho un po’ trascurato rispetto a quanto sarebbe necessario per il loro benessere psicofisico, per ragioni che non voglio trattare qua per questioni di privacy. Ci sono delle questioni irrisolte che avrei voluto risolvere e che, purtroppo, non ho risolto. Non sono stato costante e ciò è motivato anche dalle restrizioni per il COVID-19 che non hanno certo giovato.

Per l’anno nuovo: Ciò che devo trovare è un terreno diverso su cui intrattenere le relazioni familiari. Trovare momenti diversi da quelli soliti per passare tempo insieme in allegria e leggerezza, al di là degli obblighi e delle incombenze.

Amici e socialità

Positività: Forse è l’ambito che mi ha dato più soddisfazioni quest’anno. Il 2019 è terminato con un po’ di amarezza e l’inizio del 2020 mi ha spinto a tornare online a cercare amici, dopo aver evitato questa modalità di interazione per motivi di vario tipo. Nonostante il lockdown primaverile e le limitazioni nel resto dell’anno, quest’anno ho trovato molti nuovi amici, ho fatto con loro nuove esperienze che mi hanno permesso di esprimere me stesso oltre quanto possa essermi espresso negli ultimi anni. Allo stesso tempo mi sono sentito più connesso e molto meno solo. Un anno straordinario.

Negatività: In alcuni momenti dell’anno ho ecceduto. Il tempo dedicato alle relazioni e alla socialità ha tolto tempo al lavoro e in parte alla famiglia. Mi ha distratto da impegni più pressanti che avrei dovuto svolgere, anche se ciò non ha provocato danni gravi. Ho capito che parte di questo tempo non ha avuto il ritorno che avrei sperato potesse avere e alcune di queste esperienze avrei anche potuto fare a meno di farle, ma è facile fare queste considerazioni a posteriori. Più difficile quando ci sei dentro.

Per l’anno nuovo: Trovare un nuovo bilanciamento tra socialità, benessere psicofisico, lavoro e famiglia. Questa è la vera sfida, che è trasversale a vari ambiti della mia vita. Vorrei che il 2021 fosse come il 2020, ma poi non avrei abbastanza risorse per investire nel futuro. Quest’anno sarà un anno di consolidamento: più tempo passato con gli amici che ho acquisito e meno tempo a cercarne di nuovi. Di fatto è ciò che ho cominciato a fare già dalle ultime settimane del 2020.

Conoscenza e apprendimento

Positività: Questo è un altro ambito in cui ho investito molto, con ampie soddisfazioni. Durante il lockdown ho scoperto Roam Research (da cui sto scrivendo questo articolo) che mi ha permesso di organizzare meglio il mio pensiero e le informazioni da trasformare in conoscenza. Ho completato un paio di corsi su Coursera, dopo che ne avevo iniziati tanti e finito nessuno. Ho sperimentato nuovi metodi per imparare, anche per trasmetterli ad altre persone. Ho ripreso ad avere uno smartphone da meno di un mese e questo mi ha permesso di tornare ad ascoltare i podcast con più regolarità e coglierne ispirazione per libri da leggere, concetti da approfondire e altro. Ho anche scoperto Ness Labs e la sua community, a cui mi sono iscritto a novembre per fare un corso. Probabilmente questa scoperta si è rivelata la più importante dell’anno in assoluto, in questo ambito e non solo.

Negatività: Ho perso un po’ di continuità nella lettura. A giugno, settembre e ottobre ho letto pochissimo (rispetto ai miei standard) e durante tutta l’estate imparare e studiare non sono state priorità, a vantaggio della socialità, che mi ha permesso per altro di imparare sotto altri punti di vista. Negatività relativa quindi.

Per l’anno nuovo: Devo trovare il modo di leggere di più, perché avrò voglia e bisogno di sviluppare idee per me e per altri/clienti. Le idee di progetti su cui sto lavorando includono lo studiare e i leggere come tempo lavoro, quindi credo che non sarà un obiettivo difficile da raggiungere. Devo consolidare il metodo del thinking buddy e della weekly review, provando anche sistemi più semplici.

