Un nuovo Luca Conti

Ieri ho deciso di riprendere in mano le relazioni costruite dentro LinkedIn, aggiornandole dei lavori in corso. Qui ho fatto riflessioni sparse, senza un filo che le riconduca insieme. Riporto a seguire il post che ho scritto ieri, così da lasciarlo anche qua a futura memoria.

Il 2019 si apre con alcune importanti novità che voglio condividere anche con te che sei collegato con me su LinkedIn. Il Luca Conti che conosci è destinato a evolvere in un nuovo Luca Conti, con alcune variazioni di rilievo.

Stop al social media marketing

Se siamo entrati in contatto per via del mio lavoro di consulenza e formazione nell’ambito della promozione del social media marketing, sappi che questo non è più un mio focus. Da anni ormai non mi riconosco più nei valori espressi dalle principali piattaforme social, Facebook in primis. Le notizie del 2018 non hanno fatto altro che confermare ciò che pensavo ormai da un po’ di tempo: le grandi piattaforme generano valore in modo eticamente discutibile, rendendo dipendenti gli utenti in maniera scientifica, generando via via un valore decrescente per chi le usa a scopi business. I contenuti vanno sempre più sponsorizzati per emergere e il loro valore organico tende a zero.

In questo scenario, non voglio più con il mio lavoro promuoverne l’uso, anzi. Ciò che il nuovo Luca Conti vuole fare è esattamente l’opposto. Rendere gli utenti consapevoli di come vengono usati e metterli nelle condizioni di decidere coscientemente di come spendere i propri dati e i propri contenuti, oltre che il proprio tempo. La prima conseguenza è che tutte le attività legate al social media marketing – consulenza, formazione, contenuti, editoria – sono in fase di graduale azzeramento. Graduale perché la vita, anche professionale, è fatta di impegni, relazioni, rapporti umani, che non si troncano dall’oggi al domani. Il percorso è avviato e non intendo tornare indietro.

Se mi segui quindi per trarre informazioni, dritte, segnalazioni per crescere in questo ambito, non sono più il tuo uomo.

Pausa dall’editoria

Molti dei miei collegamenti mi hanno trovato da uno dei libri pubblicati in questi anni con Hoepli. Tutti i rapporti, anche quelli più sani, felici e duraturi, evolvono con il tempo. Con Hoepli ho pubblicato 10 titoli nella collana di marketing digitale e 5 nella collana For Dummies. 2 nuovi titoli sono in arrivo nella prima metà del 2019, scritti insieme a Cristiano Carriero, contrattualizzati nel 2018. Dall’inizio dell’anno non sono più curatore della collana di marketing digitale, lasciata per altro nelle buone mani di Cristiano. Venendo meno il mio interesse per la materia e considerando l’impegno di scrivere libri, ho deciso di cogliere l’occasione di questo cambiamento per prendermi una pausa dall’editoria. Non escludo di tornare a cimentarmi in un libro, ma certamente non sarà un manuale e non promuoverà l’uso dei social media a fini di marketing e non sarà nel 2019.

… e quindi?

La domanda è lecita. Cosa andrò a fare, ti chiederai? La necessità di un cambiamento nasce da una crisi interiore. Una crisi di valori, che ha generato un’apatia nel continuare il lavoro che ho portato avanti dall’inizio della mia carriera di consulente nel maggio del 2007. Un cambiamento indispensabile per tornare a divertirmi nel lavoro che faccio e nel trovare nuovi stimoli. L’accelerazione verso questa consapevolezza è nata da un incontro di lavoro a fine novembre. Da quel momento ho capito che era il momento di tracciare una linea e prendere un’altra strada. Nel giro di qualche settimana ho deciso di non rinnovare il contratto della mia docenza a Milano-Bicocca, per le stesse ragioni di cui sopra: recuperare tempo da investire in una nuova attività in cui ritrovare il piacere di accendere il computer la mattina e lavorare con entusiasmo. Quale attività?

Mi piacerebbe continuare ad approfondire il tema dell’equilibrio digitale – oggetto anche di un podcast in 4 puntate che trovi su Apple Podcast, Spreaker, Spotify e StoryTel – e trasformarlo in un servizio che aiuti a generare consapevolezza nell’uso equilibrato della tecnologia, al lavoro e nel tempo libero, al pc e sullo smartphone, in famiglia e con gli amici. Non ho ancora le idee chiare in merito, ma ci arriverò con un po’ di riflessioni.

