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personale

La settimana 12/2022

Finalmente è arrivata la primavera e si vede: la mia produttività è scesa ai minimi dell’anno, ma sono molto indulgente con me stesso. Carpe diem è il mio motto ormai da molto tempo. Non è un motto, ma uno stile di vita. Stile di vita che ho messo in pratica, lavorando sulla mia tintarella già ora, approfittando di un sole forte e del mio appartamento che si presta a creare un mini effetto serra nella mezza stagione. Ho letto molto e ho ascoltato meno audiolibri, poco ispirato da ciò che ho trasferito sul mio smartphone. Un paio di passaggi al cinema. Un paio di momenti sociali. Soprattutto ho prenotati gli spostamenti per due viaggi, entrambi con una tappa all’estero e con una nuova bandierina. Sono entusiasta!… Continua a leggere

Riflessioni sul lavoro

A volte mi chiedo se mai riuscirò a inserirmi nel mondo del lavoro in maniera stabile e ordinaria. Sì, in questi due anni ho coltivato alcune collaborazioni e sono contento di questo. Mi permettono di generare un minimo di reddito che mi permette di pagare le bollette (pay the bills, come dicono gli americani). Ho avviato dei progetti personali in cui investo tante energie, ma non mi generano reddito e non so se mai lo genereranno. Per un semplice motivo: preferisco spendere del tempo in più per il mio benessere psicofisico, rinunciando allo sviluppo dei progetti e al denaro. Lo so, sono privilegiato, me lo posso permettere, ma è anche vero che il mio privilegio è anche il frutto di scelte consapevoli. Sono single, non ho figli, ho una casa di proprietà che non mi è stata regalata. Faccio a meno di tante cose che sono considerate ordinarie per molti, … Continua a leggere

Le medicine le compro domani

“L’ultima paziente della giornata ha quasi novant’anni, soffre di asma e polmonite, ha dolori alle articolazioni e alle anche, e molto altro, eppure non ha ancora ritirato le sue medicine. Le chiedo perché, e lei risponde: «Sa, di colpo mi è venuta a noia ogni cosa, tutte queste pastiglie, la coda infinita in farmacia, tutti quei vecchietti. In farmacia mi vengono addosso con i loro deambulatori e non chiedono neanche scusa. Così sono andata in profumeria e mi sono comprata una nuova crema per il viso. Le profumerie mi piacciono molto di più. Odorano di buono, e le signorine dietro al bancone sono sempre curate e gentili.» «Ma lei deve…» «Sì, sì, lo so. Vado a prenderle oggi. C’è sempre così tanto da fare, e poi comunque tra poco morirò. Ho deciso di non superare i novantadue anni. Basta così. A proposito, mi sa che adesso me ne andrò in

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Un nuovo Luca Conti, tre anni dopo

Tre anni fa scrivevo un lungo post in cui annunciavo alla mia rete di contatti professionali che un cambiamento radicale era in corso. Non mi sarei più occupato di social media marketing, non avrei scritto libri di web marketing, non avrei insegnato sulle stesse materie. Croce sopra. Immaginavo anche un possibile percorso. Com’è andata?

Non è andata come potevo immaginare in quel momento. Mi sembrava una nuova strada quella del rapporto con le aziende per sviluppare iniziative di corporate social responsibility. Avevo sottovalutato il fatto di essere diventato allergico alla parola corporate. Quella strada non è stata quindi per niente battuta. Zero totale. Ho provato a immaginare uno sviluppo del filone relativo alla consapevolezza nell’uso della tecnologia e ho anche fatto un percorso con un coach, ma il risultato è stato insoddisfacente: non ci ho creduto fino in fondo perché i segnali che ricevevo e che ricevo è che il … Continua a leggere

Il cerchio dell’amicizia

Sono finalmente arrivato al capitolo di Friends, libro scritto da Robin Dunbar, famoso per il numero di Dunbar, appunto, 150. 150 è il numero di amici che una persona può avere, per poter dedicare loro attenzione e tempo tali da considerare questi amici. Quelli eventualmente in più sono conoscenti a vario titolo, non amici. Ogni riferimento a social network è puramente causale.

Al di là di 150 è interessante riflettere sui cerchi e sui loro significati. Un modo di definire il livello è la confidenza, l’intimità: quanto ti senti libero di esprimerti con l’amico in questione. Un altro criterio è la frequenza di contatto:

  • Close friends: 1 volta a settimana;
  • Best friends: 1 volta al mese
  • Good friends: 1 volta ogni 6 mesi
  • Friends: 1 volta l’anno

Da queste ultime considerazioni ho capito il perché della mia insoddisfazione rispetto alla mia cerchia di amicizie: li vedo … Continua a leggere