Viaggi & cultura

Positività:Ho poco da dire, considerando che ho fatto solo due viaggi nell’arco di 12 mesi: uno per lavoro a Bolzano per 48 ore e uno in montagna per 3 giorni dopo ferragosto. Entrambi mi hanno permesso di cambiare aria e sono stati positivi, anche se in modi diversi tra loro. Ho conosciuto turisti in vacanza a Senigallia questa estate e uno scambio culturale c’è stato. Altro scambio dentro la community internazionale di Ness Labs, anche se il tutto mediato dagli schermi.

Negatività: Viaggi quasi a zero, rispetto alle mie abitudini. Zero visite a musei e mostre. Il COVID-19 ha azzerato o quasi il valore aggiunto dei viaggi e della cultura quest’anno. Se dentro cultura mettiamo però libri e film, il bilancio non è così negativo, anche se non sono potuto andare al cinema per quasi metà dell’anno e ho letto meno della media degli ultimi anni.

Per l’anno nuovo: L’incognita è quanto durerà la pandemia, almeno nella fase acuta attuale. Direi che un approccio prudente è di stare a vedere che succede, armati di calma e pazienza. Sviluppare gli stimoli culturali a casa per quello che è possibile, con libri e film presi dalla rete.

Passioni & creatività

Positività: Non ho hobby particolari, se non forse quello della cucina, comunque legato alla salute e alla socialità. Ho consolidato l’abitudine di cucinare e questo è l’aspetto positivo. Non ho coltivato molto la creatività, anche se ho fatto un corso dove ho cominciato ad applicare il concetto delle mappe mentali, quindi qualche passo l’ho fatto.

Negatività: Ho fatto pochissimo giardinaggio, quando nel 2019 mi aveva dato delle soddisfazioni. Ho cucinato meno e con minore varietà rispetto all’anno scorso, venendo meno la possibilità di cucinare per gli amici. Non ho scritto e condiviso online come ho fatto tanti altri anni, ma ho curato maggiormente gli spazi personali, quindi ho comunque bilanciato in qualche modo.

Per l’anno nuovo: Più cucina, nuove ricette e, speriamo con il superamento della fase acuta, anche il ritorno a cucinare per gli amici. Intanto posso fare qualche esperimento e fare un’opera di ricerca, per essere pronto quando sarà possibile rivedersi intorno a un tavolo e un buon piatto. Sul giardinaggio ho degli ostacoli che prima devo superare, ma non è escluso che trovi il modo.

Emozioni & spiritualità

Positività: Ho meditato. Ho curato l’autoriflessione con il journal e le pagine del mattino, per quasi tutto l’anno, con grandi benefici sul mio stato di salute mentale e sul rapporto con le mie emozioni. Difficilmente mi sono arrabbiato e ho mantenuto un approccio stoico alla vita. Sul piano della spiritualità ho coltivato poco questo aspetto della mia vita, anche se le lezioni di yoga e un libro hanno dato qualche stimolo in più.

Negatività: Non mi sono impegnato abbastanza. So che è una componente della mia vita su cui sono e resto carente e il 2020 non ha dato una svolta decisa nella direzione giusta. C’è da registrare questo stato e vedere come andare avanti.

Per l’anno nuovo: Continuare a usare gli strumenti per mantenere un buon rapporto con me stesso e con le mie emozioni. Provare a cogliere qualche stimolo in più per espandere la mia sfera spirituale, anche con lo yoga, quando sarà possibile riprendere le lezioni in presenza.

Soldi & finanza personale

Positività: Sono rimasto a galla e non è poco in un anno simile. Il mio tesoretto è rimasto pressoché intatto. Ho sviluppato qualche ricavo extra da un’attività che non avevo neanche immaginato fino alla metà dell’anno, anche con un piccolo investimento che si è rivelato fruttuoso. Ciò ha bilanciato parzialmente l’investimento nel futuro (con ricavi zero in questa fase di avviamento) che ho fatto per buona parte del mio tempo lavoro. Non ho debiti. Non ho affitti. Continuo a essere misurato nello stile di vita e quindi nelle uscite.

Negatività: Non ho potuto trovare risorse per il mio fondo pensione privato, né per nuovi investimenti sul lungo termine. Il reddito generato quest’anno è forse il secondo più basso da quando lavoro come consulente indipendente, ma lo sapevo. Dovrei seguire di più i miei investimenti e probabilmente farli rendere qualcosa in più.