L’altro ambito in cui mi piacerebbe spendere un patrimonio di relazioni e di competenze acquisito in questi anni è quello della corporate social responsibility. Un ambito dove non ho titoli di studi o formazione specifica, ma esperienze che mi hanno portato a lavorare con grandi agenzie di PR e aziende italiane e internazionali. Magari il tutto convoglierà verso il tema dell’equilibrio digitale oppure no. L’ambientalismo e la sostenibilità sono un mondo nel quale ho acquisito altrettante relazioni ed esperienze, tali da poter forse essere messe a frutto.

Un cambiamento in essere

Di solito chi si trova a vivere e ad attraversare un travaglio simile lo fa sotto tono, quasi di nascosto. Non è certo semplice esporsi pubblicamente, mostrando le proprie vulnerabilità, specie se in ambito professionale, dove la regola è apparire sempre sicuri di sé, in controllo, rivolti al successo e alla crescita. La mia situazione è diversa: non c’è uno scenario predefinito al momento in cui scrivo, non c’è un’operazione teasing volta a promuovere alcunché, non c’è un disegno. L’unico motivo per cui ho deciso di scrivere questo post, dopo aver già inviato numerose lettere dello stesso tenore di questo post, alla lista di 1000 iscritti alla mia precedente newsletter, è di condividere un percorso con te. Non mi aspetto nulla in cambio, se non una genuina partecipazione con feedback, critiche costruttive, suggerimenti e condivisione di esperienze simili.

Alcune conseguenze

La prima conseguenza di questo cambiamento è stata la revisione del mio posizionamento in rete. Nato dal mio blog nel 2002 e cresciuto sul social web, sono passato per n servizi social, creando contenuti per n piattaforme. Il Luca di oggi vuole comunicare correttamente il nuovo percorso e per questo ho chiuso profili che non intendo più usare (vedi pagina di Facebook oscurata, profilo Pinterest disattivato, profilo Instagram reso privato e abbandonato), rivedendo la mia presenza online. Il fulcro è tornato a essere il mio blog, Pandemia. Lucaconti.it tornerà a essere il fulcro della mia attività professionale in rete, in questo momento in fase di riflessione. Non inserisco link. Se ti interessano, li recuperi facilmente. Ho trasformato la mia newsletter da condivisione di risorse a condivisione di esperienze. LinkedIn resta un punto interrogativo. Se non apprezzo la sua facebookizzazione, con i messaggi chat, la presenza online segnalata, l’accumulazione compulsiva di collegamenti, le dirette video e i messaggi effimeri di 24 ore, credo comunque che del valore ancora ci sia. Più in termini di relazioni personali da coltivare che in termini di contenuti da pubblicare in un giardino recintato dove LinkedIn vuole che tu resti il più a lungo possibile. Questo articolo esemplifica perfettamente questo consiglio: lo scrivo per comunicare con te che sei un mio collegamento, ma allo stesso tempo non vorrei pubblicarlo per non dare a LinkedIn un contenuto che ti mantiene dentro il recinto.

Che fare quindi con i 5300 collegamenti attuali? Da un lato non ho alcuna intenzione di mantenere una relazione con chi mi ha aggiunto pensando di vendermi qualcosa – ho appena ricevuto una telefonata da un collegamento che voleva vendermi un vestito! Bloccata subito, ovviamente – e non ho alcun interesse a far perdere tempo a chi non è interessato ai temi che saranno oggetti della mia attenzione nei prossimi mesi.

Se sei arrivato fin qui e hai capito che la nostra relazione non ha più motivo di esistere, sei caldamente invitato a interrompere il nostro collegamento. Oppure segnalamelo e lo faccio io.

Se invece tutto quanto sopra ti ha sviluppato empatia in qualche modo, fammelo sapere. Lo considererò un motivo in più per coltivare il nostro rapporto.

Se il tutto ti lascia indifferente, sappi che con il tempo rivedrò la mia rete di collegamenti, cancellando quelli poco attinenti, sotto ogni punto di vista, al mio nuovo percorso. Grazie per l’attenzione e spero di poter dare un nuovo impulso, positivo per entrambi, alla nostra relazione, dentro o fuori LinkedIn.