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La ruota delle emozioni

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Adoro questa immagine. La trovo fantastica per l’esercizio che chiamo “inventario delle emozioni“. Fare un controllo periodico di come ti senti è importantissimo per aumentare la consapevolezza rispetto ai segnali che il nostro corpo ci manda.

Non ti senti bene? C’è una causa per questo malessere? Dare un nome a questa emozione, come aiuta a fare la ruota, è fondamentale. Parti dal centro e vai verso l’esterno del cerchio. Utile per comunicare con te stesso e con chi ti sta intorno.

Per promuovere la tua salute mentale, specialmente in un periodo non facile come quello che stiamo vivendo ora.

Dare un nome alle emozioni

Nuove regole per comunicare e lavorare bene

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Photo by Yogas Design

Concentrarsi su un nuovo progetto significa, per prima cosa, fissare nella propria agenda settimanale (e giornaliera) i blocchi di tempo necessari a portare avanti il progetto. Il passaggio successivo è difendere questi spazi dalle distrazioni. Come per le misure per contrastare la pandemia, più si adottano regole nette, semplici, facili da implementare, più si ha possibilità che le regole vengano rispettate. Nel caso in questione controllore e controllato sono la stessa persona, quindi vale ancor di più il concetto di regole semplici, che generano il minor attrito possibile nell’attuazione.

Tornato da due mesi ad avere uno smartphone ho capito qualche giorno che è giunto finalmente il momento di tornare ad avere delle regole per limitarne l’uso allo stretto indispensabile e alla vera utilità. Mi sono dati quindi dei limiti rispetto a tre fattori chiave, legati alla comunicazione interpersonale. Il fatto che siamo quasi tutti confinati e isolati ha fatto sì che l’uso di chat, email, telefonate sia aumentato nell’ultimo anno, per ovviare al desiderio di socialità. Non sono contro l’uso di nessuno di questi canali, anzi. Ognuno svolge una funzione e va usato per i benefici che apporta, consapevole però che sono io a usarli quando voglio e non chi comunica con me e a decidere quando interrompere il mio lavoro. Il tempo dedicato a creare, specialmente per chi ha un lavoro digitale creativo, va salvaguardato e protetto. Questo è quanto ho deciso di sperimentare. Adoro sperimentare.

(altro…)

Il nuovo progetto ha un nome: Saper imparare

Oggi finalmente mi sono deciso e ho registrato Saperimparare.it. Non c’è ancora nulla e neanche attivo il link, perché c’è poco da vedere. Voglio però segnare questa data con questo post. Da anni ormai ho deciso di rivolgere l’attenzione all’imparare qualcosa di nuovo ogni giorno, diventato il sottotitolo di Pandemia. L’anno scorso ho maturato l’idea che fosse giunto il momento di organizzare uno spazio in cui imparare insieme a chi mi legge. Non più uno canale unidirezionale, come un blog o un profilo social, ma uno spazio in cui i miei contenuti si affiancano ai contenuti di chi impara insieme a me.

Il nome mi è venuto sotto la doccia qualche settimana fa e mi sembra il più azzeccato, perché unisce il verbo in cui ruota intorno tutto, imparare, a sapere, che è sinonimo di conoscenza e in qualche modo allarga il concetto di imparare a imparare.

Ho ancora molto da lavorare prima di poter aprire e lanciare questo spazio, ma ormai è partito il conto alla rovescia. Ci aggiorniamo a presto per altre novità.

Photo by Matthias Heyde

Il mio bilancio dell’anno – 2020 ed.

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Analizzare l’andamento del proprio anno (year in review), ora che si avvia alla conclusione, è un esercizio fondamentale per:

  • ripercorrere ciò che è successo, senza giudicarsi e con onestà;
  • riflettere su cosa è andato bene e cosa è andato male, sugli errori e gli insuccessi, sulle vittorie e sulla crescita personale;
  • trarre delle lezioni per cominciare il nuovo anno, forti dell’esperienza acquisita e metabolizzata

Una visione completa comprende generalmente 9 aree di riferimento, che vado poi a dettagliare del mio bilancio dell’anno a seguire. Per approfondire il metodo e definire il tuo bilancio dell’anno ti rimando a un articolo che ho dedicato a tale scopo su Pandemia, nuova culla del concetto di “saper imparare”.