Per l’anno nuovo: Devo tornare a seguire ricavi e investimenti con maggiore presenza, lanciare i nuovi progetti digitali per generare ricavi ricorrenti, che all’inizio saranno gioco forza limitati. Il 2021 resta un anno di investimento su me stesso con ricavi limitati. Posso tranquillamente affrontare un altro anno simile, ma ho bisogno di seminare e coltivare più di quanto abbia voluto nel 2019 e nel 2020.

Conclusione

Questo esercizio permette di guardarsi indietro per andare avanti. Tempo ben investito, perché dall’esperienza e dalla consapevolezza si può imparare molto.

Sperimenta il metodo che ho utilizzato per scrivere questo articolo e in 30 minuti ti permetterà di creare lo scheletro di un bilancio simile al mio, non necessariamente per scriverne poi un articolo. Se poi pubblichi anche tu un bilancio, lasciami il link nei commenti. Lo leggerò con interesse perché si può imparare tanto anche dalle esperienze altrui.

Crea il tuo bilancio dell’anno

Photo by Greg Rakozy

La mia antibiblioteca e come crearne una

3 commenti

antibiblioteca

Da anni, con l’avvento degli ebook, combatto con un dualismo interno infinito. Da un lato cerco di dedicare tanto tempo alla lettura, per espandere il più possibile la conoscenza sui temi che mi appassionano, finendo per aggiungere alla mia biblioteca personale più libri di quanto possa umanamente leggere nellì’arco della mia vita. Dall’altro credo nell’idea di liberarsi degli oggetti inutili e superflui, fisici o digitali: perché tenere 10 magliette che non hai usato nell’arco di un anno? Perché tenere quindi, nella biblioteca digitale, libri a bassa priorità che sai che non leggerai per anni o forse mai?

Finalmente sono venuto a patti con me stesso e ho trovato la ragione per tenere i libri che mi interessano e che so che difficilmente leggerò: per costruirmi un’antibiblioteca!

L’idea dell’antibiblioteca

L’idea dell’antibiblioteca nasce da Umberto Eco e dalla sua collezione di oltre 30.000 libri (fisici). Il concetto viene poi ripreso da Nicholas Nassim Taleb nel Cigno nero.

Umberto Eco appartiene a un raro genere di studiosi enciclopedici, perspicaci e per niente noiosi. Possiede un’ampia biblioteca personale (di trentamila volumi) e classifica i visitatori di tale biblioteca in due categorie: coloro che reagiscono dicendo: «Caspita, professor Eco, che biblioteca! Li ha letti tutti questi libri?», e una piccola minoranza che capisce che una biblioteca personale non è un’appendice del proprio Io, ma uno strumento di ricerca. I libri non letti sono molto più preziosi di quelli letti. Una biblioteca dovrebbe contenere tutti i libri su argomenti sconosciuti che i nostri mezzi finanziari, le rate del mutuo e le difficoltà del mercato immobiliare ci consentono di acquistare. Via via che avanziamo nell’età accumuliamo più conoscenze e più libri, e i libri non letti che ci guardano minacciosi dagli scaffali sono sempre più numerosi. Anzi, più si conosce e più si allungano gli scaffali dei libri non letti. Chiamiamo l’insieme di tali libri «antibiblioteca». Siamo portati a trattare la conoscenza come una proprietà privata da proteggere e difendere. È un ornamento che ci permette di avanzare nell’ordine gerarchico.

Nicholas Nassim Taleb in Il cigno nero

La mia impostazione minimalista mi ha sempre fatto dubitare di questo concetto, ma alla fine ho cambiato idea e ho deciso di abbracciarlo, perché ha molto senso. Ancora di più con il digitale, considerando che non c’è da fare i conti col mutuo, come dice Umberto Eco, nel creare una biblioteca di libri non letti. I libri digitali costano la metà di quelli cartacei e c’è sempre il modo di scaricarli gratis, per valutarne il contenuto, prima di comprarli e leggerli.

