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personale

Riflessioni fuori stagione

La consapevolezza di avere valori, abitudini, comportamenti diversi e lontani dalla massa è qualcosa che ho sviluppato negli anni. Probabilmente è qualcosa che fa parte di me, del mio modo di affrontare la vita, di vedere il mondo, di relazionarmi con gli altri. L’essere diverso non mi genera disagio: lo prendo come un dato acquisito su cui non ci sono domande da porre o alternative da valutare. Così è. Così sono. Punto.

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La premessa è per dire che sono stato in viaggio a maggio, a giugno e lo sarò ancora a settembre e ottobre, ma non a luglio, non ad agosto e neanche in queste settimane centrali del mese, quando la narrazione dominante è che tutti siano in ferie (o che chi non lo è, in realtà non stacca mai dal proprio lavoro, considerandolo la propria vita. L’assenza di sollecitazioni, come in altri periodi dell’anno in cui il … Continua a leggere

Gli obiettivi di 13 anni fa e i risultati raggiunti

Grandissimi spunti dai post pubblicati oggi anni fa. Non mi limito a linkarli, ma preferisco commentarli, perché le riflessioni sono varie.

Innanzitutto 14 anni fa mi intervistava Robin Good. Leggendo ciò che ho detto, posso dire di aver fatto un bel salto in avanti. Coerente con gli obiettivi e puntuale nel perseguirli, almeno in buona parte.

Parto dal primo obiettivo: un ritmo di vita meno stressante. Per quanto faccia delle cose che mi piacciono, mi piacerebbe farle trovando un sistema che mi garantisse un maggiore tempo da dedicare a me stesso. Effettivamente in questo momento ne ho meno di quanto vorrei.

In prospettiva mi piacerebbe invece applicare qualcosa che ho letto sul famoso libro che insegna a lavorare quattro ore alla settimana, non ambisco a tanto, mi accontenterei anche di lavorare dieci ore alla settimana, ma l’obiettivo che voglio raggiungere è quello di viaggiare di più e di lavorare

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Primo su Google, 16 anni fa

Segno dei tempi (= algoritmi) che cambiano, 16 anni fa lasciavo una traccia, compiaciuto, sul fatto che cercando luca su Google, il primo risultato fosse il mio blog. Oggi, ovviamente non è più così. Non perché Pixar ha distribuito un film d’animazione col mio stesso nome, ma perché Google ha cambiato la propria ricetta migliaia di volte nel frattempo, cambiando i parametri di valutazione.

Se la prima era dei blog e dei blogger, cavalcata quasi inconsapevolmente dal sottoscritto, è nata ed è durata per qualche anno, il merito è tutto di Google e, a cascata, chi ne ha saputo approfittare. Quel che si dice trovarsi al posto giusto, al momento giusto. Oggi, replicando le stesse azioni, tutto l’insieme della blogosfera non avrebbe la stessa visibilità. Allo stesso modo altri soggetti hanno saputo essere sulla piattaforma giusta al momento giusto e l’algoritmo della stessa piattaforma li ha premiati e oggi … Continua a leggere

Riflessioni sul lavoro

A volte mi chiedo se mai riuscirò a inserirmi nel mondo del lavoro in maniera stabile e ordinaria. Sì, in questi due anni ho coltivato alcune collaborazioni e sono contento di questo. Mi permettono di generare un minimo di reddito che mi permette di pagare le bollette (pay the bills, come dicono gli americani). Ho avviato dei progetti personali in cui investo tante energie, ma non mi generano reddito e non so se mai lo genereranno. Per un semplice motivo: preferisco spendere del tempo in più per il mio benessere psicofisico, rinunciando allo sviluppo dei progetti e al denaro. Lo so, sono privilegiato, me lo posso permettere, ma è anche vero che il mio privilegio è anche il frutto di scelte consapevoli. Sono single, non ho figli, ho una casa di proprietà che non mi è stata regalata. Faccio a meno di tante cose che sono considerate ordinarie per molti, … Continua a leggere

Le medicine le compro domani

“L’ultima paziente della giornata ha quasi novant’anni, soffre di asma e polmonite, ha dolori alle articolazioni e alle anche, e molto altro, eppure non ha ancora ritirato le sue medicine. Le chiedo perché, e lei risponde: «Sa, di colpo mi è venuta a noia ogni cosa, tutte queste pastiglie, la coda infinita in farmacia, tutti quei vecchietti. In farmacia mi vengono addosso con i loro deambulatori e non chiedono neanche scusa. Così sono andata in profumeria e mi sono comprata una nuova crema per il viso. Le profumerie mi piacciono molto di più. Odorano di buono, e le signorine dietro al bancone sono sempre curate e gentili.» «Ma lei deve…» «Sì, sì, lo so. Vado a prenderle oggi. C’è sempre così tanto da fare, e poi comunque tra poco morirò. Ho deciso di non superare i novantadue anni. Basta così. A proposito, mi sa che adesso me ne andrò in

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