Vai al contenuto

Archivio:

personale

Le medicine le compro domani

“L’ultima paziente della giornata ha quasi novant’anni, soffre di asma e polmonite, ha dolori alle articolazioni e alle anche, e molto altro, eppure non ha ancora ritirato le sue medicine. Le chiedo perché, e lei risponde: «Sa, di colpo mi è venuta a noia ogni cosa, tutte queste pastiglie, la coda infinita in farmacia, tutti quei vecchietti. In farmacia mi vengono addosso con i loro deambulatori e non chiedono neanche scusa. Così sono andata in profumeria e mi sono comprata una nuova crema per il viso. Le profumerie mi piacciono molto di più. Odorano di buono, e le signorine dietro al bancone sono sempre curate e gentili.» «Ma lei deve…» «Sì, sì, lo so. Vado a prenderle oggi. C’è sempre così tanto da fare, e poi comunque tra poco morirò. Ho deciso di non superare i novantadue anni. Basta così. A proposito, mi sa che adesso me ne andrò in

Continua a leggere

Un nuovo Luca Conti, tre anni dopo

Tre anni fa scrivevo un lungo post in cui annunciavo alla mia rete di contatti professionali che un cambiamento radicale era in corso. Non mi sarei più occupato di social media marketing, non avrei scritto libri di web marketing, non avrei insegnato sulle stesse materie. Croce sopra. Immaginavo anche un possibile percorso. Com’è andata?

Non è andata come potevo immaginare in quel momento. Mi sembrava una nuova strada quella del rapporto con le aziende per sviluppare iniziative di corporate social responsibility. Avevo sottovalutato il fatto di essere diventato allergico alla parola corporate. Quella strada non è stata quindi per niente battuta. Zero totale. Ho provato a immaginare uno sviluppo del filone relativo alla consapevolezza nell’uso della tecnologia e ho anche fatto un percorso con un coach, ma il risultato è stato insoddisfacente: non ci ho creduto fino in fondo perché i segnali che ricevevo e che ricevo è che il … Continua a leggere

Il cerchio dell’amicizia

Sono finalmente arrivato al capitolo di Friends, libro scritto da Robin Dunbar, famoso per il numero di Dunbar, appunto, 150. 150 è il numero di amici che una persona può avere, per poter dedicare loro attenzione e tempo tali da considerare questi amici. Quelli eventualmente in più sono conoscenti a vario titolo, non amici. Ogni riferimento a social network è puramente causale.

Al di là di 150 è interessante riflettere sui cerchi e sui loro significati. Un modo di definire il livello è la confidenza, l’intimità: quanto ti senti libero di esprimerti con l’amico in questione. Un altro criterio è la frequenza di contatto:

  • Close friends: 1 volta a settimana;
  • Best friends: 1 volta al mese
  • Good friends: 1 volta ogni 6 mesi
  • Friends: 1 volta l’anno

Da queste ultime considerazioni ho capito il perché della mia insoddisfazione rispetto alla mia cerchia di amicizie: li vedo … Continua a leggere

Ritorno alla vita

Oggi è stato il primo giorno, dopo tre settimane, in cui mi sono risvegliato a casa mia, dopo aver dormito la prima notte a casa. Il COVID-19 è sconfitto e tutta la famiglia è in recupero, guarita Sono state settimane difficili, non solo sul piano della salute fisica, ma anche per quella mentale. Non voglio aggiungere un’altra storia di guarigione alle tante già raccontate. Ciò su cui mi voglio soffermare è la strana sensazione del dopo.

man standing in front of the window
Credit
Continua a leggere

Una settimana in prima linea contro il COVID-19

Con l’Italia che supera ufficialmente il dato di un italiano su 20 contagiato – quanti saranno in realtà? Il doppio? – potevo non essere coinvolto in qualche modo col virus? Dire che me l’aspettavo, prima o poi, è facile. Non avrei immaginato a distanza di un anno dall’inizio di tutto di essere in quarantena asintomatico, a prendermi cura della mia famiglia, tutta positiva. Sì, il mio status è al momento incerto. Avrò anch’io il virus? Da protocollo, essendo asintomatico, devo attendere i 10 giorni dall’ultimo contatto stimato per poter fare il tampone molecolare e sapere i prossimi passi.… Continua a leggere