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Saper Imparare apre ufficialmente oggi con un Open day

19 anni dopo aver aperto il mio primo blog, eccomi di nuovo a lanciare un nuovo progetto digitale di condivisione di contenuti. Saper Imparare è finalmente realtà. Oggi pomeriggio ho organizzato un semplice evento online per raccontarne la nascita, gli obiettivi, il funzionamento e raccogliere domande, suggerimenti, proposte.

L’evento è aperto a tutti.

Per partecipare: https://lu.ma/v7a37q9a

Nei prossimi giorni avrò modo di raccontarne il dietro le quinte, per ispirare altri che volessero percorrere la stessa strada.

Siamo troppo vivi per morire e troppo morti per vivere

La preoccupazione per la buona vita va contrapposta alla lotta per la sopravvivenza. La società dominata dall’isteria della sopravvivenza è una società di non morti. Siamo troppo vivi per morire e troppo morti per vivere. Nella preoccupazione esclusivamente rivolta alla sopravvivenza noi siamo uguali al virus, questa creatura non morta che si limita a moltiplicarsi, quindi a sopravvivere, senza vivere.

La società senza dolore di Byung-Chul Han

Ci aspetta un altro mese in cui non sarà possibile uscire dal proprio comune, se non per motivi di lavoro/salute/necessità. I contatti sociali tornano a essere fortemente ridotti e restano chiusi tutti i luoghi di aggregazione e socializzazione. C’è un motivo più che valido per accettare tutto ciò: ospedali e terapie intensive oltre le soglie di allarme. Punto, non c’è nulla da discutere.

Reel on sailboat with sails sailing on water with horizon in the background
Credit: Jonathan Smith

Detto questo però, dobbiamo continuare a vivere. Vivere significa pensare al nostro futuro, pensare a diventare una versione migliore di noi stessi, continuare a essere curiosi della vita, a tenerci in forma, a mangiare sano, a coltivare passioni e relazioni. Dobbiamo mantenere la testa alta, continuare a navigare nell’oceano della vita.

Non abbiamo imparato niente su come prevenire le infezioni in ambito domestico

1 commento

Considerando quello che ho passato nell’ultimo mese, mi fa un po’ rabbia leggere un post che avevo scritto un anno fa:

Xiao Ning, ricercatore del Chinese Center for Disease Control and Prevention, intervistato da BNN Bloomberg, sito canadese, dice che l’Italia dovrebbe seguire il modello cinese per l’isolamento dei malati lievi: non a casa, ma in strutture dedicate e sorvegliate. Nell’articolo si cita uno studio cinese che affermerebbe che l’80% dei contagi sarebbe causato da chi è in isolamento domestico.

L’isolamento domestico dei malati lievi non è la soluzione

I COVID Hotel sono stati pochissimi e largamente insufficienti. Diciamo le cose come stanno: abbiamo deliberatamente ignorato il problema e non abbiamo voluto trovare una soluzione, che avrebbe creato problemi logistici e di gestione dei malati. Se lo avessimo fatto, è facile prevedere che avremmo enormemente ridotto il numero totale di contagiati e avremmo certamente salvato la vita di qualcuno.

Non siamo stati capaci di andare oltre le esperienze dei nostri vicini europei e non abbiamo imparato nulla dai paesi asiatici che hanno gestito meglio la pandemia. Lo racconta molto bene Luca Ricolfi in La notte delle ninfee, che ti consiglio vivamente di leggere. Non siamo stati più bravi degli altri e, considerando che le politiche del nuovo governo sono di fatto le stesse del governo precedente, non abbiamo cambiato nulla.

Gli unici fattori che ci possono salvare sono due ed esterni: la disponibilità dei vaccini (insieme alla capacità che avremo di distribuirli e somministrarli velocemente) e la stagione estiva in arrivo. Si poteva fare meglio e di più.

È facile prevedere che la prossima volta che succederà di nuovo un’esperienza simile, per una variante del virus attuale o per un altro virus, faremo gli stessi errori, perché non c’è nessuno ancora che ha capito e ha ammesso di avere sbagliato. Quel che si dice imparare dall’esperienza…

Intervista sul tema dell’uso consapevole della tecnologia con Pensieri e parole

Linda Riolo mi ha ospitato sul suo podcast Pensieri e parole, dedicato a chi vuole migliorare il proprio Italiano. Lo spunto per l’intervista è il mio percorso personale con un anno senza smartphone e il mio progetto Equilibrio digitale.

Buon ascolto!

Sono sempre disponibile a parlare di questi temi, quindi se hai un podcast e vuoi intervistarmi, sono a tua disposizione.

Ritorno alla vita

7 commenti

Oggi è stato il primo giorno, dopo tre settimane, in cui mi sono risvegliato a casa mia, dopo aver dormito la prima notte a casa. Il COVID-19 è sconfitto e tutta la famiglia è in recupero, guarita Sono state settimane difficili, non solo sul piano della salute fisica, ma anche per quella mentale. Non voglio aggiungere un’altra storia di guarigione alle tante già raccontate. Ciò su cui mi voglio soffermare è la strana sensazione del dopo.

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