La risposta ai cambiamenti climatici non è più tecnologia

Mi viene da ridere o, meglio, da piangere, nel leggere le notizie che vengono dall’Assemblea generale dell’ONU di NY oggi. Diversi paesi si sono impegnati pubblicamente a diventare neutrali in termini di emissioni entro il 2050. Applauso. Peccato che la maggior parte degli stessi paesi non sta neanche rispettando gli impegni presi nei recenti trattati internazionali.

Peccato che, come dice Jonathan Safran Foer nel suo ultimo libro, il problema dei cambiamenti climatici non è tecnologico, ma di stile di vita. Il grassetto è mio:

«Sembra impossibile invertire il mutamento climatico mettendo un limite ai combustibili fossili» mi ha scritto. «Il fatto è che la mole di infrastrutture necessaria a fermare i cambiamenti climatici passando alle energie rinnovabili, secondo le stime dell’International Energy Agency, richiede almeno 53mila miliardi di dollari di investimenti e almeno vent’anni di tempo, troppo per invertire la rotta dei cambiamenti climatici. Di contro, sostituire i prodotti di origine animale con alimenti alternativi offre un doppio vantaggio: si riducono rapidamente le emissioni di gas serra e si libera terra per consentire a più alberi di catturare nel breve termine il carbonio in eccesso nell’atmosfera. Per cui sostituire i prodotti animali sembra l’unica via pragmatica per invertire il mutamento climatico prima che sia troppo tardi.

Jonathan Safran Foer

L’energia, l’auto elettrica, i trasporti non dovrebbero essere al centro del dibattito perché l’agricoltura (e cosa mangiamo) ha il maggiore impatto in termini di emissioni.

In base a un recente rapporto della Johns Hopkins University sul ruolo dell’alimentazione nel controllo climatico: «Se il consumo di carne e latticini a livello globale proseguirà secondo l’andamento attuale, è probabile che l’aumento della temperatura media globale supererà i 2 gradi centigradi anche riducendo drasticamente le emissioni nei settori non agricoli

Jonathan Safran Foer

Oggi è il giorno degli annunci, perché all’ONU ci sono tutti i network e tutti i media del mondo. Tra qualche giorno si chiude il sipario e torniamo a mangiare la nostra bella bistecca.