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Dicembre 2019

Le relazioni non finiscono mai

Relationships in life don’t really end, even if you never see the person again. Every person you’ve been close to lives on somewhere inside you. Your past lovers, your parents, your friends, people both alive and dead (symbolically or literally)—all of them evoke memories, conscious or not. Often they inform how you relate to yourself and others. Sometimes you have conversations with them in your head; sometimes they speak to you in your sleep.

Maybe you should talk to someone – Lori Gottlieb

Concordo con l’autrice che le relazioni personali, nella vita, non finiscono mai. Nè se la persona è deceduta, né se è uscita dal radar, né se coscientemente ha deciso o tu hai deciso di cancellarla dalla tua vita. Ad alcuni torna in sogni, ad altri, come a me, torna alla memoria con associazioni che il cervello fa, ripensando a situazioni, paesi, momenti, contenuti. Leggendo un articolo o … Continua a leggere

Otto anni fa, uno dei primi allarmi

Curioso come WordPress mi segnali che oggi, otto anni fa, scrivevo un post rispetto all’uso di F. e T., annunciando che sarei andato verso un percorso di riduzione. Otto anni dopo, non uso né l’uno né l’altro. Il primo è disattivato con tutti i post cancellati. Il secondo è attivo, ma con anni di contenuti cancellati e un ultimo messaggio che segnala come mi sia preso una pausa a tempo indeterminato.

Le reazioni dei tuoi amici ai contenuti che pubblichi danno dipendenza. Il meccanismo, studiato scientificamente, funziona in maniera tale che più pubblichi contenuti e commenti, più torni a vedere se qualcuno ha apprezzato o ha commentato, perchétali reazioni provocano piacere a livello chimico nel nostro corpo. Una soddisfazione data dall’avere attenzione. Un ciclo che ho bisogno di invertire, riportando più equilibrio.

Triste, più che curioso, che pochi siano gli amici e i conoscenti che mi hanno seguito in … Continua a leggere

Resistenza al cambiamento, da chi non te lo aspetti

Whenever one person in a family system starts to make changes, even if the changes are healthy and positive, it’s not unusual for other members in this system to do everything they can to maintain the status quo and bring things back to homeostasis. If an addict stops drinking, for instance, family members often unconsciously sabotage that person’s recovery, because in order to regain homeostasis in the system, somebody has to fill the role of the troubled person. And who wants that role? Sometimes people even resist positive changes in their friends: Why are you going to the gym so much? Why can’t you stay out later? you don’t need more sleep! Why are you working so hard for that promotion? You’re no fun anymore!

Maybe you should talk to someone – Lori Gottlieb

Maybe you should talk to someone è un libro con ottimi spunti sulla psicoterapia, scritto da … Continua a leggere

Meno link, più esperienze

Tra le poche fonti di relazione personale che seguo, ci sono i blog di Nicola e di Domitilla. In entrambi i casi li seguo perchémi piace restare in contatto e leggere cosa hanno da condividere sui propri blog. Come ai vecchi tempi della blogosfera, in cui i blog erano tanti, personali e curati giornalmente. Spunti di riflessione intellettuale e segnalazione di contenuti interessanti. Oggi le condivisioni sono n volte superiori, ma avvengono quasi totalmente dentro i giardini chiusi delle piattaforme social, da cui ho deciso di esiliarmi.… Continua a leggere

Meditare a 30 km/h

17 anni di blog, anche se a ritmi alterni, hanno lasciato un segno. Nonostante abbia deciso di condividere sempre meno online, continuo a trovarmi in situazioni in cui penso a scrivere un post per raccontare la riflessione frutto dell’esperienza che sto vivendo. A volte mi viene in mente anche il titolo, come quello di questo post.… Continua a leggere