Lo stereotipo dell’americano? Tutto vero!

Da quando è attivo questo blog non so quante altre volte non l’abbia aggiornato per più di 15 giorni consecutivi. Segno del cambiamento di priorità e del livello di impegno, online e offline. Ad ogni modo, vengo subito all’argomento di questo post: gli americani.

Las Vegas

Dall’8 Marzo mi trovo negli USA e, dopo qualche giorno a San Francisco e qualche altro a Los Angeles, ora mi trovo a Las Vegas a seguire MIX09, vera ragione della mia permanenza negli USA, grazie all’invito e al contributo attivo di Microsoft.

In un’altra vita, senza Internet e tecnologia, forsei avrei fatto l’antropologo: mi piace troppo osservare e studiare i comportamenti dell’uomo, soprattutto in ambienti dove se ne trovano di vari e curiosi, come gli USA.

Per un europeo e un italiano la fauna locale qui non passa inosservata e non sto parlando di bellezza, ma di modi di fare e abitudini quotidiane che, indirettamente, si riflettono poi sul fisico e sul modo di ragionare. Non starò a fare un panegirico su quanto gli americani siano obesi perché non è una novità e perché noi europei ci stiamo mettendo del nostro per raggiungerli. Non posso però stigmatizzare alcuni comportamenti e sottolinearne in positivo altri.


Aria condizionata e ghiaccio

Mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse perché gli americani sono usi a mettere il ghiaccio sempre e ovunque, su qualsiasi bevanda, forse ad eccezione del caffé. Perché l’acqua deve essere sempre ghiacchiata, anche di prima mattina e con temperature esterne tutt’altro che estive? Perché poi l’aria condizionata deve essere sempre attiva, d’inverno e d’estate, di giorno e di notte, anche a costo di avere freddo in ambienti chiusi? Ammesso che ci sia un perché, è curioso di come poi l’americano nato in america ci sia così abituato da soffrirne la mancanza.

Energia, luce e benzina

Il costo dell’energia negli USA è così basso da favorire comportamenti tutt’altro che virtuosi. Le camere d’albergo e gli uffici non hanno alcuno spegnimento automatico in assenza di persone e non sono spenti la notte (una ragione per cui i grattacieli sono illuminati anche di sabato sera, quando non dovrebbe lavorare nessuno o quasi!). Per l’americano medio uscire con la luce accesa in casa è normale.

L’automobile è centrale non solo sulle lunghe distanze ma su qualsiasi distanza e in qualsiasi situazione semplicemente perché la benzina non costa nulla! Il disincentivo del parcheggio a pagamento, per niente economico, viene rimosso semplicemente aggiungendo un acquisto nel più vicino centro commerciale convenzionato. Nelle auto è di serie lo spazio per appoggiare il bicchierone di Coca o di caffé e quasi nessuno è capace di guidare senza cambio automatico.

Il lato positivo della medaglia è che l’invio di pacchi diventa logisticamente meno costoso e quindi possono prosperare le vendite a distanze, Internet inclusa. In Europa i costi sono più elevati, anche per il costo più alto dell’energia, su cui vige una tassazione diversa.

Qualcosa si salva

Il servizio clienti, in qualsiasi situazione, è notevolmente più curato di qualsiasi altra azienda italiana. Gentilezza, cortesia, disponibilità sono attive a tutte le ore e non trovi qualcuno scortese neanche a pagarlo! Dal bar alla biglietteria del treno, dal ristorante al museo, il cliente ha veramente sempre ragione e si spiega anche perché un sito come Yelp abbia così tanto successo e sia tanto rispettato dalle aziende.

Il marketing è a livelli impensabili. Qualsiasi cosa o quasi si presta ad essere sponsorizzata e ad avere un contributo privato. Dal cestino della spazzatura sulla spiaggia alle porte dell’ascensore in un parcheggio, fino alla più banale carta per entrare nella camera d’albergo, tutto ha pubbicità. Si può quindi immaginare quanto sia tragico avere una contrazione forte del mercato pubblicitario.

Ne avrei di storie da raccontare ma la finisco qui, per ora.

Su Flickr pubblicherò piano piano tutte le centinaia di foto fatte in questo viaggio. Alcune sono già online.

Ritorno in Italia previsto per domenica alle 6,15 a Milano con zero gradi di temperatura prevista: sarà traumatico, lo so già.

9 risposte a “Lo stereotipo dell’americano? Tutto vero!”

  1. …mi meraviglio di te! 😉 ma come non hai capito perchè gli americani tengono sempre accesa l’aria condizionata e mettono il ghiaccio dappertutto ? 🙂
    ti sei quasi risposto da solo nelle righe appena precedenti……. 😉
    l’americano medio è obeso o sovrappeso ….. 😉
    chi è obeso o sovrappeso è anche sovralimentato in termini di calorie ….. e lo strato di grasso isola e tiene caldi [chiedi ai trichechi 😉 ] ..
    in breve chi è obeso e sovrappeso ha quasi sempre caldo ……. più o meno il succo è questo …
    arrivedorci !!
    buona permanenza in USA e buon lavoro ….
    CIAO

  2. Io in realtà lo spegnimento automatico non l’ho mai visto neanche in Europa.

    E se ti dicessi che all’Agenzia Regionale Protezione Ambiente dell’Emilia Romagna tengono i riscaldamenti accesi in continuazione, giorno e notte, tanto che quando ero là, in inverno e con la neve, bisognava tenere le finestre aperte?

    1. In Europa ci son diversi alberghi che appena togli la scheda della chiave si spegne tutto e ci sono anche aziende, anche in Italia, che spengono tutto ad un orario prestabilito. Parlo per esperienza personale

  3. Interessante! Sarebbe bello leggere altri post come questi… magari paragonando altre nazioni visitate.
    Ciao,
    Emanuele

  4. “Gentilezza, cortesia, disponibilità sono attive a tutte le ore e non trovi qualcuno scortese neanche a pagarlo!”

    Caro Luca si vede che in questo viaggio negli USA non hai fatto tappa a NY!!!
    Nella “Grande Mela” il luogo comune dell’americano cordiale e ospitale cade inesorabilmente esotto i colpi dell’altro luogo comune: quello del newyorkese nevrotico, antipatico, scortese…
    Che storia!
    Buon rientro!

    1. parlavo del servizio cliente… a NY non sono gentili? Non ci posso credere 🙂

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