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cambiamenti climatici

Greta, guarda dall’altra parte*

Non ce la possiamo fare. No. Non ce la possiamo fare.

Non è voler essere profeti di sventura, ma guardare semplicemente i dati.

Sul cambiamento climatico non ce la possiamo fare.

Gli obiettivi di Parigi del dicembre del 2015, sottoscritti da 196 paesi, sono ormai carta straccia. Ammettiamolo. Riconosciamolo. Facciamoci i conti. Illuderci è un insulto all’intelligenza. Forse aveva ragione Franzen, che lì per lì ho disdegnato.

Il blog del Financial Times Alphaville pubblica qualche dato sui prezzi del carbone e fa qualche veloce analisi sull’andamento del suo consumo. Come conseguenza delle sanzioni alla Russia, nei prossimi anni ne andremo a consumare di più. La Russia venderà il suo ad altri paesi, perché la domanda di energia resta alta. Anche se ci fosse una recessione, che farà abbassare i prezzi, sarà solo un effetto temporaneo, come lo è stato il COVID-19.

Morale della favola? Siamo fottuti.

L’unica cosa sensata … Continua a leggere

Attenti alla retorica del “la tecnologia ci salverà”. Vale per i cambiamenti climatici e per Web3.

Maurizio, commentando un mio post sull’essere fuori dalla bolla, scriveva:

Tempo e profondità sono qualcosa che il mondo digitale ha distorto rispetto al passato. L’abbiamo visto standoci dentro e per questo sappiamo che siamo solo all’inizio dell’accelerazione.
Le tue sono considerazioni che condivido. Mi chiedo però se la soluzione per una maggiore consapevolezza non possa anche essere un’altra. Essere fuori dalla bolla porta indiscussi vantaggi, ma anche alcuni svantaggi. Ho letto queste tue parole per caso, il tuo blog non era il mio radar o meglio nel mio stream, proprio perchè non è nella bolla.
Quasi 50 anni fa, Il grande Marshall McLuhan diceva: “Solo la tecnologia può proteggerci dalla tecnologia. Quando si crea un nuovo ambiente grazie a un certo stadio di tecnologia, bisognerà creare un controambiente con lo stadio successivo”.
Forse potremo ottenere la soluzione del problema della bolla digitale, proprio grazie al digitale.

Oggi da … Continua a leggere

Quando guardi l’abisso, l’abisso guarda in te

“Anyone who spends some of their time thinking about climate change and about the politics of the world it is producing (and there are a lot of people like that) knows that the going is often tough, the future looks very bleak, and the nights are sometimes sleepless. At times, it is hard not to want to hide away. The more one knows and the longer one stares into the abyss, the more one may be tempted to abandon all hope.”

Joel Wainwright, Climate Leviathan

La citazione, apparsa oggi su Readwise (tra quelle sottolineate negli anni), casca a fagiolo.

Non credo più che riusciremo a evitare l’effetto dominio dei cambiamenti climatici, superata la soglia di 1,5 C rispetto all’era pre-industriale. Ciò significa che gli sforzi individuali sono inutili. Non vale la pena spendere di più per compensare le emissioni di oggi, piantando alberi che toglieranno anidride carbonica solo tra X … Continua a leggere

-47 Il capitalismo fossile in cui siamo immersi

Trovo il London Review of Books una rivista capace di farmi pensare ogni volta che la sfoglio. Sull’ultimo numero mi cade l’occhio su un articolo che parla di cambiamenti climatici. Come tutti (o quasi) gli articoli della rivista, lo spunto viene da uno o più libri su un argomento, recensiti e commentati. Questo articolo prende spunto da White Skin, Black Fuel di Andreas Malm e un collettivo.

Il libro disegna un’associazione tra i negazionisti del clima e l’estrema destra (fascista). La tesi è che il capitalismo fossile, ovvero il capitalismo basato sui combustibili fossili, abbia un’anima fascista alla base. Da qui l’ascesa del fascismo fossile, ovvero quell’ideologia (Harari la chiamerebbe religione) che promuove il suprematismo bianco e altri tipi di nazionalismi, grazie al potere economico e sociale dato dallo sfruttamento dei combustibili fossili, nella storia recente e oggi.

La citazione che segue mi ha fatto riflettere, perché tocca due … Continua a leggere

-54 Il cambiamento comincia oggi, a volerlo veramente

“In base a un recente rapporto della Johns Hopkins University sul ruolo dell’alimentazione nel controllo climatico: «Se il consumo di carne e latticini a livello globale proseguirà secondo l’andamento attuale, è probabile che l’aumento della temperatura media globale supererà i 2 gradi centigradi anche riducendo drasticamente le emissioni nei settori non agricoli».”

Jonathan Safran Foer, Possiamo Salvare Il Mondo, Prima Di Cena

Readwise fa riemergere oggi questa citazione da un libro uscito due anni fa e scritto anche prima. Casca a fagiolo con le tante chiacchiere della COP26. Fiumi di parole sugli impegni da prendere o non prendere al 2030, al 2050 o al 2070. Bello, bellissimo, fantastico, ma è tutto troppo tardi. Cosa pensi valga un impegno di un politico di oggi che certamente non sarà al governo né nel 2030, né nel 2050, né nel 2070? Non è lui che dovrà rendere conto del mancato raggiungimento degli obiettivi. … Continua a leggere