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Russia

Incrociare la storia quando meno te l’aspetti

Sono a Erevan, Armenia, mentre scrivo queste parole. Per una serie di coincidenze sfortunate (tra la truffa e l’incapacità), nonostante abbia prenotato per tempo un appartamento risultato poi fantasma, mi sono trovato a dover dormire in un ostello per due notti. Me ne restano tre.

Ho dovuto anche cambiare ostello, perché nel primo ho prenotato una notte e per i giorni seguenti non c’era alcuna disponibilità. Nel primo ostello ho dormito in una stanza con due letti, il secondo occupato da un 22enne russo, studente di medicina a Erevan, con le lezioni appena cominciate. La prima cosa che mi racconta è che sono la prima persona con cui parla in inglese in un contesto che non sia una lezione e si preoccupa che lo possa capire. Parla con un forte accento, ma lo capisco benissimo. Continua raccontandomi le vicende che avevo intravisto sulle pagine dei giornali italiani soltanto il giorno … Continua a leggere

Non vogliamo fare sacrifici

L’Economist, lo dico da anni, è una lettura sempre ricca di riflessioni. L’opinione sull’Europa, Charlemagne, questa settimana scrive, a proposito della riduzione della dipendenza dal gas russo:

The absence of such measures reflects three factors. The first is that Europe may not truly be committed to weaning itself off Russian hydrocarbons. More storage of gas at EU level, as looks likely to be agreed, could dent Russia’s stranglehold on Europe. Some might think that will solve the problem, at least if the war ends soon. Keeping the option, if not the necessity, of importing Russian gas would avoid a painful pivot away from cheap power.

Second, energy is a politically toxic topic. The mere mention of speed limits or dearer petrol triggers accusations of urban politicians ignoring the plight of car-dependent provincial folk. Spanish farmers are protesting about energy prices. France’s president, Emmanuel Macron, wants no more gilets

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La Russia di Putin

Adelphi ha ripubblicato in digitale una nuova edizione di La Russia di Putin di Anna Politkovskaya, pubblicato in russo nel 2004, di nuovo in libreria dal 14 Marzo prossimo.

Mi sembra un dovere, in questo momento storico, ricordare chi è Putin, ricorrendo ai libri. Ieri, davanti al caminetto virtuale, ne ho letto il 40%, dedicato a raccontare i crimini di guerra della Seconda guerra in Cecenia, da parte dell’esercito russo, con ovvia copertura da parte dei vertici militari e dello stato. Già allora Anna Politkovskaya – assassinata poi nel 2006 – illustrava come Putin avesse allora infiltrato membri del FSB (ex KGB) a tutti i livelli di governo, per godere di massima fedeltà.

Chi spera nel rovesciamento interno di Putin temo dovrà continuare a illudersi ancora a lungo.

La Russia non è una democrazia. Il potere giudiziario, come si evince da episodi raccontati con dovizia di particolari nel … Continua a leggere