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viaggiare

Mercoledì 25 Gennaio 2023

Mi è venuta voglia di aggiornare la mappa dei paesi visitati e il risultato è superiore al conto che tenevo in precedenza. Il numero attuale è 62! Nel 2022 si sono aggiunti Tunisia, Armenia, Azerbaijan, Georgia e E.A.U.. Tre in più di quelli che ricordavo. L’Africa, per motivi vari, non è esplorabile se non per qualche singolo paese. Spazio invece c’è per l’America, Centrale e del Sud, e per l’Asia. Vediamo se nel 2023 riesco ad aggiungere qualche bandierina in più. Con un po’ di fatica e di pianificazione potrei arrivare tranquillamente a 80 paesi nel giro di qualche anno.


Libri

Per il paradosso di Salomone, mi sono guardato da fuori e ho fatto ciò che avrei consigliato a un amico di fare: mollare Rumore bianco, perché arrivato a metà ho perso entusiasmo nel leggerlo. Mi guarderò presto il film, magari stasera, così mi tolgo la curiosità.… Continua a leggere

Il bilancio dell’anno – Ed. 2022

Finalmente, a dieci giorni dall’inizio del 2023, sono a scrivere il bilancio dello scorso anno. Questo la dice lunga su come quest’anno sia partito alla rincorsa. Del resto se il primo dell’anno sono arrivato a destinazione con 5 ore di ritardo, significa solo che la realtà va accettata e non combattuta. Questo è il momento. Viviamolo.

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Lo schema è sempre lo stesso dello scorso anno. In questo bilancio voglio scrivere anche un breve commento sugli obiettivi che mi ero dato a inizio 2022,così da vedere se ho fatto qualche passo avanti o indietro, nel mio cammino verso il miglioramento continuo. A occhio direi che l’anno è stato più che positivo, se non altro per la riduzione delle settimane di malattia e per le 14 settimane in viaggio, di cui almeno 10 all’estero.

Salute & Forma fisica

L’obiettivo era rallentare e ho rallentato.

Positività: Lo stato generale di … Continua a leggere

La sindrome da rientro, che non c’è

Sto cercando di estrarre qualche perla e qualche riflessione intelligente dalle decine di blog post che attendono la mia attenzione da giorni, se non da settimane. Tra i più recenti, un post parla del disagio del rientro al lavoro dopo la pausa natalizia, che in Italia non è ancora proprio finita, e di cosa si può imparare da questo disagio:

It’s common to hear people talk about how it can take a few days to transition from their work selves into something resembling the relaxed selves they covet when on vacation. But the reverse is also true: if you’ve taken a week or more away from work (and I hope you have, recently), then the transition back to work isn’t going to happen on a dime.

On the latter point, the dissonance that can happen when you come back to work after some time away is a kind of

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Vita intensa

Il tempo passa. Assaporandolo momento per momento non passa più velocemente, ma passa più intensamente. Mi dispiace vedere questo spazio non aggiornato, perché significa che mancano tracce per il mio futuro me. In realtà non mancano, perché sono nel mio journal privato, almeno in parte, visto che nella settimana a Palermo ho vissuto e non ho documentato, se non fotograficamente.

Questo post contiene idee sparse. Un po’ per riprendere il filo, oggi che posso, un po’ per lasciare una traccia di questo periodo, un po’ per aggiornare i contatti digitali, ovunque dispersi. Almeno quelli più affezionati.


È evidente come non riesca (non voglia, non consideri prioritario) a tenere aggiornati i miei spazi digitali, per pochi che siano. Nell’ultimo periodo (potrei andare indietro a maggio 2022) ho ripreso a viaggiare intensamente, con qualche pausa. Viaggiare ha voluto dire ridurre notevolmente il consumo di media in ogni forma – film, libri, … Continua a leggere

Incrociare la storia quando meno te l’aspetti

Sono a Erevan, Armenia, mentre scrivo queste parole. Per una serie di coincidenze sfortunate (tra la truffa e l’incapacità), nonostante abbia prenotato per tempo un appartamento risultato poi fantasma, mi sono trovato a dover dormire in un ostello per due notti. Me ne restano tre.

Ho dovuto anche cambiare ostello, perché nel primo ho prenotato una notte e per i giorni seguenti non c’era alcuna disponibilità. Nel primo ostello ho dormito in una stanza con due letti, il secondo occupato da un 22enne russo, studente di medicina a Erevan, con le lezioni appena cominciate. La prima cosa che mi racconta è che sono la prima persona con cui parla in inglese in un contesto che non sia una lezione e si preoccupa che lo possa capire. Parla con un forte accento, ma lo capisco benissimo. Continua raccontandomi le vicende che avevo intravisto sulle pagine dei giornali italiani soltanto il giorno … Continua a leggere