Le 9 aree di sviluppo del bilancio del proprio anno

Salute & forma fisica

Positività: Il 2020 è stato l’anno in cui ho consolidato alcune buone pratiche che mi hanno fatto stare in salute per quasi tutta la durata dell’anno. Le lezioni di yoga, la palestra fuori dal lockdown, l’esercizio casalingo in 7 minuti che ho ripreso nell’ultima settimana hanno contribuito a mantenermi tonico tutto l’anno. L’alimentazione vegana/vegetariana è diventata la normalità, senza alcuno sforzo, grazie anche all’abitudine ormai quotidiana di cucinare piatti sani secondo lo schema della dozzina del Dott. Greger. Sul piano mentale ho coltivato la meditazione e ultimamente l’ho inserita come prima cosa appena alzato la mattina. Il lockdown prima e il coprifuoco poi sono stati l’occasione per anticipare l’ora del sonno e l’ora del risveglio (22-6), con l’effetto di dormire regolarmente poco meno di 8 ore a notte. Sul piano della nutrizione non ho fatto grandi progressi, perché le buone abitudini c’erano già. L’ultima in ordine di tempo è non bere il tè verde a colazione, ma berlo almeno un’ora lontano dai pasti, per aumentare l’assorbimento del ferro che altrimenti viene inibito. Ultimo esperimento in ordine di tempo è il digiuno intermittente (16 ore consecutive senza mangiare, ogni giorno), che pratico da 3 giorni abbastanza facilmente: vedremo gli effetti tra qualche settimana.

Negatività: pur avendo metodo e determinazione, in alcuni momenti dell’anno non sono stato costante. Il periodo del lockdown ha fatto saltare lo schema della palestra e dello yoga e non sono riuscito a sostituirlo con l’esercizio casalingo, se non nel secondo lockdown soft di novembre. A marzo la mia salute mentale ha subito dei contraccolpi dalla prima fase della pandemia, ma sono riuscito a riprendermi in poche settimane già da aprile, riducendo il consumo di cronaca e notizie. L’estate è stato un gran periodo, ma non sono riuscito né ad andare a letto presto, né a meditare. Non ho ampliato il repertorio di ricette come avrei voluto, limitandomi a capitalizzare sulle ricette che ho acquisito nel corso del 2019, con poche nuove esplorazioni.

Per l’anno nuovo: L’obiettivo diventa quello di mantenere la pratica quotidiana di abitudini che contribuiscono enormemente al mio benessere fisico e mentale. La sfida è trovare il modo di conciliare questa esigenza con quella della socialità, quando dalla primavera saremo idealmente più liberi di uscire, di vedere amici e di tornare al cinema. Un’altra sfida è nel migliorare le ricette per ampliare e ottimizzare il tempo passato in cucina, pur restando nel solco della cucina vegana e totalmente sana.

Lavoro & affari

Positività: La Content è stato il soggetto con cui ho lavorato di più quest’anno e tramite loro ho scritto 12 post a pagamento per il blog di Compagnia Italiana. Questo mi ha permesso di dedicare tempo alla scrittura, approfondire temi che mi stanno a cuore – crescita personale, produttività, salute mentale, salute fisica, alimentazione sana – e generare dei ricavi. Ho lavorato part time come magazziniere e autista per un mese e mezzo e questa esperienza mi ha fatto capire ancora di più come il lavoro intellettuale che ho sempre svolto è da un lato un privilegio e dall’altro richiede un impegno creativo non sempre facile, ma che ripaga molto di più di tanti altri lavori, a parità di sforzo. Dall’autunno ho ripreso a pensare ai miei progetti personali digitali e ho cominciato a fare qualche passo in avanti decisivo, finalmente.

Negatività: Escluso La Content, per gran parte dell’anno non ho voluto concentrarmi sul lavoro, a vantaggio di altre sfere della mia vita personale. È stata una scelta consapevole, non subita, che in alcuni momenti ha creato un conflitto identitario: se non lavoro, chi sono? Sono stati momenti brevi. Un’altra criticità, come per la sezione precedente, è stata la mancanza di continuità. Ho ripreso a scrivere durante il lockdown, ma poi durante l’estate mi sono lasciato completamente andare. Ho ripreso a novembre, ma poi preso da mille idee da riprendere mi sono di nuovo perso.

