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vita

Non siamo qui per divertirci

Ogni giorno che passa mi sento meno sicura che abbiamo un istinto innato verso l’armonia e il benessere, che ricerchiamo in primo luogo felicità, gioia e piacere. Ho il sospetto che il nostro obiettivo sia tutt’altro, e che non sia necessariamente piacevole. Potrebbe perfino provocare più dolore che gioia. E perché no? Nella grande catena alimentare noi uomini siamo stati programmati per cacciare gli animali sotto di noi e fuggire da quelli sopra di noi, e forse siamo spinti dalla necessità congenita di trovare frizioni, contrasti, ostacoli. Qualcosa di cui sentire la mancanza, qualcosa a cui aspirare, qualcosa da bramare. Qualcosa su cui spalancare le mascelle, e poi serrarle con tutta la nostra forza.

Inquietudine e nevrosi non sono eccezioni o malattie, ma la base stessa dell’esistenza, perché se avessimo una capacità naturale e innata di vivere in armonia l’attimo presente, i nostri antenati sarebbero stati mangiati e sterminati molto

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Riflessioni letterarie sul fine vita

Ho l’impressione, ma forse è un caso dettato dai miei consumi culturali, che il tema del fine vita sia un argomento su cui gli autori si confrontano oggi con più frequenza. Forse gli editori e i produttori lo sentono come un tema che interessa di più l’opinione pubblica e quindi pubblicano contenuti che ne parlano con più facilità? Forse l’aumento dell’età media ha portato gli autori a confrontarsi più spesso con la malattia dei propri genitori al punto da scriverne in modo aperto?

L’anno scorso The Father aveva riscosso un ampio dibattito, culminato in vari premi. Il film è tratto da un’opera teatrale, scritta dallo stesso regista del film. La storia racconta il rapporto tra un padre e una figlia, con il padre che perde progressivamente il controllo delle proprie facoltà mentali.

Ho appena finito di leggere La rondine sul termosifone di Edith Bruck (2017) e America non torna Continua a leggere

-36 Le sfide della vita

Una mattina ti svegli e il mondo intorno a te è cambiato. Tutti gli impegni che hai vanno in secondo piano perché c’è altro di molto più importante e urgente di cui ti devi occupare. Passa il tempo e ti rendi conto che il cambiamento, quasi un cigno nero, continuerà ad avere il suo effetto per un tempo indeterminato e che dovrai farci i conti ancora a lungo. La prospettiva non è entusiasmante, anzi, ma non hai il controllo della situazione, non sei tu che dai le carte. A pensarci bene ti rendi conto che sì, è qualcosa che ha un impatto fuori dall’ordinario, ma ciò che ti è successo è una occasione per esercitare le tue virtù, in condizioni in cui è più difficile farlo. Le virtù restano le stesse. Sta a te fare i conti con l’imponderabile e accettare la situazione per quella che è. Non abbiamo (mai) … Continua a leggere

La vita, all’improvviso

Giugno è uno dei miei mesi preferiti. Giornate più lunghe, assaggio dell’estate che comincia, più occasioni di vivere all’aria aperta, caldo ma non caldissimo (non più, ormai).

Il giugno che finisce oggi è stato speciale a modo suo. Ho visto pochi film, complici i cinema chiusi fino a pochi giorni fa, ho dedicato poco tempo alla lettura, molte delle mie attività della mia routine del mattino sono saltate. Eppure è stato un mese fantastico. Ho provato emozioni che non provavo da mesi, complice il lockdown. Ho fatto nuove esperienze. Ho acquisito maggiore consapevolezza rispetto a una parte della mia sfera privata. Ho frequentato persone nuove e questo è un arricchimento in se, sempre. Superato il periodo di limitazione alla mobilità, ho ripreso una vita sociale ricca e appagante, sotto vari punti di vista. Ottima cosa.… Continua a leggere

Essere un unicum indivisibile, orgoglioso e irripetibile

Sappiamo che anche se battessimo il record mondiale di velocità di lettura il numero di libri che leggeremmo resterebbe comunque una frazione minuscola di quelli esistenti. Siamo sommersi da libri proprio come siamo sommersi da programmi televisivi. Eppure possiamo leggere un solo libro e guardare un solo programma per volta. Abbiamo moltiplicato tutto, ma siamo ancora individui. Ciascuno di noi è una sola persona ed è più piccolo di Internet. Per goderci la vita forse dovremmo smettere di pensare a quello che non riusciremo mai a leggere, guardare, dire e fare, e iniziare a pensare a come goderci il mondo all’interno dei nostri limiti. A come vivere in una dimensione umana. Forse dovremmo concentrarci sulle poche cose che possiamo fare, invece che sui milioni di cose che non possiamo fare. Dovremmo smettere di desiderare vite parallele. Dovremmo trovare una matematica più piccola. Essere un unicum indivisibile, orgoglioso e irripetibile.

Matt
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