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Il prossimo lockdown di Natale e altre verità che non vogliamo sentirci dire

Il Governo ha varato un nuovo DPCM domenica, che ha scontentato sia chi non vuole nuove restrizioni per ragioni economiche, sia chi ne vorrebbe di più per ragioni sanitarie. Se conciliare tutti gli interessi è quasi impossibile, ciò che reputo un Governo dovrebbe fare è dire la verità o almeno dire come stanno le cose, a costo di essere impopolari nel breve termine. Purtroppo dire la verità in politica è considerato un lusso, se non uno svantaggio in termini di consenso. Senza verità non c’è fiducia e senza fiducia non si governa. La situazione del COVID-19 è drammatica e lo sarà ancor di più nelle prossime settimane in Europa. L’unica cosa da fare è limitare i danni e prepararsi al peggio, finché siamo in tempo. Gli ospedali non sono ancora pieni e nemmeno i reparti di terapia intensiva. Qualcosa si può ancora fare, ammesso che si voglia fare qualcosa.

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Sei sotto il mio incantesimo

Se mi avessi dato per disperso in queste settimane (mesi?), non ti darei affatto torto. L’estate è stata intensa e questa intensità si è dilatata fino alla fine di ottobre. L’unico fattore in grado di modificare le mie abitudini è il Presidente del Consiglio con i suoi DPCM. L’ultimo in particolare, più il prossimo che arriverà a novembre, ha tagliato una buona parte della mia vita fuori casa, sospendendo yoga, palestra e cinema. Molto probabilmente, con le sue forti raccomandazioni, inibirà buona parte della vita sociale in spazi privati. Solo allora tornerò a uno stato simile a quello del confinamento primaverile, dove avevo le mie routine di lettura, scrittura e spazio per le passioni, in solitario. Ancora non è così e per questo non mi rassegno a vivere socialmente, ma torno a scrivere perché il tempo per riflettere sulle esperienze è aumentato, a svantaggio delle esperienze stesse. Poco male, perché di esperienze ne ho fatte tante. Del resto le giornate sono sempre di 24 ore, con o senza confinamento. In alcuni ambiti della mia vita, che non intendo discutere in questo spazio, sono cresciuto più in questi ultimi mesi che in anni della mia vita.

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Test

Cambio server. test.

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àèìòù

Riflessioni sulla lettura /1

Il sesso e la lettura (di libri) hanno molti punti in comune nella società odierna. Lo spunto di questa riflessione viene dalla mia passione per la lettura e dalle esperienze dell’estate che va a concludersi in questi giorni.

preservativo

Tante parole e pochi fatti

Se ne parla tanto e se ne pratica poco. Vale per il sesso e vale per la lettura dei libri. Le conversazioni sui media che riguardano libri si sprecano. Forse in tv non hanno lo spazio che meriterebbero, soprattutto negli orari di maggiore visibilità. Ciò non toglie che i libri sono centrali nella conversazione pubblica: i libri di fatto sono contenitori per storie vere o inventate, da cui trarre insegnamenti e con cui passare tempo in maniera lieta. Vengono usati per trarre serie tv e film. Si intervistano gli autori in talk show televisivi e sui giornali. Si organizzano eventi per riempire festival con autori e temi tratti da libri. Libri orientano il dibattito politico. Eppure le vendite dimostrano che si legge poco. Si preferisce leggere un’intervista all’autore che leggere il libro che ha scritto. Più facile, più veloce, indolore: leggere richiede tempo, impegno, concentrazione.

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Il mio prossimo smartphone

In questi giorni sono 10 mesi che non ho uno smartphone, sostituito brillantemente da un telefono a tastiera e un iPod Touch (Wi-Fi) che avevo già. L’unico servizio che mi è mancato in questi mesi è stato il blocco automatico delle chiamate da numeri sgraditi. Ho preso l’abitudine a non usare WhatsApp e, piano piano, tutti i miei contatti, vecchi e nuovi, hanno capito. Abbiamo continuato a comunicare con Telegram (da desktop), email, SMS e telefonate. Fuori di casa non ho alcuna tentazione di prendere lo smartphone in mano, non ricevo notifiche di nulla, non devo rispondere a nessuno. Chi ha urgenti comunicazioni mi chiama o mi manda un SMS. Tutto il resto attende che io torni a casa e in 10 mesi è andato tutto liscio. In un paio di occasioni mi avrebbe fatto comodo un navigatore, ma ho supplito con il telefono. La vita continua come prima. Meglio di prima, direi.

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