Il club dei 1001

Un gruppo di lettori che si riunisce ogni mese per conversare intorno a un libro scelto tra i 1001 libri da leggere prima di morire. Questo è in sintesi il Club dei 1001.

Un sondaggio tra i soci fondatori del club ha selezionato L’amore fatale di Ian McEwan, edito da Einaudi.

amore fatale

Ci vedremo, probabilmente a Senigallia (AN), nel weekend del 14 dicembre, in un pomeriggio/sera da stabilire tra chi intende partecipare. Proveremo anche a mettere in piedi una diretta streaming per coinvolgere anche altri lettori che intendono partecipare da remoto.

Sei dei nostri? Per partecipare devi impegnarti a leggere il libro entro venerdì 12 dicembre e segnalarmi la tua partecipazione con una email a pandemia su gmail.com.

Buona lettura!

Questa settimana ho letto tre libri di Peter Cameron. Dopo Il weekend, letto mesi fa, ho abbordato Andorra, riscoperto nella collezione ristretta di ebook, e ho continuato poi con soddisfazione con Questo dolore un giorno ti sarà utile e Quella sera dorata.

Peter Cameron ha una capacità unica, a mio avviso, di rendere vivi dialoghi credibili quanto piacevoli da leggere. Elemento che rende i suoi romanzi molto, molto godibili.

Per leggere tutti i suoi scritti mi mancano due romanzi e tre raccolte di racconti, tre tradotti in italiano, ma non disponibili in ebook, e due solo in inglese, ma in ebook. Penso proprio che la biblioteca di Senigallia e Kindle store mi verranno presto in aiuto.

Peter Cameron, una conferma

Folle elogio ai libri non letti

Non so come dirlo e ci vado piatto: c’è chi si compiace dell’avere tanti libri e di non averli ancora letti. Al di là della patologia di Umberto Eco che ne ha 30.000 e non si sa quanti letti, sembra che l’ultima moda sia considerarsi intelligenti semplicemente comprando libri e sapere che il sapere sta nei libri ancora da leggere, come se la semplice vicinanza trasmettesse cultura.

Non sono neanche della scuola di pensiero, altrettanto folle, che i romanzi cominciati debbano per forza essere letti fino all’ultima pagina, per una serie di ragioni tutte contestabili, ma un po’ di sale in zucca, per cui i libri vanno selezionati, comprati eventualmente, e letti, no?

Mi rendo conto che, in un momento in cui la pubblicazione di libri aumenta (o non diminuisce col self publishing) e il tempo per la lettura subisce la concorrenza spietata di altre attività intellettuali, considerarsi fighi perché circondati da libri, letti o non letti non importa, possa essere considerato legittimo e logico, ma non sono d’accordo.

I libri preferisco leggerli invece di accumularli. Non li voglio più accumulare in formato elettronico, che non occupa maggiore spazio fisico, figuriamoci come possa pensarla rispetto all’accumulo di libri di carta. Certamente tale attività riscuote il consenso degli editori, dei librai e di chi coi libri ci mangia, ma non chiamatela cultura per favore. In inglese si chiama hoarding, in italiano fai tu.