Ho capitolato all’idea dell’antibiblioteca con l’ultimo stimolo di Anne-Laure Le Cunff Ness Labs e con la collezione di Brendan Schlagel e il suo sito Antilibraries. Il concetto chiave da afferrare è il rapporto tra ignoranza e conoscenza.

Il rapporto tra conoscenza e ignoranza, tra libri letti e libri non letti

Ignoranza

L’ignoranza è la normalità, non l’eccezione. Dovremmo considerare anomala la conoscenza, piuttosto.

Antonio Sgobba

Questa citazione è presa da un libro di Antonio Sgobba, tutto dedicato al tema dell’ignoranza. Durante il lockdown primaverile ho letto anche Piccolo manifesto in tempi di pandemia, dove ho trovato una considerazione che unisce l’ignoranza alla mindfulness.

Come in tutte le situazioni complesse, dobbiamo convivere con un non-sapere strutturale che non è ignoranza, ma un’esigenza per lo sviluppo di ogni conoscenza. Non si tratta quindi di pensare al giorno che verrà, vivendo il presente come una semplice parentesi. La nostra vita si svolge oggi.

Piccolo manifesto in tempi di pandemia

L’antibiblioteca espande l’ignoranza – i libri non li abbiamo ancora letti e forse non li leggeremo mai – ma allo stesso tempo espande la conoscenza.

Conoscenza

L’antilibreria ha il pregio di popolarsi di libri che abbiamo filtrato e selezionato, sui temi che ci interessa approfondire e che ci appassionano. Non sono libri presi in blocco in un negozio di seconda mano senza sapere neanche cosa c’è dentro. Quella è spazzatura, non un’antibiblioteca.

Il circondarsi di libri selezionati non ancora letti, meglio se digitali così non occupano spazio fisico, è un modo per espandere la conoscenza dei titoli che vale la pena leggere sui temi che ti interessano. L’obiettivo è sapere che questi libri esistono e averli a portata di mano, perché al momento giusto li possiamo aprire e leggerli. Sì, il concetto non è immanente ai libri. L’antibiblioteca comprende libri che non abbiamo ancora letto, ma nessuno ci impedisce di prendere un libro e leggerlo, per farlo passare così nella biblioteca.

Come costruire un’antibiblioteca

Cura di contenuti

Un’antibiblioteca è una biblioteca personale a tutti gli effetti. I libri che contiene ne sono entrati a far parte in maniera non casuale. Li devi aver selezionati in qualche modo:

  • Te li ha consigliati un amico che te li ha proposti per un motivo preciso
  • Li hai visti segnalati da un esperto in un articolo/newsletter/video/podcast, su un argomento che ti appassiona
  • Li hai trovati citati all’interno di un libro che hai letto e valutato positivamente

Divisione per temi

L’antibiblioteca è strutturata per temi o parole chiave, perché l’obiettivo è catalogare il non sapere nel modo più efficace, così da poter riprendere il libro catalogato al momento del bisogno.

La mia antibiblioteca si compone già di circa 5000 titoli digitali. Come tutte le antibiblioteche che si rispettino, continua a crescere di giorno in giorno. Ciò che devo fare (e questo articolo è uno stimolo in tal senso) è catalogarli e aumentare la conoscenza dei confini della mia ignoranza. Poi c’è l’ignoranza su cosa non sai, ma quello è un mare magnum tendente a infinito su cui si può far poco.

Un’antiblioteca in costruzione, in pubblico

Ho pensato che la catalogazione della mia antiblioteca poteva diventare utile anche per chi mi segue ed è appassionato a ciò che mi appassiona. Per questo ho deciso di creare non una, ma tre antibiblioteche, una per ognuno dei miei attuali progetti:

  • su Lucaconti.it: L’antibiblioteca non ha un filo conduttore, ma comprende tutto cilò che mi interessa
  • su Equilibrio digitale: il tema è l’uso consapevole della tecnologia, sul piano personale e sul piano sociale.
  • su Pandemia.info sto studiando un percorso sul tema del “saper imparare” e questo sarà il tema sviluppato.

Tutte e tre le pagine saranno aggiornate con nuovi titoli, mano a mano che riuscirò a catalogare i libri che ho già e che ne inserirò di nuovi.

