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Il mio prossimo smartphone

In questi giorni sono 10 mesi che non ho uno smartphone, sostituito brillantemente da un telefono a tastiera e un iPod Touch (Wi-Fi) che avevo già. L’unico servizio che mi è mancato in questi mesi è stato il blocco automatico delle chiamate da numeri sgraditi. Ho preso l’abitudine a non usare WhatsApp e, piano piano, tutti i miei contatti, vecchi e nuovi, hanno capito. Abbiamo continuato a comunicare con Telegram (da desktop), email, SMS e telefonate. Fuori di casa non ho alcuna tentazione di prendere lo smartphone in mano, non ricevo notifiche di nulla, non devo rispondere a nessuno. Chi ha urgenti comunicazioni mi chiama o mi manda un SMS. Tutto il resto attende che io torni a casa e in 10 mesi è andato tutto liscio. In un paio di occasioni mi avrebbe fatto comodo un navigatore, ma ho supplito con il telefono. La vita continua come Continua a leggere

Intervista al pentito dei social

Segue il testo dell’intervista realizzata da Giovanni Panettiere al sottoscritto, per Quotidiano nazionale, sul tema del capitalismo della sorveglianza, posizione geografica condivisa attraverso lo smartphone e temi legati alla privacy. Ho lasciato che mi venisse attribuito il ruolo di pentito dei social, anche pentito veramente non sono, per un motivo: quando ho aperto questo blog e mi sono iscritto alle varie piattaforme, i modelli di business erano ancora sconosciuti a chi poi ha avuto la brillante idea di creare il capitalismo della sorveglianza. Tra l’altro l’intervista è stata una ottima occasione per segnalare un libro che merita: Il capitalismo della sorveglianza. Grazie a Matteo Massi, autore del pezzo a fianco dell’intervista per aver pensato a me per l’intervista.… Continua a leggere

Resistenza al cambiamento, da chi non te lo aspetti

Whenever one person in a family system starts to make changes, even if the changes are healthy and positive, it’s not unusual for other members in this system to do everything they can to maintain the status quo and bring things back to homeostasis. If an addict stops drinking, for instance, family members often unconsciously sabotage that person’s recovery, because in order to regain homeostasis in the system, somebody has to fill the role of the troubled person. And who wants that role? Sometimes people even resist positive changes in their friends: Why are you going to the gym so much? Why can’t you stay out later? you don’t need more sleep! Why are you working so hard for that promotion? You’re no fun anymore!

Maybe you should talk to someone – Lori Gottlieb

Maybe you should talk to someone è un libro con ottimi spunti sulla psicoterapia, scritto da … Continua a leggere

Vivere senza smartphone – Day 20

A che serve lo smartphone? Non è una domanda provocatoria, ma una domanda vera. A che serve? Come tutte le comodità include un prezzo da pagare. La comodità di avere sempre con sévari servizi (musica, notizie, messaggi, email, motore di ricerca, libri, videocamera, orologio) comporta il dover essere online, far sapere di essere raggiungibile di fatto in ogni momento, condividere con alcuni servizi la propria posizione geografica, rinunciare a parte della propria privacy.… Continua a leggere

Vivere senza smartphone – Day 12

Sono già passati 12 giorni dal momento in cui lo schermo del mio smartphone ha smesso di funzionare. Ho avuto fino a ora un problema che non sono riuscito a risolvere: le misure di sicurezza della mia banca online che prevedono l’invio di una notifica di sicurezza sull’app della banca per diverse operazioni, incluso il download dell’estratto conto, che non posso fare per telefono. Ho reagito in modo piuttosto zen, anche se l’operatività con il vecchio sistema di SMS PIn non è stata ancora ripristinata.

Riesco ancora a tenere i contatti via web con gli amici che usano WhatsApp e quando ho voglia di condividere privatamente qualche foto, la scatto con la reflex e la carico online inserendo la scheda di memoria SD dal portatile. Foto più belle e disagio ultra limitato. … Continua a leggere