L'olio e il ruolo nella dieta

Ogni tsnto mi capita di leggere dei libri e mi sembra che parlino esattamente a me, come in questo caso:

Refined vegetable oils, with soybean oil at the top, have added more calories to the world’s diet than any other food group, by a wide margin. I’ve met many people who aspire to eat ‘sugar-free’ diets, and others who worry about ‘trans fats’, but seldom met anyone who said that their resolution was to cut down on their intake of soybean oil (or other refined vegetable oils) per se. Certainly, there are those who avoid palm oil, because of the environmental impact of rainforests being razed to make way for a monoculture. But the vast role that oils play in our diets goes largely unseen and uncontested

The way we eat now
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Il cambiamento non avviene da un giorno all'altro, ma per fasi

James Prochaska developed the transtheoretical model of behavior change (TTM) based on research showing that people generally don’t “just do it,” as Nike (or a new year’s resolution) might have it, but instead tend to move through a series of sequential stages that look like this: Stage 1: Pre-contemplation Stage 2: Contemplation Stage 3: Preparation Stage 4: Action Stage 5: Maintenance

Maybe You should talk to someone

Nei libri che leggo, tra quelli ben selezionati e che non deludono, sottolineo delle perle che non sempre ho l’occasione di condividere con chi mi sta vicino. Quella sopra è un’altra informazione chiave che mi sarebbe stata molto molto utile nell’ultima relazione. Avrei avuto dei punti di riferimento sui quali confrontarmi rispetto a una richiesta di cambiamento. Certo, supponevo già che il cambiamento non avviene da un giorno all’altro, ma non sapevo che il tal Prochaska di cui sopra aveva teorizzato 5 fasi, dal comincio a pensarci, al ci penso seriamente, fino al mi preparo, prima ancora del faccio e continuo a fare.

Utile anche per fare un controllo con se stessi su quale stadio siamo rispetto a cambiamenti che ci siamo imposti o su cui abbiamo preso degli impegni. Con noi stessi dovremmo sempre essere onesti. A che serve ingannarsi?

Single a 40 anni

Alcuni di loro glielo chiedono per compassione, altri con sospetto: i primi sono dispiaciuti per lui perché non credono che sia single per scelta ma perché gli è stato imposto; i secondi nutrono una sorta di ostilità nei suoi confronti, perché ritengono che il fatto di essere single sia una sua scelta, un’arrogante violazione di una legge fondamentale che regola l’età adulta. In ogni modo, essere single a quarant’anni è diverso da esserlo a trenta, e anno dopo anno diventa meno comprensibile, meno invidiabile, e più patetico, più sconveniente.

Una vita come tante

Una vita come tante è un libro straordinario (Grazie Alessandro!) per tanti motivi. Pur essendo pochi i punti di contatti col protagonista – per fortuna, considerando gli abusi e i traumi che ha subito nel tempo – mi sono riconosciuto in alcuni dei passaggi, come quello sopra sull’essere single a quarant’anni. Frequentando un numero limitato di persone in questa fase della mia vita, che corrisponde a persone che mi sono in gran parte scelto, non vivo questo problema come alcuni anni fa. Il mondo delle relazioni professionali aiuta a espandere i propri orizzonti, ma mette in contatto persone diverse, non sempre sensibili o intelligenti (dal punto di vista emozionale). Posso dire quindi che qualcuno la domanda me l’ha posta, nella sua testa o direttamente. Non è neanche una questione culturale nazionale, perché curiosamente questa domanda mi è stata più spesso posta da viaggiatore in altri paesi.

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