Non ti resta che visitare le antibiblioteche e creartene una tua. Se hai qualche titolo da suggerire, i commenti sono aperti per un tuo contributo. Sarebbe un regalo prezioso se mi volessi suggerire almeno un titolo, comprensivo del tema che tratta e di perché dovrei leggerlo. Grazie!

Photo by Lysander Yuen

Riavvio di Equilibrio digitale

sfida

🎬 Si riparte! Ieri ho pubblicato il manifesto di Equilibrio digitale, dove ho raccontato quali contenuti ho pensato e per quale pubblico (lavoratori digitali, genitori e figli, cittadini digitali consapevoli). Una mission e una promessa al tempo stesso.

Il tema dell’uso consapevole della tecnologia verrà declinato approfondendo media diversi. Grande spazio alle uscite librarie, con recensioni ai libri più interessanti. Alcune grandi aziende sono messe in discussione ogni giorno, per le conseguenze della loro gestione: cercherò di tenere traccia di questo dibattito e di segnalare articoli, approfondimenti e ricerche scientifiche che possono renderci migliori cittadini digitali.

L’idea è poi di promuovere formati diversi, tra libri, articoli, servizi web, app, video, podcast, articoli tratti da riviste scientifiche. Una sfida non da poco, perché non sono più abituato a scrivere con un certo ritmo, ma è una sfida che voglia darmi e che voglio vincere. Dicembre vuole essere la prova generale, per un lancio a tutti gli effetti con l’inizio del nuovo.

Uno stile snello e pratico

💡 Ho colto ispirazione da due siti di contenuti moderni e frizzanti, come Axios e Forge, per dare ai contenuti uno stile fresco, pratico, moderno, concreto, veloce. Da Axios ho preso l’idea di dividere gli articoli in sezioni, secondo una schema che si ripete. Trovando il “why it matters” giusto, sono certo che lettore trarrà un grande beneficio da un taglio dei contenuti essenziale e al punto. Qui un esempio di un articolo di Axios.

Da Forge invece ho preso il formato per i consigli, che ho chiamato Lezioni di equilibrio digitale. Articolo breve, consiglio illustrato in una riga in testa, preceduto da un emoji. Le emoji si trovano anche in altre sezioni dell’articolo, a evidenziare le parti principali. Idealmente ne vorrei pubblicare uno al giorno nei giorni feriali, ma per cominciare ne pubblicherò tre alla settimana, riproponendoli nella newsletter settimanale. Potrei anche raccoglierli in un’altra forma, ma ci penserò tra qualche settimana. Il primo consiglio pubblicato:

Lezioni di equilibrio digitale: tieni il desktop in ordine

La sfida più grande

🛫 La sfida nella sfida in questo progetto sarà farlo crescere e poi monetizzarlo senza fare uso dei social media. Non userò FACEBOOK e tutti i suoi servizi. Farò un uso passivo di LinkedIn e di Twitter, almeno in una prima fase. L’obiettivo vero è fare leva sul passaparola dei lettori e del mio network di contatti. Farò largo uso della posta elettronica e scriverò a tanti conoscenti per far loro sapere che sono tornato, con una nuova sfida.

Per questo, neanche a dirlo, avrò bisogno del tuo aiuto. Quello che ti chiedo, in questa fase, è di abbonarti alla newsletter di Equilibrio digitale e di seguire attivamente gli articoli che pubblicherò. Segnalali a chi credi ne possa trarre un beneficio, diretto o indiretto. Leggili con attenzione: sarò lieto di conoscere il tuo punto di vista. Credi che ciò che scrivo sia accessibile, utile, semplice? Hai suggerimenti per migliorare ciò che scrivo? Hai argomenti o problematiche che vorresti che affrontassi? Sono pronto ad ascoltarti.

Grazie fin da ora per il tuo tempo e per i tuoi consigli.

🕺 Questa è la tastiera che uso per le emoji, semmai ne avessi bisogno.

Photo by Braden Collum

Due anni dopo

4 commenti

Sono passati due anni dal momento in cui ho deciso di mollare definitivamente il mondo del social media marketing. Cosa è successo nel frattempo? Di cosa mi occupo oggi? Come è cambiata la mia vita? In questo articolo voglio tracciare un bilancio, fare il punto della situazione e provare a vedere cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi.