Per l’anno nuovo: È arrivato il momento di lanciare i nuovi progetti su cui ragiono da un paio d’anni ormai e provare a vedere se il mercato è interessato a pagare per nuovi servizi. Questo significa trovare continuità nella scrittura, nella creazione di contenuti, nel tornare a fare networking, con la sfida di fare a meno dei social network dominanti. So cosa voglio, so cosa devo fare, lo devo fare. Il punto critica sarà, ancora una volta, trovare un equilibrio tra benessere personale, socialità e tempo dedicato al lavoro. Per molto tempo mi sono abituato a pensare a me prima di ogni altra cosa. La nuova sfida diventa mantenere questo benessere, aumentando l’energia e il tempo dedicati al lavoro.

Famiglia & vita personale

Positività: Considerando quello che è successo in Italia e nel mondo quest’anno, devo considerare una positività il mantenimento dello status quo, nella salute e nei rapporti familiari. Cosa da non dare per scontata, perché non lo è stato per tutti, anzi.

Negatività: Dovrei dedicare più tempo ai rapporti con alcuni membri della famiglia, che ho un po’ trascurato rispetto a quanto sarebbe necessario per il loro benessere psicofisico, per ragioni che non voglio trattare qua per questioni di privacy. Ci sono delle questioni irrisolte che avrei voluto risolvere e che, purtroppo, non ho risolto. Non sono stato costante e ciò è motivato anche dalle restrizioni per il COVID-19 che non hanno certo giovato.

Per l’anno nuovo: Ciò che devo trovare è un terreno diverso su cui intrattenere le relazioni familiari. Trovare momenti diversi da quelli soliti per passare tempo insieme in allegria e leggerezza, al di là degli obblighi e delle incombenze.

Amici e socialità

Positività: Forse è l’ambito che mi ha dato più soddisfazioni quest’anno. Il 2019 è terminato con un po’ di amarezza e l’inizio del 2020 mi ha spinto a tornare online a cercare amici, dopo aver evitato questa modalità di interazione per motivi di vario tipo. Nonostante il lockdown primaverile e le limitazioni nel resto dell’anno, quest’anno ho trovato molti nuovi amici, ho fatto con loro nuove esperienze che mi hanno permesso di esprimere me stesso oltre quanto possa essermi espresso negli ultimi anni. Allo stesso tempo mi sono sentito più connesso e molto meno solo. Un anno straordinario.

Negatività: In alcuni momenti dell’anno ho ecceduto. Il tempo dedicato alle relazioni e alla socialità ha tolto tempo al lavoro e in parte alla famiglia. Mi ha distratto da impegni più pressanti che avrei dovuto svolgere, anche se ciò non ha provocato danni gravi. Ho capito che parte di questo tempo non ha avuto il ritorno che avrei sperato potesse avere e alcune di queste esperienze avrei anche potuto fare a meno di farle, ma è facile fare queste considerazioni a posteriori. Più difficile quando ci sei dentro.

Per l’anno nuovo: Trovare un nuovo bilanciamento tra socialità, benessere psicofisico, lavoro e famiglia. Questa è la vera sfida, che è trasversale a vari ambiti della mia vita. Vorrei che il 2021 fosse come il 2020, ma poi non avrei abbastanza risorse per investire nel futuro. Quest’anno sarà un anno di consolidamento: più tempo passato con gli amici che ho acquisito e meno tempo a cercarne di nuovi. Di fatto è ciò che ho cominciato a fare già dalle ultime settimane del 2020.

Conoscenza e apprendimento

Positività: Questo è un altro ambito in cui ho investito molto, con ampie soddisfazioni. Durante il lockdown ho scoperto Roam Research (da cui sto scrivendo questo articolo) che mi ha permesso di organizzare meglio il mio pensiero e le informazioni da trasformare in conoscenza. Ho completato un paio di corsi su Coursera, dopo che ne avevo iniziati tanti e finito nessuno. Ho sperimentato nuovi metodi per imparare, anche per trasmetterli ad altre persone. Ho ripreso ad avere uno smartphone da meno di un mese e questo mi ha permesso di tornare ad ascoltare i podcast con più regolarità e coglierne ispirazione per libri da leggere, concetti da approfondire e altro. Ho anche scoperto Ness Labs e la sua community, a cui mi sono iscritto a novembre per fare un corso. Probabilmente questa scoperta si è rivelata la più importante dell’anno in assoluto, in questo ambito e non solo.

Negatività: Ho perso un po’ di continuità nella lettura. A giugno, settembre e ottobre ho letto pochissimo (rispetto ai miei standard) e durante tutta l’estate imparare e studiare non sono state priorità, a vantaggio della socialità, che mi ha permesso per altro di imparare sotto altri punti di vista. Negatività relativa quindi.

