Stop a Google Analytics

Un gesto simbolico. Sacrificio minimo, considerando che questo spazio non ha un valore commerciale reale per me, almeno in questo momento. Ci pensavo però da tempo e oggi che sono tornato a scrivere, ho deciso di disattivare Google Analytics, qui e su Pandemia. Ciò significa che Google non traccia più le tue visite e io non ho più informazioni, con le elaborazioni di Google Analytics.

Continuo a tracciare le statistiche di questo blog, in modo molto più primitivo, con Jetpack di WordPress e non è detto che vada a disattivare anche questo nel prossimo futuro.

Perché fare a meno di Google Analytics, considerato come lo standard di fatto in termini di web analytics? Perché considero Google un’azienda non etica e da cui ridurre la dipendenza, un servizio alla volta. Negli ultimi mesi e anni ho progressivamente ridotto l’uso dei servizi di Google. Mi restano da togliere: Android, almeno fino a quando non avrò bisogno di cambiare smartphone (il mio attuale compie 5 anni a dicembre), Google (parzialmente sostituito da DuckDuck)Go e Google Maps, più per pigrizia che per alternative esistenti (ora che ci ho ripensato, sto scaricando Here WeGo per fare un test) e poco altro.

Ridurre lo strapotere di Google è possibile, così come è possibile ridurre il potere delle aziende che dominano il mercato dell’allevamento intensivo (con tutte le conseguenze globali associate, come la deforestazione) a favore di una scelta vegetariana e vegana: basta volerlo e volerlo di nuovo.

Ogni scelta comoda ha un prezzo associato. Pensaci.