Le relazioni e il benessere personale

Smettere di portare avanti un lavoro con valori in cui non credevo più ha avuto un beneficio immediato: ho liberato tanto tempo. Me lo sono potuto permettere, vero, ma ho creato le condizioni per potermelo permettere. Niente succede per caso. Puoi vincere la lotteria una volta nella vita, forse, ma non una volta al mese. Ho impiegato il tempo liberato in due modi, fondamentalmente: tempo per coltivare relazioni personali e tempo da dedicare a passioni vecchie e nuove. Entrambi i modi sono stati essenziali per raggiungere un livello di benessere personale, soprattutto a livello mentale, da non dare per acquisito o scontato. Chi è passato per un periodo di disoccupazione, volontaria o forzata, sa che chi ti circonda è spiazzato nel non poterti più mettere nella casella del lavoro che svolgi, per etichettare chi sei, nel bene e nel male.

Io non sono il mio lavoro. Continuo a pensarlo, anche se comprendo che il lavoro sia un modo per dare un senso alla propria vita e ad avere una identità riconosciuta da se stessi e dagli altri, oltre che un modo per sostentarsi ed essere indipendenti.

In questo periodo ho coltivato altri lati della mia vita che, per forza o per scelta o per poca consapevolezza, avevo trascurato. Ho acquisito maggiore consapevolezza nello scegliere chi frequentare e come passare il tempo con chi frequento. Mi sono frustrato pensando di non essere capace di avere relazioni in cui investire energie e da cui trarre stimoli intellettuali, non come avrei voluto. Ho capito sempre più che gli amici che avevo non erano in grado di farmi esprimere lati di me stesso che avrei voluto rafforzare. C’è voluto tempo, ma ho trovato il modo di conoscere nuovi amici, sperimentare me stesso in nuovi contesti e mettermi in gioco più di quanto avessi mai fatto prima. Sì, sono vago, ma c’è un motivo: tengo alla privacy e in questo contesto dovrei citare persone e circostanze che coinvolgerebbero terzi, ledendo la loro. Per questo resto nel vago, ma chi mi è più vicino può leggere tra le righe e avere una maggiore comprensione di ciò che intendo. Chi non lo è, può sempre prenotarsi per bere un tè, virtuale o reale quando sarà possibile.

Ciò che conta è che oggi, due anni dopo, ho trovato un equilibrio che mi permette di sentirmi più connesso e di esprimere me stesso a un livello superiore. Il mio equilibrio psicofisico, pur tra alti e bassi, si è mantenuto su buoni livelli ed è cresciuto nel tempo. I primi mesi sono stati dedicati al ridurre per liberare spazio per creare. Processo che, tra parentesi, è iterativo e non finisce veramente mai. Al momento di creare mi sono trovato in difficoltà, in parte sabotato da chi mi stava più vicino. Ho fatto un passo di lato per concentrarmi su altro e poi, con maggiore consapevolezza, sono tornato a giocare sul campo principale. Ho continuato a investire su me stesso, guardandomi dentro. Il periodo del lockdown è cominciato male ed è continuato a meraviglia. Ho trovato la forza interiore per cogliere l’occasione di studiare e approfondire temi senza essere disturbato e senza la pressione di tenere una vita sociale. L’eremo di casa mia è stato perfetto per acquisire conoscenze che, probabilmente, diventeranno, in un modo o in un altro, fondanti per i miei prossimi progetti.

L’estate è stata liberatoria. Dall’introspezione sono passato a darmi quasi totalmente alla socialità, riequilibrando il periodo del lockdown, anzi, andando oltre. L’estate e il clima di sperimentazione è andato oltre l’equinozio autunnale, arrivando fino a tutto ottobre. Questo ha, gioco forza, impedito ai miei progetti professionali di evolvere, ma lo stato delle mie finanze mi consente di non avere troppe pressioni, quindi  non rimpiango affatto la gestione del mio tempo. Col senno di poi, a guardar bene, potrei anche aver dato slancio a un nuovo progetto professionale, interessante anche sul piano dei ricavi, ma non è questo lo spazio per approfondire questo punto.