Per l’anno nuovo: Devo trovare il modo di leggere di più, perché avrò voglia e bisogno di sviluppare idee per me e per altri/clienti. Le idee di progetti su cui sto lavorando includono lo studiare e i leggere come tempo lavoro, quindi credo che non sarà un obiettivo difficile da raggiungere. Devo consolidare il metodo del thinking buddy e della weekly review, provando anche sistemi più semplici.

Viaggi & cultura

Positività:Ho poco da dire, considerando che ho fatto solo due viaggi nell’arco di 12 mesi: uno per lavoro a Bolzano per 48 ore e uno in montagna per 3 giorni dopo ferragosto. Entrambi mi hanno permesso di cambiare aria e sono stati positivi, anche se in modi diversi tra loro. Ho conosciuto turisti in vacanza a Senigallia questa estate e uno scambio culturale c’è stato. Altro scambio dentro la community internazionale di Ness Labs, anche se il tutto mediato dagli schermi.

Negatività: Viaggi quasi a zero, rispetto alle mie abitudini. Zero visite a musei e mostre. Il COVID-19 ha azzerato o quasi il valore aggiunto dei viaggi e della cultura quest’anno. Se dentro cultura mettiamo però libri e film, il bilancio non è così negativo, anche se non sono potuto andare al cinema per quasi metà dell’anno e ho letto meno della media degli ultimi anni.

Per l’anno nuovo: L’incognita è quanto durerà la pandemia, almeno nella fase acuta attuale. Direi che un approccio prudente è di stare a vedere che succede, armati di calma e pazienza. Sviluppare gli stimoli culturali a casa per quello che è possibile, con libri e film presi dalla rete.

Passioni & creatività

Positività: Non ho hobby particolari, se non forse quello della cucina, comunque legato alla salute e alla socialità. Ho consolidato l’abitudine di cucinare e questo è l’aspetto positivo. Non ho coltivato molto la creatività, anche se ho fatto un corso dove ho cominciato ad applicare il concetto delle mappe mentali, quindi qualche passo l’ho fatto.

Negatività: Ho fatto pochissimo giardinaggio, quando nel 2019 mi aveva dato delle soddisfazioni. Ho cucinato meno e con minore varietà rispetto all’anno scorso, venendo meno la possibilità di cucinare per gli amici. Non ho scritto e condiviso online come ho fatto tanti altri anni, ma ho curato maggiormente gli spazi personali, quindi ho comunque bilanciato in qualche modo.

Per l’anno nuovo: Più cucina, nuove ricette e, speriamo con il superamento della fase acuta, anche il ritorno a cucinare per gli amici. Intanto posso fare qualche esperimento e fare un’opera di ricerca, per essere pronto quando sarà possibile rivedersi intorno a un tavolo e un buon piatto. Sul giardinaggio ho degli ostacoli che prima devo superare, ma non è escluso che trovi il modo.

Emozioni & spiritualità

Positività: Ho meditato. Ho curato l’autoriflessione con il journal e le pagine del mattino, per quasi tutto l’anno, con grandi benefici sul mio stato di salute mentale e sul rapporto con le mie emozioni. Difficilmente mi sono arrabbiato e ho mantenuto un approccio stoico alla vita. Sul piano della spiritualità ho coltivato poco questo aspetto della mia vita, anche se le lezioni di yoga e un libro hanno dato qualche stimolo in più.

Negatività: Non mi sono impegnato abbastanza. So che è una componente della mia vita su cui sono e resto carente e il 2020 non ha dato una svolta decisa nella direzione giusta. C’è da registrare questo stato e vedere come andare avanti.

Per l’anno nuovo: Continuare a usare gli strumenti per mantenere un buon rapporto con me stesso e con le mie emozioni. Provare a cogliere qualche stimolo in più per espandere la mia sfera spirituale, anche con lo yoga, quando sarà possibile riprendere le lezioni in presenza.

Soldi & finanza personale

Positività: Sono rimasto a galla e non è poco in un anno simile. Il mio tesoretto è rimasto pressoché intatto. Ho sviluppato qualche ricavo extra da un’attività che non avevo neanche immaginato fino alla metà dell’anno, anche con un piccolo investimento che si è rivelato fruttuoso. Ciò ha bilanciato parzialmente l’investimento nel futuro (con ricavi zero in questa fase di avviamento) che ho fatto per buona parte del mio tempo lavoro. Non ho debiti. Non ho affitti. Continuo a essere misurato nello stile di vita e quindi nelle uscite.

