Se il buon giorno si vede dal mattino, oggi sarà una giornata straordinaria. Risvegliato in un appartamento – così bisogna chiamarlo visto che ha un salottino, un disimpegno, un bagno gigantesco e una camera da letto – all’Hotel Concorde a Berlino, ho fatto la miglior colazione mai fatta prima in un albergo.
International Herald Tribune, succo di mango, pasticceria finissima, cioccolata calda e un pancake preparato in diretta da un cuoco a disposizione. Non ho neanche messo mano al salato – di prima mattina è una violenza – ma ci si sarebbe potuto fare pranzo.
Sono in attesa dell’arrivo dell’altro amico italiano invitato all’evento di oggi pomeriggio di SOny Electronics all’IFA, Angelo, e nel frattempo vedo di scrivere un comunicato stampa urgente per i Verdi di Senigallia e di caricare un po’ di foto scattate ieri a Londra.
Al termine dell’evento per il lancio del nuovo portale di servizi Nokia, Ovi, la festa è continuato nel bellissimo club londinese Ministry of Sound dove ho potuto assistere a pochi metri di distanza dal palco ad una live performance di Maroon 5 (!!). Ieri mattinata mi sono invece dedicato ad una breve visita di Londra – transfert per l’aeroporto di Gatewick alle 15.30 – con un giretto a Covent Garden e una visita di tre ore, con audioguida, alla National Gallery.
In albergo non ho finalmente né problemi di connessione ad Internet, né problemi con le prese – se vai a Londra ricordati di portare un adattatore di corrente – quindi potrei/dovrei riuscire a pubblicare qualche altro contributo prima del ritorno, previsto per la tarda serata di domani.
Capita raramente, ma quando ho tra le mani D La Repubblica delle Donne vado subito in ultima pagina a leggermi la rubrica in cui Umberto Galimberti risponde alla lettera di un lettore. Nel numero del 25 Agosto c’è un passaggio della sua risposta che mi piace riportare qua.
Da rifletterci su.
[...] Perché il luogo eminente del dolore è proprio lì, nella distanza che esiste tra ciò che desideriamo e ciò che davvero possiamo fare e avere. Il misconoscimento del nostro limite, infatti, è la vera causa della sofferenza. Non di quella che ci capita, ma di quella che ci procuriamo. Naturalmente sia l’una che l’altra ci fanno soffrire, ma forse una è evitabile.
Premesso che se non avessi avuto un free pass non sarei andato, lo spettacolo strip di Dita von Teese mi è piaciuto. Lei è senz’altro, oltre che bellissima, estremamente brava e professionale nel suo lavoro.
Tre brevi performance di meno di 10 minuti l’una costituiscono tutto lo spettacolo, con un insopportabile intervallo tra una performance ed un’altra che ha toccato anche 40 minuti. Il migliore è senz’altro l’ultimo, quello in cui si spoglia e si tuffa nella presunta coppa di Martini. Evidenti i riferimenti e i giochi sessuali con la finta oliva, in realtà una spugna, con la quale si fa più di una doccia. Nel video un’altra esibizione molto simile. Dal vivo è più bella.
Se non fosse per Dita von Teese, un Burlesque ai giorni d’oggi sarebbe più che anacronistico, forse quasi ridicolo nel suo pudore. Non frequento night club e locali di lap dance ma immagino che in tali locali si vada ben oltre un perizoma e i capezzoli coperti da lustrini.
In definitiva è uno spettacolo che merita perché trasgredisce senza eccedere, rimanendo più o meno, salvo scudisciatine autoinflitte sul sederino a cavallo della giostra e una cavalcata dell’oliva nel martina, nel buon gusto.
Lei, va ribadito fino all’ultimo, è una tipa in gamba, non fosse altro perché ha capito come gira il mondo:
A chi la accusa di scarsa emancipazione, risponde con argomentazioni inattaccabili: «Ditemi cosa c’è di più liberatorio che guadagnare 20 mila dollari in dieci minuti».
Decine e decine di giornalisti e fotografi oggi a Senigallia per seguire la conferenza stampa di Dita von Teese, pronta per il suo strip di domani sera (44 euro l’ingresso, tutto esaurito sembra) nell’ambito del Summer Jamboree.
In questo momento è in prima pagina su Repubblica.it, da cui è tratta la foto, e su altri quotidiani online. Prevedibile che domani sia su tutta la stampa nazionale. Mollica ne ha fatto un servizio tre giorni fa per il Tg1 delle 20.
Una gran pubblicità per Senigallia ed il merito è solo dei bravissimi organizzatori che in questa manifestazione ci hanno sempre creduto, fino al culmine di questa ottava edizione. Bravi, bravi, bravi!
Per tu che leggi non cambia nulla. Tutti i vecchi link rimangono tali, così come gli articoli e i commenti. Probabilmente sarebbe ora dare una rinfrescata anche a questa grafica, ormai vecchia di quasi due anni e mezzo. Una cosa alla volta.
Il Summer Jamboree sta facendo parlare tutta l’Italia di Senigallia e il merito va soltanto agli organizzatori, che tanto hanno lavorato in questi anni, e alla loro anima sui media, Alessandro Piccinini. Veramente bravi. Leggi uno degli ultimi comunicati, dove ben si evince la straordinaria rassegna stampa che sta avendo l’evento, ancora in corso.
Con grande piacere domani sera, poco dopo le 21, parteciperò in collegamento telefonico a Versione Beta, trasmissione dedicata ai fumetti e alla divulgazione informatica e tecnologica su Rai Radio 2.
La conversazione riguarderà le novità che ci attendono alla ripresa autunnale in fatto di tecnologia. Parleremo di Blu Ray, iPhone e convergenza tra telefonia mobile, musica e Internet.
Rai Radio 2 si ascolta anche online. Versione Beta ha un sito dedicato dove i conduttori trasmettono anche un flusso video durante e subito dopo la diretta.