In breve, l’investimento su me stesso e sulle relazioni, per approfondire quelle attuali e crearne di nuove, ha contribuito a un miglioramento generale del mio benessere fisico e mentale. Il lockdown e il blocco parziale in corso mentre scrivo hanno parzialmente minato il benessere fisico, impedendomi di frequentare la palestra e le lezioni di yoga, ma non hanno fatto venire meno la voglia di continuare in questo percorso.

Il lavoro e la sfera professionale

Dopo due anni non ho ancora trovato la mia strada. Questa è la sintesi che farebbe il mio commercialista, confrontando i ricavi del 2018 con il 2019 e con il 2020.
Ho smesso di fare consulenze, ho smesso di scrivere libri, ho smesso di insegnare.
Il 2019 è andato avanti per inerzia, con le royalty sul 2018, inclusi i ricavi da curatore di una collana editoriale, due libri pubblicati e un piccolo contratto mandato avanti a tempo ridotto.
Il 2020 è partito con zero prospettive (e un clima di parziale depressione), rialzate dalla collaborazione con La Content, che mi ha incaricato di curare la loro newsletter e di scrivere post ispirazionali sul loro blog.
Questo mi ha dato fiducia: poter scrivere di ciò che voglio, come voglio, sui temi che mi stanno a cuore, per condividere idee ed esperienze a beneficio di altri. Esperienza positiva al punto da continuare nel 2021. A questo si sono aggiunti due progetti di scrittura di articoli per un’azienda su benessere psicofisico, alimentazione e stile di vita, grazie sempre a La Content. Lavorare su contenuti di qualità e sul content marketing mi ha sempre dato soddisfazione e continuerà a darmela. Con questi progetti sono riuscito a coltivare l’abitudine dello scrivere, ridotta da quando le collaborazioni giornalistiche sono venute meno e ho cominciato a scrivere con carta e penna su un diario personale la mattina, a svantaggio della tastiera e dei miei blog online.

Riducendo il tempo passato al computer e cominciando a praticare yoga, chissà perché?, il mal di schienza e i mal di testa si sono quasi azzerati. Un anno fa si rompeva il mio smartphone e decidevo di farne a meno, fino a oggi, in cui ne ho comprato uno nuovo. Per un anno, anche per i pochi impegni e il modo di intendere le priorità, ho potuto uscire di casa e fare a meno di internet. Stare seduto al ristorante e non avere la tentazione di prendere il telefono in mano. Camminare e concentrarmi su ciò che vedo di fronte a me, senza che notifiche o vibrazioni mi distraggano. Parlare e guardare chi mi sta vicino, col massimo dell’attenzione. Prova a passare una giornata in cui il tuo telefono ha la connessione dati e il Wi-Fi spenti e puoi vivere questa sensazione: quanto riesci a resistere?

Se in questo periodo ho prodotto poco, soprattutto sul piano dei ricavi, intaccando i miei risparmi (ma neanche più di tanto), ho comunque pensato a cosa fare da grande. Il progetto Equilibrio Digitale è partito e poi si è arenato. Nel frattempo in cui mi iscrivevo a yoga, in palestra e cominciavo a sperimentare in cucina, come non avevo mai fatto prima, ho avuto una idea prima e un’altra poi, che continuano a occupare le mie giornate odierne, in termini di ricerca e di studio. Inutile parlarne qui nel dettaglio, ma quel che ti posso dire è che comprendono il tema dell’imparare, l’acquisizione di conoscenza attraverso i libri e la lettura, il far parte di una comunità. Non ho ancora chiari tutti i passaggi e tutti i tasselli, ma ho ripreso a lavorare su queste idee. Dopo un periodo di lunga pausa estiva con altre priorità, ho ripreso in mano questi progetti, ricominciando a tracciare appunti, contenuti, idee, fonti. Da qui alle prossime settimane conto di riprendere il ritmo con cui le mie scoperte vengono condivise con te, sui miei blog e sulla newsletter. Devo ragionare su come organizzare bene i flussi e i contenuti, per rendere il tutto sostenibile, praticabile e fruibile, ma sono certo di essere in grado di trovare la formula più adatta. Continua a seguirmi e sarai informato sugli sviluppi.

