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USA

Il capitalismo della sobrietà

Duole dirlo, ma gli americani sono e continuano a essere avanti. Dopo che, da anni ormai, si dibatte la meritocrazia e di come questa generi discriminazione – in Italia non siamo ancora arrivati alla meritocrazia – ora c’è chi punta il dito contro lo sfruttamento della sobrietà da parte del mercato. Sì, c’è chi propone libri, community, podcast sul diventare e sull’essere sobri, per imprenditori, startupper, mamme.

Ciò mi fa pensare a due elementi. Il primo è che negli USA l’alcolismo è così diffuso e generalizzato da aprire un mercato molto vasto per il ritorno alla sobrietà. Un eccesso comune diventa un bacino potenziale di clienti altrettanto vasto. Prima ti manipolano con l’alcol come stile di vita, poi ti manipolano una seconda volta per convincerti a diventare sobrio. Una via di mezzo non è conveniente, sembra, né per chi vende, né, ovvio, per chi propone l’astinenza totale.

Seppur … Continua a leggere

-25 Andare oltre l’egemonia culturale

Più ci penso, più ci faccio caso e più noto come i consumi culturali e il nostro immaginario siano colonizzati dall’industria culturale americana. Non è essere antimperialisti, ma notare semplicemente come è facile consumare contenuti prodotti dagli USA e che forza commerciale questi abbiano. Il punto poi non è neanche evitarli o boicottarli, ma rendersi conto che una forza quasi impercettibili ci spinge a consumarli. Il punto è considerare che esistono tante alternative di grande qualità, semplicemente più difficili da trovare.

Al cinema è evidente la forza commerciale dei grandi studios. I film più distribuiti, soprattutto dai multiplex, sono quelli spinti dai distributori degli studios americani. Il pubblico è abituato a quel tipo di consumo e li premia, perché li riconosce, perché sono promossi, perché hanno budget superiori e quindi è un evento vedere un film che impressiona sul grande schermo. Gli altri film, quando vengono proiettati, sono riservati a … Continua a leggere

A caccia dei vaccini avanzati e in Italia?

Negli USA c’è chi (centinaia di persone a quanto pare), ogni giorno, si mette in fila fuori dai centri di vaccinazione e attende la fine della giornata per farsi vaccinare, con i vaccini avanzati.

Se ci sono vaccini che non sono stati somministrati e che finirebbero nella spazzatura perché in scadenza, un uomo comincia a chiamare l’età, a partire da 80 anni, a scalare. L’autore di The Better Letter racconta di essere stato fortunato e di aver ricevuto la prima dose del vaccino, dopo che hanno chiamato la sua età: 65 anni. Ovviamente chi riceve la prima dose ha diritto poi anche al richiamo.

On Tuesday evening, there were no leftovers. However, on Wednesday, there were. And we were very lucky (blessed) indeed.

About half-an-hour after the last vaccination appointment of the day, an official came out to where a few hundred of us were waiting in line

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La tragedia dell’industria della carne

Michael Pollan è uno stimato autore di libri di successo su vari temi. Il più famoso è il dilemma dell’onnivoro, dove si interroga su cosa mangiamo e che rapporto abbiamo con il cibo. Il punto di vista è americano, ma la situazione italiana non è tanto diversa, se non forse per la scala, considerando come le nostre abitudini seguano la dieta occidentale.

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Il passato scorre nelle tue vene

Oggi un consiglio di lettura: Il cartello, di Don Winslow. Se vuoi capire come ha funzionato e come funziona la guerra alla droga tra Messico e Stati Uniti, questo romanzo è meglio di un saggio.

Sa intrattenere e riflettere

Ha sentito dire che la vita è un fiume, in cui il passato scorre verso valle. Non è cosí. Il passato scorre nelle tue vene. Non puoi liberarti dal tuo passato cosí come non puoi strapparti il cuore.

Spiega il tutto con arguzia e intelligenza

La cosiddetta Guerra alla Droga è una porta girevole. Elimini un tizio e subito un altro occupa la sedia rimasta libera a capotavola. Le cose non cambieranno mai, finché esisterà questo insaziabile appetito per le droghe. Che ha origine lí, dalla loro parte del confine.

Non manca di far sorridere e oltre

Sua moglie Chele è un po’ meno vistosa, in un vestito

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