Negatività: Non ho potuto trovare risorse per il mio fondo pensione privato, né per nuovi investimenti sul lungo termine. Il reddito generato quest’anno è forse il secondo più basso da quando lavoro come consulente indipendente, ma lo sapevo. Dovrei seguire di più i miei investimenti e probabilmente farli rendere qualcosa in più.

Per l’anno nuovo: Devo tornare a seguire ricavi e investimenti con maggiore presenza, lanciare i nuovi progetti digitali per generare ricavi ricorrenti, che all’inizio saranno gioco forza limitati. Il 2021 resta un anno di investimento su me stesso con ricavi limitati. Posso tranquillamente affrontare un altro anno simile, ma ho bisogno di seminare e coltivare più di quanto abbia voluto nel 2019 e nel 2020.

Conclusione

Questo esercizio permette di guardarsi indietro per andare avanti. Tempo ben investito, perché dall’esperienza e dalla consapevolezza si può imparare molto.

Sperimenta il metodo che ho utilizzato per scrivere questo articolo e in 30 minuti ti permetterà di creare lo scheletro di un bilancio simile al mio, non necessariamente per scriverne poi un articolo. Se poi pubblichi anche tu un bilancio, lasciami il link nei commenti. Lo leggerò con interesse perché si può imparare tanto anche dalle esperienze altrui.

Crea il tuo bilancio dell’anno

Photo by Greg Rakozy

La mia antibiblioteca e come crearne una

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antibiblioteca

Da anni, con l’avvento degli ebook, combatto con un dualismo interno infinito. Da un lato cerco di dedicare tanto tempo alla lettura, per espandere il più possibile la conoscenza sui temi che mi appassionano, finendo per aggiungere alla mia biblioteca personale più libri di quanto possa umanamente leggere nellì’arco della mia vita. Dall’altro credo nell’idea di liberarsi degli oggetti inutili e superflui, fisici o digitali: perché tenere 10 magliette che non hai usato nell’arco di un anno? Perché tenere quindi, nella biblioteca digitale, libri a bassa priorità che sai che non leggerai per anni o forse mai?

Finalmente sono venuto a patti con me stesso e ho trovato la ragione per tenere i libri che mi interessano e che so che difficilmente leggerò: per costruirmi un’antibiblioteca!

L’idea dell’antibiblioteca

L’idea dell’antibiblioteca nasce da Umberto Eco e dalla sua collezione di oltre 30.000 libri (fisici). Il concetto viene poi ripreso da Nicholas Nassim Taleb nel Cigno nero.

Umberto Eco appartiene a un raro genere di studiosi enciclopedici, perspicaci e per niente noiosi. Possiede un’ampia biblioteca personale (di trentamila volumi) e classifica i visitatori di tale biblioteca in due categorie: coloro che reagiscono dicendo: «Caspita, professor Eco, che biblioteca! Li ha letti tutti questi libri?», e una piccola minoranza che capisce che una biblioteca personale non è un’appendice del proprio Io, ma uno strumento di ricerca. I libri non letti sono molto più preziosi di quelli letti. Una biblioteca dovrebbe contenere tutti i libri su argomenti sconosciuti che i nostri mezzi finanziari, le rate del mutuo e le difficoltà del mercato immobiliare ci consentono di acquistare. Via via che avanziamo nell’età accumuliamo più conoscenze e più libri, e i libri non letti che ci guardano minacciosi dagli scaffali sono sempre più numerosi. Anzi, più si conosce e più si allungano gli scaffali dei libri non letti. Chiamiamo l’insieme di tali libri «antibiblioteca». Siamo portati a trattare la conoscenza come una proprietà privata da proteggere e difendere. È un ornamento che ci permette di avanzare nell’ordine gerarchico.

Nicholas Nassim Taleb in Il cigno nero

La mia impostazione minimalista mi ha sempre fatto dubitare di questo concetto, ma alla fine ho cambiato idea e ho deciso di abbracciarlo, perché ha molto senso. Ancora di più con il digitale, considerando che non c’è da fare i conti col mutuo, come dice Umberto Eco, nel creare una biblioteca di libri non letti. I libri digitali costano la metà di quelli cartacei e c’è sempre il modo di scaricarli gratis, per valutarne il contenuto, prima di comprarli e leggerli.

