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Riflessioni sulla lettura /1

Il sesso e la lettura (di libri) hanno molti punti in comune nella società odierna. Lo spunto di questa riflessione viene dalla mia passione per la lettura e dalle esperienze dell’estate che va a concludersi in questi giorni.

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Tante parole e pochi fatti

Se ne parla tanto e se ne pratica poco. Vale per il sesso e vale per la lettura dei libri. Le conversazioni sui media che riguardano libri si sprecano. Forse in tv non hanno lo spazio che meriterebbero, soprattutto negli orari di maggiore visibilità. Ciò non toglie che i libri sono centrali nella conversazione pubblica: i libri di fatto sono contenitori per storie vere o inventate, da cui trarre insegnamenti e con cui passare tempo in maniera lieta. Vengono usati per trarre serie tv e film. Si intervistano gli autori in talk show televisivi e sui giornali. Si organizzano eventi per riempire festival con autori e temi tratti da libri. Libri orientano il dibattito politico. Eppure le vendite dimostrano che si legge poco. Si preferisce leggere un’intervista all’autore che leggere il libro che ha scritto. Più facile, più veloce, indolore: leggere richiede tempo, impegno, concentrazione.

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Il mio prossimo smartphone

In questi giorni sono 10 mesi che non ho uno smartphone, sostituito brillantemente da un telefono a tastiera e un iPod Touch (Wi-Fi) che avevo già. L’unico servizio che mi è mancato in questi mesi è stato il blocco automatico delle chiamate da numeri sgraditi. Ho preso l’abitudine a non usare WhatsApp e, piano piano, tutti i miei contatti, vecchi e nuovi, hanno capito. Abbiamo continuato a comunicare con Telegram (da desktop), email, SMS e telefonate. Fuori di casa non ho alcuna tentazione di prendere lo smartphone in mano, non ricevo notifiche di nulla, non devo rispondere a nessuno. Chi ha urgenti comunicazioni mi chiama o mi manda un SMS. Tutto il resto attende che io torni a casa e in 10 mesi è andato tutto liscio. In un paio di occasioni mi avrebbe fatto comodo un navigatore, ma ho supplito con il telefono. La vita continua come prima. Meglio di prima, direi.

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Ogni rapporto è un atto di equilibrio e altre considerazioni sull’amore

Binario sette è promosso come un thriller sovrannaturale, ma è molto di più. Il thriller è un pretesto per parlare di relazioni personali di relazione di coppia. Come succede nei migliori romanzi, l’autrice propone chiavi di lettura e crea dialoghi in cui i personaggi fanno considerazioni in cui mi sono parzialmente riconosciuto.

Ne riprendo alcune a seguire:

Tutti noi scendiamo a compromessi, ricordo di avere pensato. Che vita vivrei con questa persona? Ogni rapporto è un atto di equilibrio, in fin dei conti, due individui appollaiati alle estremità opposte di un’altalena. Tuo marito russa. Tua moglie lascia gli asciugamani bagnati sul pavimento. Però lui ti porta il tè a letto ogni mattina. Lei è una cuoca straordinaria. Tutte le unioni, tutte le relazioni, qualunque associazione – hanno tutte i loro vantaggi e svantaggi, il loro canone di abbonamento.

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