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Smartphone 10/22

La settimana che si è conclusa è stata particolarmente efficace sul piano della limitazione dell’uso dello smartphone. Non so neanche io come mi sono imposto. Sta di fatto che ho toccato nuovi minimi.… Continua a leggere

Il mio prossimo smartphone

In questi giorni sono 10 mesi che non ho uno smartphone, sostituito brillantemente da un telefono a tastiera e un iPod Touch (Wi-Fi) che avevo già. L’unico servizio che mi è mancato in questi mesi è stato il blocco automatico delle chiamate da numeri sgraditi. Ho preso l’abitudine a non usare WhatsApp e, piano piano, tutti i miei contatti, vecchi e nuovi, hanno capito. Abbiamo continuato a comunicare con Telegram (da desktop), email, SMS e telefonate. Fuori di casa non ho alcuna tentazione di prendere lo smartphone in mano, non ricevo notifiche di nulla, non devo rispondere a nessuno. Chi ha urgenti comunicazioni mi chiama o mi manda un SMS. Tutto il resto attende che io torni a casa e in 10 mesi è andato tutto liscio. In un paio di occasioni mi avrebbe fatto comodo un navigatore, ma ho supplito con il telefono. La vita continua come Continua a leggere

Intervista al pentito dei social

Segue il testo dell’intervista realizzata da Giovanni Panettiere al sottoscritto, per Quotidiano nazionale, sul tema del capitalismo della sorveglianza, posizione geografica condivisa attraverso lo smartphone e temi legati alla privacy. Ho lasciato che mi venisse attribuito il ruolo di pentito dei social, anche pentito veramente non sono, per un motivo: quando ho aperto questo blog e mi sono iscritto alle varie piattaforme, i modelli di business erano ancora sconosciuti a chi poi ha avuto la brillante idea di creare il capitalismo della sorveglianza. Tra l’altro l’intervista è stata una ottima occasione per segnalare un libro che merita: Il capitalismo della sorveglianza. Grazie a Matteo Massi, autore del pezzo a fianco dell’intervista per aver pensato a me per l’intervista.… Continua a leggere

Resistenza al cambiamento, da chi non te lo aspetti

Ogni volta che una persona in un nucleo familiare inizia a introdurre dei cambiamenti, per quanto sani e positivi, non è insolito che gli altri membri facciano tutto quello che possono per mantenere lo status quo e riportare la famiglia all’omeostasi. Se un alcolista smette di bere, ad esempio, spesso i suoi familiari intralciano inconsapevolmente il suo percorso riabilitativo, perché per poter ripristinare l’omeostasi, qualcuno deve fare la parte della persona problematica. E chi mai vorrebbe questo ruolo? A volte le persone si oppongono persino ai cambiamenti positivi dei loro amici: “Perché vai così spesso in palestra? Perché non puoi stare fuori fino a tardi? Non hai mica bisogno di dormire tutte quelle ore! Perché ti impegni tanto per la promozione? Uscire con te non è più divertente come una volta!”.

Forse dovresti parlarne con qualcuno – Lori Gottlieb

Forse dovresti parlarne con qualcuno è un libro con ottimi spunti … Continua a leggere