Ho capitolato all’idea dell’antibiblioteca con l’ultimo stimolo di Anne-Laure Le Cunff Ness Labs e con la collezione di Brendan Schlagel e il suo sito Antilibraries. Il concetto chiave da afferrare è il rapporto tra ignoranza e conoscenza.

Il rapporto tra conoscenza e ignoranza, tra libri letti e libri non letti

Ignoranza

L’ignoranza è la normalità, non l’eccezione. Dovremmo considerare anomala la conoscenza, piuttosto.

Antonio Sgobba

Questa citazione è presa da un libro di Antonio Sgobba, tutto dedicato al tema dell’ignoranza. Durante il lockdown primaverile ho letto anche Piccolo manifesto in tempi di pandemia, dove ho trovato una considerazione che unisce l’ignoranza alla mindfulness.

Come in tutte le situazioni complesse, dobbiamo convivere con un non-sapere strutturale che non è ignoranza, ma un’esigenza per lo sviluppo di ogni conoscenza. Non si tratta quindi di pensare al giorno che verrà, vivendo il presente come una semplice parentesi. La nostra vita si svolge oggi.

Piccolo manifesto in tempi di pandemia

L’antibiblioteca espande l’ignoranza – i libri non li abbiamo ancora letti e forse non li leggeremo mai – ma allo stesso tempo espande la conoscenza.

Conoscenza

L’antilibreria ha il pregio di popolarsi di libri che abbiamo filtrato e selezionato, sui temi che ci interessa approfondire e che ci appassionano. Non sono libri presi in blocco in un negozio di seconda mano senza sapere neanche cosa c’è dentro. Quella è spazzatura, non un’antibiblioteca.

Il circondarsi di libri selezionati non ancora letti, meglio se digitali così non occupano spazio fisico, è un modo per espandere la conoscenza dei titoli che vale la pena leggere sui temi che ti interessano. L’obiettivo è sapere che questi libri esistono e averli a portata di mano, perché al momento giusto li possiamo aprire e leggerli. Sì, il concetto non è immanente ai libri. L’antibiblioteca comprende libri che non abbiamo ancora letto, ma nessuno ci impedisce di prendere un libro e leggerlo, per farlo passare così nella biblioteca.

Come costruire un’antibiblioteca

Cura di contenuti

Un’antibiblioteca è una biblioteca personale a tutti gli effetti. I libri che contiene ne sono entrati a far parte in maniera non casuale. Li devi aver selezionati in qualche modo:

  • Te li ha consigliati un amico che te li ha proposti per un motivo preciso
  • Li hai visti segnalati da un esperto in un articolo/newsletter/video/podcast, su un argomento che ti appassiona
  • Li hai trovati citati all’interno di un libro che hai letto e valutato positivamente

Divisione per temi

L’antibiblioteca è strutturata per temi o parole chiave, perché l’obiettivo è catalogare il non sapere nel modo più efficace, così da poter riprendere il libro catalogato al momento del bisogno.

La mia antibiblioteca si compone già di circa 5000 titoli digitali. Come tutte le antibiblioteche che si rispettino, continua a crescere di giorno in giorno. Ciò che devo fare (e questo articolo è uno stimolo in tal senso) è catalogarli e aumentare la conoscenza dei confini della mia ignoranza. Poi c’è l’ignoranza su cosa non sai, ma quello è un mare magnum tendente a infinito su cui si può far poco.

Un’antiblioteca in costruzione, in pubblico

Ho pensato che la catalogazione della mia antiblioteca poteva diventare utile anche per chi mi segue ed è appassionato a ciò che mi appassiona. Per questo ho deciso di creare non una, ma tre antibiblioteche, una per ognuno dei miei attuali progetti:

  • su Lucaconti.it: L’antibiblioteca non ha un filo conduttore, ma comprende tutto cilò che mi interessa
  • su Equilibrio digitale: il tema è l’uso consapevole della tecnologia, sul piano personale e sul piano sociale.
  • su Pandemia.info sto studiando un percorso sul tema del “saper imparare” e questo sarà il tema sviluppato.

Tutte e tre le pagine saranno aggiornate con nuovi titoli, mano a mano che riuscirò a catalogare i libri che ho già e che ne inserirò di nuovi.

Non ti resta che visitare le antibiblioteche e creartene una tua. Se hai qualche titolo da suggerire, i commenti sono aperti per un tuo contributo. Sarebbe un regalo prezioso se mi volessi suggerire almeno un titolo, comprensivo del tema che tratta e di perché dovrei leggerlo. Grazie!

Photo by Lysander Yuen