Vai al contenuto

Cose che succedono la notte e Tempi eccitanti

Leggere narrativa può essere fonte di grande soddisfazione. Non è la prima volta che lo scrivo. Ultimi due esempi.

Cose che succedono la notte

Peter Cameron è uno dei miei autori preferiti e questo è il suo ultimo libro. Letto a scatola chiusa, senza neanche sapere la trama, mi ha un po’ spiazzato.

Rientra nel genere di libri che ti proiettano in un mondo completamente diverso dal tuo, per non dire simbolico e surreale, od onirico. Vale la pena ogni tanto confrontarsi con questo genere di libri, che di solito non amo, per uscire dalla propria zona di comfort. La scrittura è sempre piacevole, anche quando ciò che viene descritto sembra avere poco senso. Il fatto che sia non sia eccessivamente lungo gioca a suo favore.

Cose che succedono la notte: una recensione.

Tempi eccitanti

L’avevo visto segnalato nel mondo anglosassone nei mesi scorsi ed è stato un piacere riscoprirlo quando un amico lo ha proposto per il gruppo di lettura dei miei amici più stretti. Una piacevole sorpresa perché l’autrice irlandese descrive sentimenti, relazioni, dialoghi con uno stile asciutto, quasi asettico. In questo caso è scattato il meccanismo di identificazione con situazioni e dialoghi raccontati nella storia. È curioso e divertente quando leggi un libro e ti ci vedi in qualche modo specchiato. Come se avessi vissuto una situazione che qualcuno ha voluto riprendere in un libro. A dimostrazione che ci sentiamo unici, ma in realtà ricalchiamo, senza rendercene conto, archetipi di comportamento quasi classici. Peccato che lo abbia pubblicato una piccola casa editrice che non lo ha neanche proposto in formato digitale.

Leggere in definitiva aiuta a vivere meglio. Leggere narrativa aiuta ad ampliare gli orizzonti, oltre a permetterci di vivere il quotidiano in maniera diversa, viaggiando in mondi paralleli o rivivendo esperienze che abbiamo già vissuto. Per questo non capisco chi non ama leggere, chi preferisce guardare serie tv o scorrere il flusso infinito delle piattaforme social. Leggere un buon libro o un libro sfidante è tutto un altro vivere. Peccato per chi non lo ha ancora capito.

Tempi eccitanti: una recensione (altro…)

Simulmatics: L’influenza politica degli algoritmi 50 anni fa

Un libro, IF THEN di Jill Lepore, racconta come nell’America di Kennedy e dei primi super computer grandi come una stanza, un’azienda ha immaginato di ordinare gli americani in 480 diverse categorie e promuovere messaggi politici su misura.

What seemed frightening and even immoral fifty years ago we now mostly take for granted. We shouldn’t. Facebook places its billions of customers into many more than 480 categories, based not on voluntary surveys but on pervasive surveillance. Machine-learning techniques intuit cultural “affinities” and political preferences. The algorithms sort users by location, education level, languages, financial standing, property ownership, occupation, age, gender, sexual preference, and relationship status. They track almost everything you buy, read, or watch. Facebook knows who is connected to, related to, and interested in whom.

I commentatori dell’epoca si scandalizzarono. Nessuno si scandalizza di come Facebook permetta la stessa categorizzazione, in modo estremamente più preciso, con gli effetti facilmente comprensibili sulla percezione di realtà alternative da parte dell’opinione pubblica. Il libro è ben riassunto in un articolo del NYRB che ti consiglio vivamente di leggere.

Simulating democracy

In sottofondo sto ascoltando un mantra Lokah Samastah Sukhino Bhavantu

Rest of the world, per conoscere l’impatto del digitale oltre i tuoi confini

Coltivare una pluralità di fonti, che raccontano il mondo visto con occhi diversi, da latitudini diverse, è l’unico modo per aumentare la consapevolezza sugli effetti del digitali nella nostra società, positivi o negativi che siano.

A questo scopo rest of the world è una fonte informativa, di approfondimento, essenziale. Racconta di Tinder in Pakistan, di Telegram in Ucraina per il traffico di droga, dell’impatto del commercio elettronico in Africa.

Alcune di queste storie raccontano di come cambierà l’Italia di domani o di come altri paesi, che consideriamo poveri o pochi sviluppati, usino già il digitale in maniera più efficiente di quanto facciamo io e te.

Il sito è finanziato dalla figlia dell’ex presidente di Google. Il sito non sembra avere un’agenda, se non quella di raccontare il mondo con occhi diversi, senza problemi di far quadrare i conti, perché l’editore ha le spalle larghe e se lo può permettere.
Certamente da seguire.

rest of the world

La concorrenza nelle piattaforme di streaming musicale

Le piattaforme di streaming musicale sono il modo in cui centinaia di milioni di persone accedono alla musica oggi. Analizzarne gli aspetti che rendono competitivo questo mercato diventa interessante per inferire su come altri mercati basati su piattaforme digitali evolvono nel tempo e sugli effetti relativi alla concorrenza. Neanche a dirlo, i dati sul comportamento dell’utente sono fondamentali ai fini della fidelizzazione del cliente.

(altro…)

Voglia di Raspberry Pi 400

L’amico Alessandro ieri mi ha segnalato l’uscita del computer tastiera. Un Raspberry Pi 400. Un computer capace di riprodurre video in 4K, cosa che il mio Ultrabook del 2012 non è in grado di fare, ahime. Con il kit da 106 €, che comprende cavi, mouse e scheda di memoria da 16 Gb, puoi navigare online, vedere video in streaming, scrivere, per non dire programmare e molte altre cose. Sono veramente tentato dall’acquisto…

Raspberry Pi 400