Le abitudini e la qualità della vita

Noi siamo quello che facciamo tutti i giorni o più spesso. Non ricordo chi l’ha detto e dove l’ho letto, ma lo condivido in pieno. Per questo, due anni fa ho deciso di concentrarmi sul migliorare il mio ambiente di vita e di lavoro prima e di dedicarmi a rivedere le mie abitudini quotidiane. Va da se che il primo passaggio è stato quello di ridurre gli oggetti presenti nella mia vita. Ho donato e regalato centiaia di libri cartacei e cancellato migliaia di libri digitali che non avrei mai letto, alla faccia del concetto della biblioteca dei libri non letti che non mi ha mai convinto fino in fondo. Ho ridotto e fatto ordine nel mio guardaroba. Ho eliminato carte archiviate inutilmente. Ho riordinato, parzialmente i miei file (foto, video, libri, documenti, applicazioni): questo è forse il lavoro più estenuante e impegnativo. Terminata l’ennesima iterazione di questa fase di decluttering, anche se con mesi di pausa, ho ricominciato a costruire, prendendo appunti, rivedendo metodi di lavoro, aggiornando fonti, studiando, cercando di approfondire e di studiare. Il periodo del lockdown è stato molto positivo in questo senso. Il periodo seguente molto negativo, ma mi ha permesso di esprimere altri lati di me stesso, quindi l’insieme resta molto positivo.

Oggi mi ritorno a scrivere quasi 2000 parole e a riprendere abitudini che avevo lasciato da parte. Meditare la mattina, prendere pause regolari durante il tempo passato alla scrivania, passeggiare al mattino al mare, ascoltare podcast stimolanti, estrarre frutta e verdura: ho ricominciato a dare un senso alla giornata fin dal mattino, per sentirmi meglio fisicamente e più in controllo della mia giornata. Ho ancora molti passi per ritornare sul cammino ottimale, ma ci sto arrivando. Non si tratta di limitare le opportunità e la serendipity – un amico può manifestarsi all’improvviso, una lezione online può diventare la tana del Bianconiglio (non mi viene un modo migliore per tradurre rabbit hole) – ma di darsi delle regole per aumentare la concentrazione e favorire il raggiungimento degli obiettivi. Devo riprendere, digitale o cartaceo, a tenere un journal, trovare un equilibrio positivo con il nuovo smartphone,coltivare la socialità e le relazioni senza che mi assorbano completamente. Sfide vecchie e nuove, che rendono la quotidianità una sfida eccitante.

Prossimi passi verso il futuro

C’è da superare l’ultimo scoglio prima del vaccino di massa contro il COVID-19 e non è per adesso. Non credo che toglieremo le principali restrizioni almeno fino ad aprile, in un modo o in un altro. I prossimi mesi li dedicherò a studiare, sperimentare, scrivere e, se ci saranno le condizioni, anche a testare la domanda per un progetto un po’ bizzarro, ma promettente. C’è da consolidare le nuove abitudini e fare tesoro di quanto appreso quest’anno. Per altro, non ti resta che continuare a seguirmi.

 

Photo by Ridham Nagralawala on Unsplash

Photo by Eric BARBEAU on Unsplash

Una nuova casa per Lucaconti.it (e Pandemia.info)

4 commenti

Dopo anni di ospitalità sui server di TOPIX, Lucaconti.it si è trasferito nello spazio web di un caro amico, blogger di vecchia data. Per te che leggi non cambia nulla, se non forse un sito più veloce da caricare e più sicuro, perché finalmente Nicola ha abilitato il protocollo https che impedisce a terzi di intercettare il contenuto delle pagine web che vedi qui. Magari anche i motori di ricerca apprezzano e porteranno nuovo traffico, chissà?

L’importante è che l’esperienza di lettura sia la migliore possibile per te e che l’esperienza di scrittura sia la più efficiente per me.

Un ringraziamento quindi a TOPIX e a tutto il team che mi ha supportato in questi anni. Ho perso il conto di quanti. Grazie!

Un grazie di cuore anche a Nicola che, non solo si è occupato del trasferimento dei dati del sito, ma mi sostiene nel suggerire miglioramenti e aggiustamenti, tecnici e grafici. Grazie Nicola 😉

Photo by Chris Barbalis on Unsplash