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covid-19

Siamo troppo vivi per morire e troppo morti per vivere

La preoccupazione per la buona vita va contrapposta alla lotta per la sopravvivenza. La società dominata dall’isteria della sopravvivenza è una società di non morti. Siamo troppo vivi per morire e troppo morti per vivere. Nella preoccupazione esclusivamente rivolta alla sopravvivenza noi siamo uguali al virus, questa creatura non morta che si limita a moltiplicarsi, quindi a sopravvivere, senza vivere.

La società senza dolore di Byung-Chul Han

Ci aspetta un altro mese in cui non sarà possibile uscire dal proprio comune, se non per motivi di lavoro/salute/necessità. I contatti sociali tornano a essere fortemente ridotti e restano chiusi tutti i luoghi di aggregazione e socializzazione. C’è un motivo più che valido per accettare tutto ciò: ospedali e terapie intensive oltre le soglie di allarme. Punto, non c’è nulla da discutere.

Reel on sailboat with sails sailing on water with horizon in the background
Credit: Jonathan Smith

Detto questo però, dobbiamo continuare a vivere. Vivere significa pensare al nostro futuro, pensare a diventare … Continua a leggere

Non abbiamo imparato niente su come prevenire le infezioni in ambito domestico

Considerando quello che ho passato nell’ultimo mese, mi fa un po’ rabbia leggere un post che avevo scritto un anno fa:

Xiao Ning, ricercatore del Chinese Center for Disease Control and Prevention, intervistato da BNN Bloomberg, sito canadese, dice che l’Italia dovrebbe seguire il modello cinese per l’isolamento dei malati lievi: non a casa, ma in strutture dedicate e sorvegliate. Nell’articolo si cita uno studio cinese che affermerebbe che l’80% dei contagi sarebbe causato da chi è in isolamento domestico.

L’isolamento domestico dei malati lievi non è la soluzione

I COVID Hotel sono stati pochissimi e largamente insufficienti. Diciamo le cose come stanno: abbiamo deliberatamente ignorato il problema e non abbiamo voluto trovare una soluzione, che avrebbe creato problemi logistici e di gestione dei malati. Se lo avessimo fatto, è facile prevedere che avremmo enormemente ridotto il numero totale di contagiati e avremmo certamente salvato … Continua a leggere

Ritorno alla vita

Oggi è stato il primo giorno, dopo tre settimane, in cui mi sono risvegliato a casa mia, dopo aver dormito la prima notte a casa. Il COVID-19 è sconfitto e tutta la famiglia è in recupero, guarita Sono state settimane difficili, non solo sul piano della salute fisica, ma anche per quella mentale. Non voglio aggiungere un’altra storia di guarigione alle tante già raccontate. Ciò su cui mi voglio soffermare è la strana sensazione del dopo.

man standing in front of the window
Credit
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Una settimana in prima linea contro il COVID-19

Con l’Italia che supera ufficialmente il dato di un italiano su 20 contagiato – quanti saranno in realtà? Il doppio? – potevo non essere coinvolto in qualche modo col virus? Dire che me l’aspettavo, prima o poi, è facile. Non avrei immaginato a distanza di un anno dall’inizio di tutto di essere in quarantena asintomatico, a prendermi cura della mia famiglia, tutta positiva. Sì, il mio status è al momento incerto. Avrò anch’io il virus? Da protocollo, essendo asintomatico, devo attendere i 10 giorni dall’ultimo contatto stimato per poter fare il tampone molecolare e sapere i prossimi passi.… Continua a leggere

A caccia dei vaccini avanzati e in Italia?

Negli USA c’è chi (centinaia di persone a quanto pare), ogni giorno, si mette in fila fuori dai centri di vaccinazione e attende la fine della giornata per farsi vaccinare, con i vaccini avanzati.

Se ci sono vaccini che non sono stati somministrati e che finirebbero nella spazzatura perché in scadenza, un uomo comincia a chiamare l’età, a partire da 80 anni, a scalare. L’autore di The Better Letter racconta di essere stato fortunato e di aver ricevuto la prima dose del vaccino, dopo che hanno chiamato la sua età: 65 anni. Ovviamente chi riceve la prima dose ha diritto poi anche al richiamo.

On Tuesday evening, there were no leftovers. However, on Wednesday, there were. And we were very lucky (blessed) indeed.

About half-an-hour after the last vaccination appointment of the day, an official came out to where a few hundred of us were waiting in line

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