Luca Conti

Il minimalismo della rubrica telefonica (e di Whatsapp)

Fai pulizia. Cancella ogni settimana due numeri che non usi da un anno. Dedica più tempo a chi conta veramente per te ed elimina chi pensi ti possa servire e basta.

Ho preso Gabriele Romagnoli in parola e, dopo aver letto il suo Solo bagaglio a mano, ho deciso che era venuto il momento di fare pulizia sulla rubrica telefonica e di riflesso su Whatsapp, che si appoggia appunto alla rubrica del telefono.

A fine novembre ricordo bene di aver avuto 1030 contatti su Whatsapp, il massimo registrato (tieni conto che la rubrica è collegata ai contatti di Gmail, tutto insieme e sincronizzato e uso molto la posta elettronica per lavoro). Prima di partire, ai primi di dicembre, la ridussi a 970.

In un momento di noia, dopo capodanno, mi ci sono messo di santa ragione e sono sceso progressivamente a 630 e poi, senza riuscire quasi a fermarmi, a 470. In un mese ho conosciuto e registrato nuovi contatti, fino a 482. Oggi sono tornato a tagliare e da 600 numeri (e contatti) in rubrica, sono sceso a 400. Su Whatsapp l’accetta si è fermata a 335 contatti.

Perché cancellare numeri? Escludendo alcuni scocciatori professionisti, che sono registrati per squillare a vuoto, ho eliminato tutti i contatti che non sento da anni, che non ho alcuna voglia di sentire e che, probabilmente, non hanno neanche voglia di sentire me, visto che anche loro non mi chiamano da secoli. Scorrendo i contatti di Whatsapp, app che uso di più per tenermi in contatto con le persone che contano di più per me, famiglia inclusa, non voglio più vedere nomi e facce di persone con cui non ho più niente a che fare, che appartengono a un passato che non torna.

Il tutto, ora che ci penso, è nato con il desiderio di cancellare alcuni amici/contatti deceduti, che non mi sembrava più aver senso tenere in rubrica. I morti preferisco ricordarli in un altro modo, che averli in rubrica.

Effetto finale

La sicurezza viene aggiornando o di come ho liberato 18 Gb da Windows 7

Lavorare con il computer significa dover dedicare del tempo a mantenere efficienti i propri strumenti di lavoro, a partire dalla macchina che si utilizza. Mantenere efficiente significa: aggiornare il sistema operativo e tutti i software più importanti utilizzati (browser, suite da ufficio, altri programmi di produttività), aggiornare i software utilizzati online (WordPress, per esempio, e relativi plugin) o aggiornare le app sul proprio smartphone e tablet, gestire le password.

Grazie a uno spunto venuto dal Wall Street Journal, per navigare più sicuri, mi sono rimessi in pari con gli aggiornamenti di Windows (dopo due mesi in viaggio in cui ho preferito evitare download non necessari in presenza di connessioni lente), ho affrontato il problema di quasi 20 Gb di file orfani (msp patch di Windows Update) e ne ho liberati altrettanti per dare respiro al mio disco di sistema che stava soffrendo un po’. A tal proposito ti consiglio di scaricare e usare PatchCleaner, mi ringrazierai!

Più sicurezza, più efficienza, più tempo libero.

Il passato scorre nelle tue vene

Oggi un consiglio di lettura: Il cartello, di Don Winslow. Se vuoi capire come ha funzionato e come funziona la guerra alla droga tra Messico e Stati Uniti, questo romanzo è meglio di un saggio.

Sa intrattenere e riflettere

Ha sentito dire che la vita è un fiume, in cui il passato scorre verso valle. Non è cosí. Il passato scorre nelle tue vene. Non puoi liberarti dal tuo passato cosí come non puoi strapparti il cuore.

Spiega il tutto con arguzia e intelligenza

La cosiddetta Guerra alla Droga è una porta girevole. Elimini un tizio e subito un altro occupa la sedia rimasta libera a capotavola. Le cose non cambieranno mai, finché esisterà questo insaziabile appetito per le droghe. Che ha origine lí, dalla loro parte del confine.

Non manca di far sorridere e oltre

Sua moglie Chele è un po’ meno vistosa, in un vestito di lustrini argentati e tacchi alti, i capelli neri raccolti in cima alla testa. Si è fatta un po’ piú larga di fianchi, osserva Adán, ma è sempre una berraca, una bella manza. E tiene testa al marito. Chele dice quello che le passa per la mente, per esempio le sue opinioni sulle numerose segunderas di Diego, che approva: «Meglio loro che io. Dios mío, avrei una chocha piú larga di uno dei suoi tunnel».

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